03 September 2006

Il magro

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Eravate curiosi/e? Volevate vederlo? Ecco il Califano-Funari-Scardigli in versione magra, post-dentista e pieno di gingilli da vero quarantenne scoppiato con paura di invecchiamento. I cosmetici antirughe e le creme di bellezza le potete ammirare sul sito della Clarins Men.

Le altre foto sono, come al solito,
qui.

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Harajuku Girls

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La cantante Gwen Stefani le imita e le esalta nella sua omonima canzone, ma, da quasi 10 anni, le ragazze di Harajuku, quartiere di Tokyo, sono un'attrazione mondiale. Passano i week end a passeggiare sfoggiando milioni di nuove mode che elaborano con la regola: non ci sono regole. Combinano stracci vecchi insieme a costosi capi firmati delle loro mamme, abiti da samurai o geishe, divise da scolare-lolita o neohippy o quant'altro suggerisce un'immaginazione alquanto maliziosa.
E' un vero e proprio fenomeno di costume che interessa anche tutti gli stilisti internazionali che vengono in pellegrinaggio in cerca di "nuove" ispirazioni.
Il Giappone e' invaso da miti e stili occidentali e l'occidente da quelli venuti da Tokyo. Il sushi fa tendenza a New York come a Milano, Quentin Tarantino ha esaltato l'estetica marziale in Kill Bill e Louis Vitton fa disegnare le borse da Murakami Takashi.
Chissa',pero', se questa nuova vena trasgressiva , individualista ed anarchica sia diventata un vero e proprio tratto della fisionomia nazionale.

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Erede

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E cosi' e' sfumata anche l'ultima possibilita' che la piccola Aiko diventasse imperatrice.
Tutto il mondo conservatore giapponese (praticamente la maggioranza) ha esultato alla nascita del piccolo erede, terzo figlio della principessa Kiko e del principe Akishino.
Se da una parte, credo, che il Giappone abbia perso l'occasione per pareggiare i conti con il mondo femminile (sempre i soliti tre passi indietro), dall'altra, la Principessa triste, cresciuta e laureata ad Harvard, tiri un gran bel sospiro di sollievo per sua figlia Aiko che avra' una vita piu' facile e semplice, senza la rigidita' del protocollo imperiale.

Foto? Qualcosa e' finalmente arrivato....lo trovate, as usual,
qui!

