01 April 2007

moo sukoshi.......


sorpresa2
...e per non lasciarvi a bocca asciutta per queste Feste, altre foto sono disponibili...al solito posto !!!!

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Il Pulcino Cosmico

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L’anno scorso a Pasqua, in casa del professor Tibolla, dall’uovo di cioccolata sapete cosa saltò fuori? Sorpresa: un pulcino cosmico, simile in tutto ai pulcini terrestri, ma con un berretto da capitano in testa e un’antenna della televisione sul berretto.
Il professore, la signora Luisa e i bambini fecero tutti insieme: Oh, e dopo questo oh non trovarono più parole.
Il pulcino si guardava intorno con aria malcontenta.
- Come siete indietro su questo pianeta, - osservò, -qui è appena Pasqua; da noi, su Marte Ottavo, è già mercoledì.
- Di questo mese?- domandò il professor Tibolla.
- Ci mancherebbe! Mercoledì del mese venturo. Ma con gli anni siamo avanti di venticinque.
Il pulcino cosmico fece quattro passi in su e in giù per sgranchirsi le gambe, e borbottava: - Che seccatura! Che brutta seccatura.
- Cos’è che la preoccupa? – domandò la signora Luisa.
- Avete rotto l’uovo volante e io non potrò tornare su Marte Ottavo.
- Ma noi l’uovo l’abbiamo comprato in pasticceria.
- Voi non sapete niente. Questo uovo, in realtà, è una nave spaziale, travestita da uovo di Pasqua, e io sono il suo comandante, travestito da pulcino.
- E l’equipaggio?
- Sono io anche l’equipaggio. Ma ora sarò degradato. Mi faranno per lo meno colonnello.
- Be’, colonnello è più che capitano,
- Da voi, perché avete i gradi alla rovescia. Da noi il grado più alto è cittadino semplice. Ma lasciamo perdere, la mia missione è fallita.
- Potremmo dirle che ci dispiace, ma non sappiamo di che missione si trattava.
- Ah, non lo so nemmeno io. Io dovevo soltanto aspettare in quella vetrina fin che il nostro agente segreto si fosse fatto vivo.
- Interessante – disse il professore, - avete anche degli agenti segreti sulla terra. E se andassimo a raccontarlo alla polizia?
- Ma sì, andate in giro a parlare di un pulcino cosmico, e vi farete ridere dietro.
- Giusto anche questo. Allora, giacché siamo tra noi, ci dica qualcosa di più su quegli agenti segreti.
- Essi sono incaricati di individuare i terrestri che sbarcheranno su Marte Ottavo tra venticinque anni.
- È piuttosto buffo. Noi, per adesso, non sappiamo nemmeno dove si trovi Marte Ottavo.
- Lei dimentica, caro professore, che lassù siamo avanti col tempo di venticinque anni. Per esempio sappiamo già che il capitano dell’astronave terrestre che giungerà su Marte Ottavo si chiamerà Gino.
- Toh, - disse il figlio maggiore del professor Tibolla, - proprio come me.
- Pura coincidenza,- sentenziò il cosmopulcino.- Si chiamerà Gino e avrà trentatrè anni. Dunque in questo momento, sulla Terra, ha esattamente otto anni.
- Guarda, guarda, - disse Gino, -proprio la mia età.
- Non mi interrompere continuamente, -esclamò con severità il comandante dell’uovo spaziale. – Come stavo spiegandovi, noi dobbiamo trovare questo Gino e gli altri membri dell’equipaggio futuro, per sorvegliarli senza che se ne accorgano, e per educarli come si deve,
- Che cosa? – fece il professore. – Forse noi non li educhiamo bene i nostri bambini?
- Mica tanto. Primo, non li abituate all’idea che dovranno viaggiare tra le stelle; secondo, non insegnate loro che sono cittadini dell’universo; terzo, non insegnate loro che la parola nemico, fuori della Terra, non esiste; quarto…
- Scusi comandante, - lo interruppe la signora Luisa, - come si chiama di cognome quel vostro Gino?
- Prego, vostro, non nostro. Si chiama Tibolla. Gino Tibolla.
- Ma sono io! – saltò su il figlio del professore. – Urrà!
- Urrà che cosa? – esclamò la signora Luisa. – Non crederai che tuo padre e io ti permetteremo…
Ma il pulcino cosmico era già volato in braccio a Gino.
- Urrà! Missione compiuta! Tra venticinque anni potrò tornare a casa anch’io.
- E l’uovo? – domandò con un sospiro la sorellina di Gino.
- Ma lo mangiamo subito, naturalmente.
E così fu fatto.

