05 November 2006

Eta' da Marito

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Il matrimonio in Giappone e' una tappa fondamentale nella vita di un individuo, per le donne poi, quasi un obbligo, figurarsi che queste hanno pure un dovere anagrafico: entro 24 anni devono essere convolate a giuste nozze, altrimenti diventano pura tappezzeria!!!!! A 24 anni ???? Beh, passata quest' eta', per loro non c'e' quasi piu' alcuna speranza di "raccattare" qualcuno, che, mosso a compassione, decida di sposarle.
Allora intervengono le famiglie, che incitano quasi fino alla nausea, i propri figli a sposarsi e qualora, non ci fosse straccio di fidanzato o fidanzata all'orizzonte, sono sempre loro, le famiglie, che organizzano degli incontri combinati, che poi ovviamente, sfociano sempre i matrimoni di vero e proprio amore!!!!!
E pensare che gli occidentali, che si accaparrano le giapponesi, pensano di avere chissa' mai quale virtu' nascosta......ed invece sposano solo gli "avanzi"!!!!

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Caino

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Questo paese mi lascia sempre piu' perplessa.....quando penso di saperne abbastanza sulle loro "stranezze", vengo a scoprirne altre, che mi lasciano addirittura esterrefatta.
Dopo qualche mese che abitavo qua, mi sono permessa di fare una considerazione sulla condizione femminile, e tutti gli uomini occidentali (sesso maschile proprio, intendo) mi hanno dato addosso.
L'opinione pubblica si schiera e combatte (giustamente) per le donne con il velo, che pero' -non dimentichiamoci- vivono in societa' medioevali, e mai nessuno, mai, commenta la pessima condizione della donna in Giappone, considerando che il Giappone non e' propriamente una societa' medioevale, e che fa parte del G8!
Quante volte inorridiamo perche' la Cina ha ancora la pena di morte, perche' alcuni Stati degli USA l' applicano ancora...ma del Giappone perche' mai nessuno parla??
La pena di morte in Giappone avviene per impiccagione e il condannato a morte viene a conoscenza del suo destino nel momento in cui viene prelevato, mentre la sua famiglia -addirittura- ad esecuzione avvenuta. L'80% dei giapponesi approva la pena di morte e ha dichiarato che la pena di morte punisce giustamente i criminali riconosciuti colpevoli di omicidio; in questo modo – affermano i favorevoli - scoraggia eventuali assassini e previene la crescita del crimine violento, comunque abbastanza raro nel paese.
...e le chiamiamo democrazie.....

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John Lennon Museum

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E' strano vedere l'unico museo dedicato a John Lennon a Saitama, a 40 minuti di treno da Tokyo. Ovviamente, sua moglie, Yoko Ono, ha giocato un ruolo determinante.
Il luogo e' estremamente impressionante e la realizzazione molto suggestiva.
Il museo si articola in zone, seguendo un filo cronologico, dove i colori hanno -sicuramente- una loro valenza.
Le foto dell'infanzia, i quaderni della scuola, le immagini di Liverpool degli anni 40 e il primo banjo si trovano nella prima zona, dove le canzoni degli esordi fanno da colonna sonora.
L'incontro con gli altri Beatles, le prime apparizioni al Cavern Club, manifesti ingrigiti dal tempo e dall'inquinamento su muri ricostruti in maniera impeccabile, sono tutti raccontati nella seconda zona, dove il colore predominante e' il grigio Londra con luci sfumate, anche un po' malinconiche.
Poi gli anni d'oro dei Beatles, la prima sala di registrazione, vecchissimi dischi, cartoline autografate, giornali, foto di ragazze in delirio, i costumi di Sgt.Pepper ed il primo paio di occhiali tondi di John, che ne sono diventati poi segno inconfondibile. Qua sono i colori psichedelici a fare da sfondo su pareti ricoperte dalle parole PEACE AND LOVE, temi ricorrenti nelle canzoni di John.
Poi, l'incontro con Yoko, il loro trasferimento a New York, le foto con il figlio Sean, il pianoforte, tutto in una sala bianca. Su di uno schermo, passano in rassegna immagini della loro vita quotidiana, le canzoni del suo ultimo LP, Double Fantasy, di sottofondo, fino ad arrivare ad un'immensa parete bianca con la data della sua morte: 1980-12-8.
Una traccia minuscola della prima moglie e del primo figlio.....tante tracce di Yoko, che forse e' stata davvero tutto quello che e' stato detto, o forse chissa', senza dubbio si sono amati, ed e' questo alla fine quello che ha contato.

