Il magro
Eravate curiosi/e? Volevate
vederlo? Ecco il Califano-Funari-Scardigli in
versione magra, post-dentista e pieno di gingilli da
vero quarantenne scoppiato con paura di
invecchiamento. I cosmetici antirughe e le creme di
bellezza le potete ammirare sul sito della Clarins
Men.
Le altre foto sono, come al solito,
qui.
Harajuku Girls

La cantante Gwen Stefani le imita e le esalta nella
sua omonima canzone, ma, da quasi 10 anni, le ragazze
di Harajuku, quartiere di Tokyo, sono un'attrazione
mondiale. Passano i week end a passeggiare sfoggiando
milioni di nuove mode che elaborano con la regola:
non ci sono regole. Combinano stracci vecchi insieme
a costosi capi firmati delle loro mamme, abiti da
samurai o geishe, divise da scolare-lolita o neohippy
o quant'altro suggerisce un'immaginazione alquanto
maliziosa.
E' un vero e proprio fenomeno di costume che
interessa anche tutti gli stilisti internazionali che
vengono in pellegrinaggio in cerca di "nuove"
ispirazioni.
Il Giappone e' invaso da miti e stili occidentali e
l'occidente da quelli venuti da Tokyo. Il sushi fa
tendenza a New York come a Milano, Quentin Tarantino
ha esaltato l'estetica marziale in Kill Bill e Louis
Vitton fa disegnare le borse da Murakami Takashi.
Chissa',pero', se questa nuova vena trasgressiva ,
individualista ed anarchica sia diventata un vero e
proprio tratto della fisionomia nazionale.
Erede
E cosi' e' sfumata anche l'ultima possibilita' che la
piccola Aiko diventasse imperatrice.
Tutto il mondo conservatore giapponese (praticamente
la maggioranza) ha esultato alla nascita del piccolo
erede, terzo figlio della principessa Kiko e del
principe Akishino.
Se da una parte, credo, che il Giappone abbia perso
l'occasione per pareggiare i conti con il mondo
femminile (sempre i soliti tre passi indietro),
dall'altra, la Principessa triste, cresciuta e
laureata ad Harvard, tiri un gran bel sospiro di
sollievo per sua figlia Aiko che avra' una vita piu'
facile e semplice, senza la rigidita' del protocollo
imperiale.
Foto? Qualcosa e' finalmente arrivato....lo trovate,
as usual,
qui!
Giorni Giapponesi
Tornata dall'Italia, mi
sono vista recapitare questo libro, regalo di una
carissima amica: Paola.
Paola e' sempre stata calma e tenace con una
sensibilita' straordinaria ed un'intelligenza fuori
dal comune. La sua famiglia e' fuori dal comune, ed
e' grazie a tutto questo che e' arrivata dove e'
arrivata.
Ma non le bastava. Ovvio. Poteva, una come lei,
accontentarsi? Certo che no, e cosi' dopo anni in cui
era piu' protesa all'esterno, ha seguito un percorso
introspettivo. Tutta questa introspezione l'ha
portata anche a leggere i libri di Terzani, ad
affittare una casa all'Orsigna (PT) dove i fine
settimana stacca dal mondo.
Ho divorato questo libro, perche' oggi, come Terzani
20 anni fa, mi trovo a vivere in questa nazione
affascinante, ma diversa.
Vent'anni sono tanti. In vent'anni cambiano milioni
di cose, ma alcune sul Giappone sono ancora vere,
cosi' come lo sono vere in Italia o in Argentina.
I Terzani hanno sempre voluto vivere in prima linea,
vedere mondi che cambiavano, situazioni politiche che
si evolvevano in un Sud-Est Asiatico, all'epoca,
molto in fermento. Dalla Cina, paese da loro adorato,
vengono espulsi dopo 3 anni, e si trovano a dover
scegliere una nuova dimora e scelgono il Giappone.
Scelgono -sbagliando, secondo me, per quelle che
erano le loro esigenze- il Giappone senza
capovolgimenti politici, il Giappone chiuso ed anche
"razzista", il Giappone macchina economica da paura.
