Un giorno dal dottore
Ieri per la prima volta ho avuto bisogno di andare
dal pediatra con Bernardo, a causa di una leggera
forma di chickenpox, meglio conosciuta -fra noi umili
italiani- come varicella.
Mi sono presentata da lui con Bernardo, verso le 9
della mattina, le visite a domicilio non sono
deontologicamente contemplate. Siamo arrivati
ovviamente sempre a cavallo della nostra bicicletta
rosso fiammante e l'abbiamo parcheggiata proprio di
fronte alla casa del dottore: Kawashima-san. Siamo
entrati e....con mio grande stupore, anche se potevo
aspettarmelo, ci siamo subito dovuti togliere le
scarpe, come tradizione impone, lasciandole
all'ingresso dietro uno scalino immenso ed al loro
posto potevamo metterci (meno male che esiste sempre
il libero arbitrio) delle ciabatte brevettate da
Hitler!!
Ci ha fatti entrare nel suo studio che sara' stato 1
cm x 2 cm pieno di pubblicazioni mediche e di giochi
per bambini. La sua segretaria ed assistente avra'
intorno al milione di anni, anche se i capelli
rigorosamente nero corvino tinto, tentano malamente
di farla apparire piu' giovane.
In inglese, ed anche molto fluente, mi ha confermato
la diagnosi: varicella, ed in giapponese ha
cominciato a dare istruzioni all'avvenente assistente
su che farmaco preparare.
Per ingannare l'attesa mi ha intrattenuta con frasi
in italiano, di quellle stra-scontate, sul cibo di
cui andava particolarmente fiero ed orgoglioso,
mentre io gli davo soddisfazione annuendo e elargendo
alcuni dei miei migliori sorrisi.
Dopo qualche minuto l'infermiera si e' ripresentata
con un simil sciroppo, giallo sole e solido come un
cubo, ed una cremina da stendere sulle "bolle" in
caso di attacco di prurito che, quando il pomeriggio
ho tentato di spanderla, ho dovuto usare la spatola.
Non so esattamente di cosa si tratti, perche'
ovviamente sulle confezioni - fatte in casa- non ci
sono foglietti illustrativi, alla faccia delle
macchine automatiche per l'industria farmaceutica e
di chi ci lavora......
Comunque, poiche' Bernardo non ha febbre e non ha
prurito, ho deciso di "saltare" le medicine con una
domanda, ma i coloranti non erano stati banditi negli
anni 70???
Volete l'autografo?
Sabato 3 febbraio 2007, alle 18:35, e' andata in onda
su Sky TG24, la trasmissione Jetlag. All'interno, uno
speciale dedicato al Giappone. Lo speciale si chiude
con un'intervista a Marco. Per chi non l'avesse visto
e per chi lo volesse rivedere, abbiamo provveduto a
fornirne una copia online.
Cliccate
qui
e godetevi lo spettacolo!
Per gli autografi, mandate una richiesta scritta e
aspettate....
Non c'e' mai fine...al peggio

Voi pensavate di avere il meglio del peggio in
Italia, e di potervene vantare con il mondo
intero...mi dispiace pero' contraddirvi, qua - nel
paese del Sol Levante - c'e' qualcuno che aspira a
levargli il trono, fosse solo per la capigliatura!
Il Ministro della Sanita' Yanigisawa-san la scorsa
settimana ha pronunciato la seguente frase : " Onna
no hito wa kodomo o umu kikai da", la cui traduzione
e' "le donne sono soltanto macchine per far figli".
Non vi dico le reazioni.
Il partito dell'opposizione oltre a pretendere le
scuse per tutte le donne del paese e non solo, voleva
anche le sue dimissioni.
Il caro Yanigisawa-san ha fatto milioni di inchini,
ma alla sua poltrona e' rimasto saldamente
incollato!
Setsubun No Hi

Il
tre di febbraio si celebra il Setsubun No Hi,
letteralmente significa "divisione di stagione",
cioe' il giorno in cui - per i giapponesi - finisce
l'inverno. Sin dal 13 secolo, a sera, in tutte le
case giapponesi c'era l'usanza di arrostire semi di
soia, gridando "Oniwa- soto, Fukuwa-uchi" "Via il
Diavolo e che entri la Fortuna". Adesso, i semi
vengono venduti ovunque gia' arrostiti in piccole
confezioni, ma il grido, quando vengono gettati con
forza verso la porta di casa, e' sempre lo stesso.
Per completare il rito, ed avere una fortuna
"sfacciata", bisognerebbe mangiare tanti semi quanti
sono i nostri anni piu' uno.
Preparatevi per il prossimo febbraio con "tonnellate"
di semi...mi raccomando!