Eta' da Marito
Il matrimonio in Giappone e' una tappa fondamentale
nella vita di un individuo, per le donne poi, quasi
un obbligo, figurarsi che queste hanno pure un dovere
anagrafico: entro 24 anni devono essere convolate a
giuste nozze, altrimenti diventano pura
tappezzeria!!!!! A 24 anni ???? Beh, passata quest'
eta', per loro non c'e' quasi piu' alcuna speranza di
"raccattare" qualcuno, che, mosso a compassione,
decida di sposarle.
Allora intervengono le famiglie, che incitano quasi
fino alla nausea, i propri figli a sposarsi e
qualora, non ci fosse straccio di fidanzato o
fidanzata all'orizzonte, sono sempre loro, le
famiglie, che organizzano degli incontri combinati,
che poi ovviamente, sfociano sempre i matrimoni di
vero e proprio amore!!!!!
E pensare che gli occidentali, che si accaparrano le
giapponesi, pensano di avere chissa' mai quale virtu'
nascosta......ed invece sposano solo gli
"avanzi"!!!!
Caino

Questo paese mi lascia sempre piu'
perplessa.....quando penso di saperne abbastanza
sulle loro "stranezze", vengo a scoprirne altre, che
mi lasciano addirittura esterrefatta.
Dopo qualche mese che abitavo qua, mi sono permessa
di fare una considerazione sulla condizione
femminile, e tutti gli uomini occidentali (sesso
maschile proprio, intendo) mi hanno dato addosso.
L'opinione pubblica si schiera e combatte
(giustamente) per le donne con il velo, che pero'
-non dimentichiamoci- vivono in societa' medioevali,
e mai nessuno, mai, commenta la pessima condizione
della donna in Giappone, considerando che il Giappone
non e' propriamente una societa' medioevale, e che fa
parte del G8!
Quante volte inorridiamo perche' la Cina ha ancora la
pena di morte, perche' alcuni Stati degli USA l'
applicano ancora...ma del Giappone perche' mai
nessuno parla??
La pena di morte in Giappone avviene per impiccagione
e il condannato a morte viene a conoscenza del suo
destino nel momento in cui viene prelevato, mentre la
sua famiglia -addirittura- ad esecuzione avvenuta.
L'80% dei giapponesi approva la pena di morte e ha
dichiarato che la pena di morte punisce giustamente i
criminali riconosciuti colpevoli di omicidio; in
questo modo – affermano i favorevoli - scoraggia
eventuali assassini e previene la crescita del
crimine violento, comunque abbastanza raro nel paese.
...e le chiamiamo democrazie.....
John Lennon Museum
E' strano vedere l'unico museo dedicato a John Lennon
a Saitama, a 40 minuti di treno da Tokyo. Ovviamente,
sua moglie, Yoko Ono, ha giocato un ruolo
determinante.
Il luogo e' estremamente impressionante e la
realizzazione molto suggestiva.
Il museo si articola in zone, seguendo un filo
cronologico, dove i colori hanno -sicuramente- una
loro valenza.
Le foto dell'infanzia, i quaderni della scuola, le
immagini di Liverpool degli anni 40 e il primo banjo
si trovano nella prima zona, dove le canzoni degli
esordi fanno da colonna sonora.
L'incontro con gli altri Beatles, le prime
apparizioni al Cavern Club, manifesti ingrigiti dal
tempo e dall'inquinamento su muri ricostruti in
maniera impeccabile, sono tutti raccontati nella
seconda zona, dove il colore predominante e' il
grigio Londra con luci sfumate, anche un po'
malinconiche.
Poi gli anni d'oro dei Beatles, la prima sala di
registrazione, vecchissimi dischi, cartoline
autografate, giornali, foto di ragazze in delirio, i
costumi di Sgt.Pepper ed il primo paio di occhiali
tondi di John, che ne sono diventati poi segno
inconfondibile. Qua sono i colori psichedelici a fare
da sfondo su pareti ricoperte dalle parole PEACE AND
LOVE, temi ricorrenti nelle canzoni di John.
Poi, l'incontro con Yoko, il loro trasferimento a New
York, le foto con il figlio Sean, il pianoforte,
tutto in una sala bianca. Su di uno schermo, passano
in rassegna immagini della loro vita quotidiana, le
canzoni del suo ultimo LP, Double Fantasy, di
sottofondo, fino ad arrivare ad un'immensa parete
bianca con la data della sua morte: 1980-12-8.