Mentre per i figli in Cina, scelgono scuole cinesi,
perche' devono imparare a vivere come i cinesi, in
Giappone scelgono scuole internazionali, per la
figlia addirittura la Sacred Heart, una delle scuole
piu' snob di tutta la capitale.
La signora Terzani descrive -in un vero e proprio
diario- le sue giornate al circolo della stampa
estera, nelle varie ambasciate, racconta quello che
amici intellettuali, scrittori e pittori stranieri
hanno visto e vissuto in Giappone non racconta -mai-
il Giappone visto con i suoi occhi.
Terzani e' stato indubbiamente un gran personaggio,
scrittore e giornalista, e non discuto il suo essere
compagno e padre, ma "mitizzarlo" mi pare eccessivo.
Le asserzioni di Terzani erano solo asserzioni e come
tali dovevano e devono rimanere, non sono fonti di
verita' assoluta (esiste poi?). Invece la signora
Angela le riporta come assiomi, senza neppure
metterle in discussione per un momento.
A lui non piaceva il Giappone, a lei non piaceva ed
ai figli non e' piaciuto, una sorta di osmosi
familiare. Una famiglia che ha respirato all'unisono?
Solo nella mia abbiamo gusti diversi o capita anche
in altre case?
Il Giappone e' un paese strano, un paese diverso, ma
diverso da come lo intendiamo noi, per i giapponesi
il Giappone e' la normalita'.
Qua non esiste l'individualismo, il Giappone esiste
perche' esiste la collettivita', ma e' propriamente
un difetto?
Io quando vedo strade pulite, gente rispettosa, treni
puntuali, niente escrementi per la strada, niente
rapine, ne' donne violentate, credo -forse
ingenuamente- di abitare in un paese civile, non in
un "paese senza legge".
Essere "ospiti" in un paese straniero, per me,
significa respirarne l'aria, cercare di capirne la
cultura, apprezzarne la diversita', essere critici
con ironia e mai con supponenza.
Saipan
Finalmente atterriamo a
Saipan, dopo tre ore di volo sull'oceano Pacifico.
Saipan e' una delle isole Marianne, Protettorato
degli Stati Uniti dove tutto e' americano, da
supermercati, alla lingua, dai fast-food, alla
moneta, tutto a stelle e strisce, meno che la
popolazione. A Saipan si trovano principalmente
giapponesi, alcuni in vacanza, ma tanti ormai
residenti e filippini. Anche la comunita' cinese si
fa sentire, specialmente dagli odori delle
cucine!!!!!
L'isola e' decisamente piccola, un'unica strada la
taglia in verticale sulla costa che guarda il
Pacifico, mentre quella sul mar delle Filippine e'
raggiungibile solo via mare.
Queste isole del Pacifico, durante la seconda Guerra
Mondiale furono teatro di forti scontri fra
giapponesi e americani, tanto che, insabbiati ancora
qua e la', si trovano armamenti dell' esercito
nipponico.
La scogliera del suicidio con relativo memorial
giapponese e' il luogo da cui, i soldati, si
gettarono dopo l'annuncio, da parte dell'Imperatore
Hirohito, della resa incondizionata.
Ma, la cosa indubbiamente piu' suggestiva, oltre a
incantevoli specchi di mare, e' il cielo. Questo
cielo e' di un blu inverosimile, con nuvole e cirri
che vi corrono a velocita' spropositate.
D'un tratto, le nuvole bianche vengono spodestate da
nuvoloni neri e minacciosi che portano acqua a
catinelle per dieci minuti. Poi, di nuovo, tutto come
prima. Stesso sole, stesso cielo, stesse nuvole.
La barriera corallina poco distante rende possibile
uno snorkeling mozzafiato: numerosissimi pesci, quasi
fino a riva, di miriadi di colori, stelle marine blu,
conchiglie giganti arancioni, ma soprattutto pace e
tranquillita'!
Northwest airlines
La Northwest Airllines e' insieme alla Continental
una delle due compagnie americane che, dal Giappone,
fanno rotta sulle Isole Marianne.
Il problema non e' la compagnia aerea di per se', ma
che e' americana!