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Giorni Giapponesi

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Tornata dall'Italia, mi sono vista recapitare questo libro, regalo di una carissima amica: Paola.
Paola e' sempre stata calma e tenace con una sensibilita' straordinaria ed un'intelligenza fuori dal comune. La sua famiglia e' fuori dal comune, ed e' grazie a tutto questo che e' arrivata dove e' arrivata.
Ma non le bastava. Ovvio. Poteva, una come lei, accontentarsi? Certo che no, e cosi' dopo anni in cui era piu' protesa all'esterno, ha seguito un percorso introspettivo. Tutta questa introspezione l'ha portata anche a leggere i libri di Terzani, ad affittare una casa all'Orsigna (PT) dove i fine settimana stacca dal mondo.
Ho divorato questo libro, perche' oggi, come Terzani 20 anni fa, mi trovo a vivere in questa nazione affascinante, ma diversa.
Vent'anni sono tanti. In vent'anni cambiano milioni di cose, ma alcune sul Giappone sono ancora vere, cosi' come lo sono vere in Italia o in Argentina.
I Terzani hanno sempre voluto vivere in prima linea, vedere mondi che cambiavano, situazioni politiche che si evolvevano in un Sud-Est Asiatico, all'epoca, molto in fermento. Dalla Cina, paese da loro adorato, vengono espulsi dopo 3 anni, e si trovano a dover scegliere una nuova dimora e scelgono il Giappone. Scelgono -sbagliando, secondo me, per quelle che erano le loro esigenze- il Giappone senza capovolgimenti politici, il Giappone chiuso ed anche "razzista", il Giappone macchina economica da paura.
Mentre per i figli in Cina, scelgono scuole cinesi, perche' devono imparare a vivere come i cinesi, in Giappone scelgono scuole internazionali, per la figlia addirittura la Sacred Heart, una delle scuole piu' snob di tutta la capitale.
La signora Terzani descrive -in un vero e proprio diario- le sue giornate al circolo della stampa estera, nelle varie ambasciate, racconta quello che amici intellettuali, scrittori e pittori stranieri hanno visto e vissuto in Giappone non racconta -mai- il Giappone visto con i suoi occhi.
Terzani e' stato indubbiamente un gran personaggio, scrittore e giornalista, e non discuto il suo essere compagno e padre, ma "mitizzarlo" mi pare eccessivo. Le asserzioni di Terzani erano solo asserzioni e come tali dovevano e devono rimanere, non sono fonti di verita' assoluta (esiste poi?). Invece la signora Angela le riporta come assiomi, senza neppure metterle in discussione per un momento.
A lui non piaceva il Giappone, a lei non piaceva ed ai figli non e' piaciuto, una sorta di osmosi familiare. Una famiglia che ha respirato all'unisono? Solo nella mia abbiamo gusti diversi o capita anche in altre case?
Il Giappone e' un paese strano, un paese diverso, ma diverso da come lo intendiamo noi, per i giapponesi il Giappone e' la normalita'.
Qua non esiste l'individualismo, il Giappone esiste perche' esiste la collettivita', ma e' propriamente un difetto?
Io quando vedo strade pulite, gente rispettosa, treni puntuali, niente escrementi per la strada, niente rapine, ne' donne violentate, credo -forse ingenuamente- di abitare in un paese civile, non in un "paese senza legge".
Essere "ospiti" in un paese straniero, per me, significa respirarne l'aria, cercare di capirne la cultura, apprezzarne la diversita', essere critici con ironia e mai con supponenza.

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Saipan

Saipan

Finalmente atterriamo a Saipan, dopo tre ore di volo sull'oceano Pacifico.
Saipan e' una delle isole Marianne, Protettorato degli Stati Uniti dove tutto e' americano, da supermercati, alla lingua, dai fast-food, alla moneta, tutto a stelle e strisce, meno che la popolazione. A Saipan si trovano principalmente giapponesi, alcuni in vacanza, ma tanti ormai residenti e filippini. Anche la comunita' cinese si fa sentire, specialmente dagli odori delle cucine!!!!!
L'isola e' decisamente piccola, un'unica strada la taglia in verticale sulla costa che guarda il Pacifico, mentre quella sul mar delle Filippine e' raggiungibile solo via mare.
Queste isole del Pacifico, durante la seconda Guerra Mondiale furono teatro di forti scontri fra giapponesi e americani, tanto che, insabbiati ancora qua e la', si trovano armamenti dell' esercito nipponico.
La scogliera del suicidio con relativo memorial giapponese e' il luogo da cui, i soldati, si gettarono dopo l'annuncio, da parte dell'Imperatore Hirohito, della resa incondizionata.
Ma, la cosa indubbiamente piu' suggestiva, oltre a incantevoli specchi di mare, e' il cielo. Questo cielo e' di un blu inverosimile, con nuvole e cirri che vi corrono a velocita' spropositate.
D'un tratto, le nuvole bianche vengono spodestate da nuvoloni neri e minacciosi che portano acqua a catinelle per dieci minuti. Poi, di nuovo, tutto come prima. Stesso sole, stesso cielo, stesse nuvole.
La barriera corallina poco distante rende possibile uno snorkeling mozzafiato: numerosissimi pesci, quasi fino a riva, di miriadi di colori, stelle marine blu, conchiglie giganti arancioni, ma soprattutto pace e tranquillita'!

