moo sukoshi.......
...e
per non lasciarvi a bocca asciutta per queste Feste,
altre foto sono disponibili...al solito posto
!!!!
Il Pulcino Cosmico

L’anno scorso a Pasqua, in casa del professor
Tibolla, dall’uovo di cioccolata sapete cosa saltò
fuori? Sorpresa: un pulcino cosmico, simile in tutto
ai pulcini terrestri, ma con un berretto da capitano
in testa e un’antenna della televisione sul berretto.
Il professore, la signora Luisa e i bambini fecero
tutti insieme: Oh, e dopo questo oh non trovarono più
parole.
Il pulcino si guardava intorno con aria malcontenta.
- Come siete indietro su questo pianeta, - osservò,
-qui è appena Pasqua; da noi, su Marte Ottavo, è già
mercoledì.
- Di questo mese?- domandò il professor Tibolla.
- Ci mancherebbe! Mercoledì del mese venturo. Ma con
gli anni siamo avanti di venticinque.
Il pulcino cosmico fece quattro passi in su e in giù
per sgranchirsi le gambe, e borbottava: - Che
seccatura! Che brutta seccatura.
- Cos’è che la preoccupa? – domandò la signora Luisa.
- Avete rotto l’uovo volante e io non potrò tornare
su Marte Ottavo.
- Ma noi l’uovo l’abbiamo comprato in pasticceria.
- Voi non sapete niente. Questo uovo, in realtà, è
una nave spaziale, travestita da uovo di Pasqua, e io
sono il suo comandante, travestito da pulcino.
- E l’equipaggio?
- Sono io anche l’equipaggio. Ma ora sarò degradato.
Mi faranno per lo meno colonnello.
- Be’, colonnello è più che capitano,
- Da voi, perché avete i gradi alla rovescia. Da noi
il grado più alto è cittadino semplice. Ma lasciamo
perdere, la mia missione è fallita.
- Potremmo dirle che ci dispiace, ma non sappiamo di
che missione si trattava.
- Ah, non lo so nemmeno io. Io dovevo soltanto
aspettare in quella vetrina fin che il nostro agente
segreto si fosse fatto vivo.
- Interessante – disse il professore, - avete anche
degli agenti segreti sulla terra. E se andassimo a
raccontarlo alla polizia?
- Ma sì, andate in giro a parlare di un pulcino
cosmico, e vi farete ridere dietro.
- Giusto anche questo. Allora, giacché siamo tra noi,
ci dica qualcosa di più su quegli agenti segreti.
- Essi sono incaricati di individuare i terrestri che
sbarcheranno su Marte Ottavo tra venticinque anni.
- È piuttosto buffo. Noi, per adesso, non sappiamo
nemmeno dove si trovi Marte Ottavo.
- Lei dimentica, caro professore, che lassù siamo
avanti col tempo di venticinque anni. Per esempio
sappiamo già che il capitano dell’astronave terrestre
che giungerà su Marte Ottavo si chiamerà Gino.
- Toh, - disse il figlio maggiore del professor
Tibolla, - proprio come me.
- Pura coincidenza,- sentenziò il cosmopulcino.- Si
chiamerà Gino e avrà trentatrè anni. Dunque in questo
momento, sulla Terra, ha esattamente otto anni.
- Guarda, guarda, - disse Gino, -proprio la mia età.
- Non mi interrompere continuamente, -esclamò con
severità il comandante dell’uovo spaziale. – Come
stavo spiegandovi, noi dobbiamo trovare questo Gino e
gli altri membri dell’equipaggio futuro, per
sorvegliarli senza che se ne accorgano, e per
educarli come si deve,
- Che cosa? – fece il professore. – Forse noi non li
educhiamo bene i nostri bambini?
- Mica tanto. Primo, non li abituate all’idea che
dovranno viaggiare tra le stelle; secondo, non
insegnate loro che sono cittadini dell’universo;
terzo, non insegnate loro che la parola nemico, fuori
della Terra, non esiste; quarto…
- Scusi comandante, - lo interruppe la signora Luisa,
- come si chiama di cognome quel vostro Gino?
- Prego, vostro, non nostro. Si chiama Tibolla. Gino
Tibolla.
- Ma sono io! – saltò su il figlio del professore. –
Urrà!