Siamo partiti per Saipan all'indomani della scoperta
dei nuovi attentati in progetto dalla Gran Bretagna
agli Stati Uniti. Lo spiegamento di forze dell'ordine
era quanto mai esagerato.
Arrivati al primo controllo bagagli (ancor prima del
check in), ci danno un foglio, dove ci viene spiegato
che, a causa delle nuove regole
sull'antiterrorismo,non possiamo portare, nel
bagaglio a mano, niente: ne' liquidi, ne' biscotti,
ne' rossetti, profumi o creme tanto meno dentifrici.
L'alito ha da puzza'!
I duty free shops hanno disposizioni ufficiali di non
vendere questi articoli ai passeggeri di voli
americani.
Percio', tutto quello che era stato pensato come
nostro bagaglio a mano, deve finire ovviamente in
stiva, previo accurato controllo da parte del
personale, che millantando una "finta" privacy ci ha
aperto le valigie davanti a tutti!
Al parcheggio dell'aeroporto, ai bimbi, avevano
regalato 3 pistole (minuscole) ad acqua. Il personale
di controllo ha immeditamente requisito sotto i
nostri occhi sconvolti le loro pistole, le ha
controllate, mai ci fosse stata della polvere da
sparo, poi ha applicato il sigillo "INSPECTED", bello
blu e piu' grande delle pistole, che sono dovute
finire -ovviamente- in stiva. Vittoria visibilmente
contrariata, Pietro con le lacrime in pelle, Bernardo
che piangeva proprio, con Marco che tuonava: "Mai
piu' con una compagnia americana".
Back to Tokyo
Dopo un mese, quello di luglio, trascorso al mare con
i bambini, dove abbiamo festeggiato sia il secondo
compleanno di Bernardo, che l'Italia Campione del
Mondo (mi piace ricordarlo ed anche se non lo
volessi, c'e' Pietro che canta -mano sul cuore-
l'inno nazionale, almeno due volte al giorno!), siamo
tornati a casa, dove Marco era ad aspettarci.
Tokyo d'estate e' invivibile. Il caldo umido
mortifica la gente. L'umidita' rende difficile anche
il solo pensiero di camminare, ci si ritrova
completamente bagnati, senza neppure essere sudati!
L'aria condizionata qua e' piu' che indispensabile,
anche se, in certi locali, l'abuso e' quanto mai
fuori luogo. Prima di lasciare casa e' buona regola
prendere una maglietta per entrare nei locali o
negozi, altrimenti si rischia di non sopravvivere!
Tokyo ha il fascino di una vera metropoli. Tante
luci, grattacieli che si stagliano in qua e la',
ponti, fiumi, insenature dove barconi trasformati in
ristoranti tappezzano l'oceano. Vederla, arrivando
dall'aeroporto, specialmente sul fare delle sera,
mozza il fiato.
Tokyo ha un fascino tutto suo, niente a che vedere
con l'Europa, ne' con l'America, ne' tanto meno con
l'Asia, ma e' un po' di tutto. Quello che mi colpisce
maggiormente e' la mancanza di colore: tutte le case
sono bianche o gialline, o -eventualmente- di tutte
le loro molteplici sfumature.
Anche l'abbigliamento, che i giapponesi acquistano,
non e' colorato: prediligono colori che vanno dal
bianco al marrone, dai beiges al nero, per le bimbe
c'e' il rosa e per i maschietti il blu. Fa un po'
tristezza entrare da Benetton e vedere quasi tutto
uniforme, quasi monocromatico, anche se resta -anche
per qua- il negozio piu' colorato!
Prima di partire per Saipan, abbiamo festeggiato il
mio compleanno (non importa, che -chi se lo e'
dimenticato- si strappi i capelli, basta che mandi un
commento con Tanti Auguri!!), l'ultimo -purtroppo-
con un 3 davanti. Sto invecchiando, anche se, come
mio nonno, penso sempre di averne 19! DI cervello,
indubbiamente non ho fatto molti progressi, mentre il
fisico comincia a dar vistosi cenni da cedimento. Ma,
visto che Marco si e' dato al ringiovanimento folle,
ho deciso che seguiro' le sue orme.
Intanto comincio lunedi' prossimo, dal dentista, con
un fantastico BLEACHING!