G. Rodari

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Mummie

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Le notizie allucinanti riempiono sempre i giornali.
In una cittadina nei pressi di Fukuoka, nel sud del Giappone, sono stati scoperti in un appartamento i corpi mummificati di cinque persone apparentemente appartenenti alla stessa famiglia. Due di queste "mummie" pare siano decedute da almeno vent'anni. La macabra scoperta e' stata fatta dalla polizia, avvertita dai vicini di casa che "da lungo tempo" non avevano notizie del nucleo familiare!!!! I corpi pare siano di una coppia di coniugi e dei loro tre figli, che sono stati ritrovati, in stanze diverse, distesi su dei futon. Ovviamente lo stato dei cadaveri ha per ora impedito di confermare l'identità dei cadaveri, e l'autopsia sara' d'obbligo.
Comunque, il figlio piu' anziano della coppia, che ora ha 69 anni, pare abbia dichiarato agli investigatori di aver "messo a dormire" i familiari, dopo il loro decesso naturale, rispettando una non ben precisata credenza religiosa secondo la quale "esiste rinascita se le persone vengono lasciate in pace". Visto che comunque i corpi non presentano segni riconducibili ad una morte violenta, il tutto farebbe presumere la veridicita' della testimonianza del figlio.
Insomma, W le mummia e W il Giappone!!

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Washlet

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Gia' di per se' il bidet non e' un oggetto molto utilizzato nel mondo, siamo in pochi ad averlo in casa, ed in Giappone -considerando anche le dimensioni microscopiche delle dimore- non potevano avere accanto al fatidico water closet anche il piu' ambizioso bidet.
La stretta ed impellente necessita', pero', di lavarsi non necessariamente in doccia esisteva ed e' cosi' che sono stati inventati gli "washlet".
Un washlet consiste in un water closet con comandi laterali che lo trasformano all'occasione anche in bidet.
Il getto dell'acqua puo' venire dal dietro o dal sotto, la seggetta puo' essere riscaldata, c'e' il pulsante per la musica e quello per coprire i rumori "molesti".
Insomma seduti li' sopra sembra davvero di stare nel terzo millennio, ma non crediate di trovare lo sciacquone fra tutti quei comandi, quello e' rimasto al suo posto.

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Matsuri

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Ogni fine settimana, a cercar bene, si potrebbe sempre partecipare ad un Matsuri (festival), piu' o meno corrispondente alle nostre sagre. Ogni occasione e' buona per i giapponesi per bere sake' e baracchine improvvisate spuntano ovunque, contravvenendo ad ogni regola sull'igiene, che pero' in Giappone non vige.
Domenica scorsa a Kawasaki, come le motociclette, si e' svolto il Matsuri di simboli fallici, come la fotografia esemplifica. La ressa non e' mancata ne' per il sake', ne' per gli "oggetti", ne' per la voglia di avere attributi degni di attenzione, almeno una volta nella vita!


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Hanami

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Oggi era il giorno migliore per fare Hanami (ovvero andare ad ammirare la fioritura dei Sakura, i ciliegi giapponesi, da Hana=fiore + Mi=vedere, ricordate?). Come tutti i bravi residenti di Tokyo, anche noi, di buon mattino siamo andati a Nakameguro, uno dei posti migliori, per il nostro rito dei ciliegi.
Lo spettacolo era veramente da mozzare il fiato. Sulla via del ritorno abbiamo scoperto che questa fioritura e' considerata la migliore degli ultimi 6 anni. Purtroppo, quando domani arrivera' Martina, la maggior parte dei petali sara' gia' caduta e lo spettacolo, seppur bello, non sara' neanche paragonabile a quanto visto oggi in giro per Tokyo.
Le foto le trovate al solito posto.

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