- Urrà che cosa? – esclamò la signora Luisa. – Non
crederai che tuo padre e io ti permetteremo…
Ma il pulcino cosmico era già volato in braccio a
Gino.
- Urrà! Missione compiuta! Tra venticinque anni potrò
tornare a casa anch’io.
- E l’uovo? – domandò con un sospiro la sorellina di
Gino.
- Ma lo mangiamo subito, naturalmente.
E così fu fatto.
G. Rodari
Mummie

Le
notizie allucinanti riempiono sempre i giornali.
In una cittadina nei pressi di Fukuoka, nel sud del
Giappone, sono stati scoperti in un appartamento i
corpi mummificati di cinque persone apparentemente
appartenenti alla stessa famiglia. Due di queste
"mummie" pare siano decedute da almeno vent'anni. La
macabra scoperta e' stata fatta dalla polizia,
avvertita dai vicini di casa che "da lungo tempo" non
avevano notizie del nucleo familiare!!!! I corpi pare
siano di una coppia di coniugi e dei loro tre figli,
che sono stati ritrovati, in stanze diverse, distesi
su dei futon. Ovviamente lo stato dei cadaveri ha per
ora impedito di confermare l'identità dei cadaveri, e
l'autopsia sara' d'obbligo.
Comunque, il figlio piu' anziano della coppia, che
ora ha 69 anni, pare abbia dichiarato agli
investigatori di aver "messo a dormire" i familiari,
dopo il loro decesso naturale, rispettando una non
ben precisata credenza religiosa secondo la quale
"esiste rinascita se le persone vengono lasciate in
pace". Visto che comunque i corpi non presentano
segni riconducibili ad una morte violenta, il tutto
farebbe presumere la veridicita' della testimonianza
del figlio.
Insomma, W le mummia e W il Giappone!!
Washlet
Gia' di per se' il bidet non e' un oggetto molto
utilizzato nel mondo, siamo in pochi ad averlo in
casa, ed in Giappone -considerando anche le
dimensioni microscopiche delle dimore- non potevano
avere accanto al fatidico water closet anche il piu'
ambizioso bidet.
La stretta ed impellente necessita', pero', di
lavarsi non necessariamente in doccia esisteva ed e'
cosi' che sono stati inventati gli "washlet".
Un washlet consiste in un water closet con comandi
laterali che lo trasformano all'occasione anche in
bidet.
Il getto dell'acqua puo' venire dal dietro o dal
sotto, la seggetta puo' essere riscaldata, c'e' il
pulsante per la musica e quello per coprire i rumori
"molesti".
Insomma seduti li' sopra sembra davvero di stare nel
terzo millennio, ma non crediate di trovare lo
sciacquone fra tutti quei comandi, quello e' rimasto
al suo posto.
Matsuri
Ogni fine settimana, a cercar bene, si potrebbe
sempre partecipare ad un Matsuri (festival), piu' o
meno corrispondente alle nostre sagre. Ogni occasione
e' buona per i giapponesi per bere sake' e baracchine
improvvisate spuntano ovunque, contravvenendo ad ogni
regola sull'igiene, che pero' in Giappone non vige.
Domenica scorsa a Kawasaki, come le motociclette, si
e' svolto il Matsuri di simboli fallici, come la
fotografia esemplifica. La ressa non e' mancata ne'
per il sake', ne' per gli "oggetti", ne' per la
voglia di avere attributi degni di attenzione, almeno
una volta nella vita!
Hanami
Oggi era il giorno migliore per fare Hanami (ovvero
andare ad ammirare la fioritura dei Sakura, i ciliegi
giapponesi, da Hana=fiore + Mi=vedere, ricordate?).
Come tutti i bravi residenti di Tokyo, anche noi, di
buon mattino siamo andati a Nakameguro, uno dei posti
migliori, per il nostro rito dei ciliegi.
Lo spettacolo era veramente da mozzare il fiato.
Sulla via del ritorno abbiamo scoperto che questa
fioritura e' considerata la migliore degli ultimi 6
anni. Purtroppo, quando domani arrivera' Martina, la
maggior parte dei petali sara' gia' caduta e lo
spettacolo, seppur bello, non sara' neanche
paragonabile a quanto visto oggi in giro per Tokyo.
Le foto le trovate al solito posto.