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Northwest airlines

northwest airlines

La Northwest Airllines e' insieme alla Continental una delle due compagnie americane che, dal Giappone, fanno rotta sulle Isole Marianne.
Il problema non e' la compagnia aerea di per se', ma che e' americana!
Siamo partiti per Saipan all'indomani della scoperta dei nuovi attentati in progetto dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. Lo spiegamento di forze dell'ordine era quanto mai esagerato.
Arrivati al primo controllo bagagli (ancor prima del check in), ci danno un foglio, dove ci viene spiegato che, a causa delle nuove regole sull'antiterrorismo,non possiamo portare, nel bagaglio a mano, niente: ne' liquidi, ne' biscotti, ne' rossetti, profumi o creme tanto meno dentifrici. L'alito ha da puzza'!
I duty free shops hanno disposizioni ufficiali di non vendere questi articoli ai passeggeri di voli americani.
Percio', tutto quello che era stato pensato come nostro bagaglio a mano, deve finire ovviamente in stiva, previo accurato controllo da parte del personale, che millantando una "finta" privacy ci ha aperto le valigie davanti a tutti!
Al parcheggio dell'aeroporto, ai bimbi, avevano regalato 3 pistole (minuscole) ad acqua. Il personale di controllo ha immeditamente requisito sotto i nostri occhi sconvolti le loro pistole, le ha controllate, mai ci fosse stata della polvere da sparo, poi ha applicato il sigillo "INSPECTED", bello blu e piu' grande delle pistole, che sono dovute finire -ovviamente- in stiva. Vittoria visibilmente contrariata, Pietro con le lacrime in pelle, Bernardo che piangeva proprio, con Marco che tuonava: "Mai piu' con una compagnia americana".

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Back to Tokyo

057 Tokyo by night!

Dopo un mese, quello di luglio, trascorso al mare con i bambini, dove abbiamo festeggiato sia il secondo compleanno di Bernardo, che l'Italia Campione del Mondo (mi piace ricordarlo ed anche se non lo volessi, c'e' Pietro che canta -mano sul cuore- l'inno nazionale, almeno due volte al giorno!), siamo tornati a casa, dove Marco era ad aspettarci.
Tokyo d'estate e' invivibile. Il caldo umido mortifica la gente. L'umidita' rende difficile anche il solo pensiero di camminare, ci si ritrova completamente bagnati, senza neppure essere sudati!
L'aria condizionata qua e' piu' che indispensabile, anche se, in certi locali, l'abuso e' quanto mai fuori luogo. Prima di lasciare casa e' buona regola prendere una maglietta per entrare nei locali o negozi, altrimenti si rischia di non sopravvivere!
Tokyo ha il fascino di una vera metropoli. Tante luci, grattacieli che si stagliano in qua e la', ponti, fiumi, insenature dove barconi trasformati in ristoranti tappezzano l'oceano. Vederla, arrivando dall'aeroporto, specialmente sul fare delle sera, mozza il fiato.
Tokyo ha un fascino tutto suo, niente a che vedere con l'Europa, ne' con l'America, ne' tanto meno con l'Asia, ma e' un po' di tutto. Quello che mi colpisce maggiormente e' la mancanza di colore: tutte le case sono bianche o gialline, o -eventualmente- di tutte le loro molteplici sfumature.
Anche l'abbigliamento, che i giapponesi acquistano, non e' colorato: prediligono colori che vanno dal bianco al marrone, dai beiges al nero, per le bimbe c'e' il rosa e per i maschietti il blu. Fa un po' tristezza entrare da Benetton e vedere quasi tutto uniforme, quasi monocromatico, anche se resta -anche per qua- il negozio piu' colorato!
Prima di partire per Saipan, abbiamo festeggiato il mio compleanno (non importa, che -chi se lo e' dimenticato- si strappi i capelli, basta che mandi un commento con Tanti Auguri!!), l'ultimo -purtroppo- con un 3 davanti. Sto invecchiando, anche se, come mio nonno, penso sempre di averne 19! DI cervello, indubbiamente non ho fatto molti progressi, mentre il fisico comincia a dar vistosi cenni da cedimento. Ma, visto che Marco si e' dato al ringiovanimento folle, ho deciso che seguiro' le sue orme.
Intanto comincio lunedi' prossimo, dal dentista, con un fantastico BLEACHING!

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