Marco e ...


Le foto si commentano da sole.
Altre nel "reparto foto"
Caccia

Saranno state le 17:00 di ieri pomeriggio.
Eravamo tutti stanchi, perche' - a parte Vittoria
impegnata personalmente nelle gare - noi altri
eravamo stati seduti tutto il giorno sugli spalti
della piscina della St. Mary's a respirare cloro e
udire grida di incitamento, fra un andirivieni di
gente da capogiro.
Suonano alla porta.
Vado ad aprire e ... 2 poliziotti, insieme ad un
altro signore, la macchina della polizia con il
lampeggiante acceso, sono proprio di fronte a casa:
casa nostra!
Chiamo Marco, non vorrei fare delle cattive
interpretazioni in giapponese, per finire al fresco,
subito. Marco fornisce loro delle spiegazioni, ma il
poliziotto pare non contento, neppure il signore.
CI chiede quanti figli abbiamo, e li vuole vedere per
un confronto diretto, subito, con il signore.
Il signore li guarda, li scruta e fa cenno di no con
la testa.
Il poliziotto si scusa e si accomiata.
La cronaca: un bimbo, in giro nel vicinato con la sua
bicicletta, sbatte accidentalmente contro la macchina
del signore. Il signore si ferma, ma non fa a tempo a
bloccarlo, e' pero' in grado di riconoscerlo. Il
bambino, nel frattempo, si e' allontanato, perche'
non ha pensato fosse importante, fosse grave.
Ma il signore non demorde, magari pur pensando che
questi bambini stranieri siano delle brutte bestie
maleducate. Va alla polizia, che pronta ed efficiente
si mette alla ricerca del bimbo.
Saranno state le 17:00 di ieri pomeriggio. Suonano di
porta in porta, a tutti i campanelli delle famiglie
straniere, fra cui la nostra. Caccia al bambino, al
bambino pericoloso, che sbatte accidentalmente nelle
macchine, non si ferma e non fa la constatazione
amichevole, non chiede scusa e magari non fa neppure
Seppuku.
Chissa' se l'hanno trovato. Spero di no.