Una traccia minuscola della prima moglie e del primo
figlio.....tante tracce di Yoko, che forse e' stata
davvero tutto quello che e' stato detto, o forse
chissa', senza dubbio si sono amati, ed e' questo
alla fine quello che ha contato.
Ginza
Che dire di Ginza? Ginza e' il distretto di Tokyo
piu' caro in assoluto, dove si trovano i grandi
department stores, boutiques, gallerie d'arte, i
ristoranti piu' rinomati, night clubs, e dove
assolutamente nessun marchio importante, dal settore
della moda, alla profumeria, dalla tecnologia al
caffe' puo' mancare.
Un metro quadrato di terra nel centro di Ginza puo'
costare anche 10 milioni di Yen (quasi 70.000
Euro!!!), non a caso gli immobili di questa zona sono
i piu' cari di tutta la Terra.
Dal 1612 al 1800 Ginza (da cui deriva proprio il
nome) fu la zecca di Stato, e fu solo dopo il grande
terremoto del Kanto nel 1923 che divenne la zona dei
negozi e del commercio.
Ma Ginza e' ben altro, Ginza non e' solo luci ed
insegne, la folla tranquilla e le strade del centro
chiuse durante i week-ends, i tavolini dei bar
apparecchiati e le pasticcerie da sogno, Ginza e' un
sogno, un sogno di estremo lusso e raffinatezza,
Ginza e' una vita presa in prestito, ma che tutti
amano sentire addosso!
...alla guida
I giapponesi, grazie ai loro efficientissimi mezzi
pubblici, non hanno bisogno dell'automobile.
L'automobile e' un "bene" quasi inutile, considerando
anche, che i parcheggi sono tutti a pagamento, e,
quando possono, non la utilizzano, a discapito della
loro capacita' di guidare.
A parte la loro proverbiale calma, pazienza e
tranquillita', nel guidare sono maestri indiscussi
nell'intralciare il traffico, anche laddove non e'
possibile intralciarlo.
Una strada e' a tre corsie ??? Non vi preoccupate i
giapponesi stanno tutti in quella di mezzo.
Ad un incrocio una macchina deve attraversare la
carreggiata opposta per andare nell'altra strada ?
Bene, non devono vedere nemmeno l'ombra di un
qualsiasi mezzo di trasporto nel raggio di almeno 800
metri, per decidere di girare, piu' volentieri,
invecchiano al volante, mangiando sushi!
Una macchina deve svoltare e causa una conseguente
mini-coda dietro di se'? Chi sta dietro, sfidando
tutti i calcoli delle probabilita', s'immette nella
carreggiata vicina, senza la freccia, ne' guardare lo
specchietto, che notoriamente viene venduto solo come
optional. Il tutto ovviamente causa frenate brusche
ed inaspettate e quello che, in Italia ( almeno su
Isoradio), viene chiamato effetto fisarmonica.
Ma la cosa assolutamente piu' pazzesca, per me, e'
quando devono accostare.
Immaginatevi Tokyo, 20 milioni di abitanti, una
mega-metropoli, una quantita' minima (rispetto a quel
che potrebbe essere) di macchine che sfrecciano in su
ed in gia', su delle strade di dimensioni ridicole,
per essere state completamente ricostruite nel
dopo-guerra, solita velocita' di crociera, noiosa e
monotona, per giunta da guidare con il cambio
automatico su lunghi ed enesauribili rettilinei, la
palpebra che cala, anche con il piu' forte dei
caffe', quando quello davanti ZAC!
Aziona le quattro frecce ed inchioda......dove sono
gli stops, ed il freno, come ha fatto a non usare il
freno.....eppure sulle macchine giapponesi, lo so che
ci sono....ne ho una, la guido, cosa vuol fare sto
cret..o? Vuole parcheggiare in quello spazietto li'
di fianco?? ....ma non si rallenta, si mette le
freccia e si accosta per non creare danni, fossero
anche psicologici ???
Io, da brava italiana, sbraito, mi agito, gesticolo
ed inveisco......tutti gli altri giapponesi belli
tranquilli, si buttano a pesce nell'altra carreggiata
causando frenate brusche ed improvvise ad altri
automobilisti, che calmi e tranquilli inchiodano e
fanno entrare. Perche' arrabbiarsi del resto, fanno
tutti cosi'....ora si sposta lui, dopo inchioda
lei...qual'e' il problema ???
Il problema, ve lo dico io, qual'e': sono loro, loro
che dovrebbero viaggiare sempre con le quattro frecce
azionate,del resto c'e' o non c'e' il detto,
giapponesi al volante pericolo costante?