02 November 2008

Marco e ...

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Le foto si commentano da sole.
Altre nel "reparto foto"

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Caccia

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Saranno state le 17:00 di ieri pomeriggio.
Eravamo tutti stanchi, perche' - a parte Vittoria impegnata personalmente nelle gare - noi altri eravamo stati seduti tutto il giorno sugli spalti della piscina della St. Mary's a respirare cloro e udire grida di incitamento, fra un andirivieni di gente da capogiro.
Suonano alla porta.
Vado ad aprire e ... 2 poliziotti, insieme ad un altro signore, la macchina della polizia con il lampeggiante acceso, sono proprio di fronte a casa: casa nostra!
Chiamo Marco, non vorrei fare delle cattive interpretazioni in giapponese, per finire al fresco, subito. Marco fornisce loro delle spiegazioni, ma il poliziotto pare non contento, neppure il signore.
CI chiede quanti figli abbiamo, e li vuole vedere per un confronto diretto, subito, con il signore.
Il signore li guarda, li scruta e fa cenno di no con la testa.
Il poliziotto si scusa e si accomiata.
La cronaca: un bimbo, in giro nel vicinato con la sua bicicletta, sbatte accidentalmente contro la macchina del signore. Il signore si ferma, ma non fa a tempo a bloccarlo, e' pero' in grado di riconoscerlo. Il bambino, nel frattempo, si e' allontanato, perche' non ha pensato fosse importante, fosse grave.
Ma il signore non demorde, magari pur pensando che questi bambini stranieri siano delle brutte bestie maleducate. Va alla polizia, che pronta ed efficiente si mette alla ricerca del bimbo.
Saranno state le 17:00 di ieri pomeriggio. Suonano di porta in porta, a tutti i campanelli delle famiglie straniere, fra cui la nostra. Caccia al bambino, al bambino pericoloso, che sbatte accidentalmente nelle macchine, non si ferma e non fa la constatazione amichevole, non chiede scusa e magari non fa neppure Seppuku.
Chissa' se l'hanno trovato. Spero di no.

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