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Ginza

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Che dire di Ginza? Ginza e' il distretto di Tokyo piu' caro in assoluto, dove si trovano i grandi department stores, boutiques, gallerie d'arte, i ristoranti piu' rinomati, night clubs, e dove assolutamente nessun marchio importante, dal settore della moda, alla profumeria, dalla tecnologia al caffe' puo' mancare.
Un metro quadrato di terra nel centro di Ginza puo' costare anche 10 milioni di Yen (quasi 70.000 Euro!!!), non a caso gli immobili di questa zona sono i piu' cari di tutta la Terra.
Dal 1612 al 1800 Ginza (da cui deriva proprio il nome) fu la zecca di Stato, e fu solo dopo il grande terremoto del Kanto nel 1923 che divenne la zona dei negozi e del commercio.
Ma Ginza e' ben altro, Ginza non e' solo luci ed insegne, la folla tranquilla e le strade del centro chiuse durante i week-ends, i tavolini dei bar apparecchiati e le pasticcerie da sogno, Ginza e' un sogno, un sogno di estremo lusso e raffinatezza, Ginza e' una vita presa in prestito, ma che tutti amano sentire addosso!

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...alla guida

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I giapponesi, grazie ai loro efficientissimi mezzi pubblici, non hanno bisogno dell'automobile.
L'automobile e' un "bene" quasi inutile, considerando anche, che i parcheggi sono tutti a pagamento, e, quando possono, non la utilizzano, a discapito della loro capacita' di guidare.
A parte la loro proverbiale calma, pazienza e tranquillita', nel guidare sono maestri indiscussi nell'intralciare il traffico, anche laddove non e' possibile intralciarlo.
Una strada e' a tre corsie ??? Non vi preoccupate i giapponesi stanno tutti in quella di mezzo.
Ad un incrocio una macchina deve attraversare la carreggiata opposta per andare nell'altra strada ? Bene, non devono vedere nemmeno l'ombra di un qualsiasi mezzo di trasporto nel raggio di almeno 800 metri, per decidere di girare, piu' volentieri, invecchiano al volante, mangiando sushi!
Una macchina deve svoltare e causa una conseguente mini-coda dietro di se'? Chi sta dietro, sfidando tutti i calcoli delle probabilita', s'immette nella carreggiata vicina, senza la freccia, ne' guardare lo specchietto, che notoriamente viene venduto solo come optional. Il tutto ovviamente causa frenate brusche ed inaspettate e quello che, in Italia ( almeno su Isoradio), viene chiamato effetto fisarmonica.
Ma la cosa assolutamente piu' pazzesca, per me, e' quando devono accostare.
Immaginatevi Tokyo, 20 milioni di abitanti, una mega-metropoli, una quantita' minima (rispetto a quel che potrebbe essere) di macchine che sfrecciano in su ed in gia', su delle strade di dimensioni ridicole, per essere state completamente ricostruite nel dopo-guerra, solita velocita' di crociera, noiosa e monotona, per giunta da guidare con il cambio automatico su lunghi ed enesauribili rettilinei, la palpebra che cala, anche con il piu' forte dei caffe', quando quello davanti ZAC!
Aziona le quattro frecce ed inchioda......dove sono gli stops, ed il freno, come ha fatto a non usare il freno.....eppure sulle macchine giapponesi, lo so che ci sono....ne ho una, la guido, cosa vuol fare sto cret..o? Vuole parcheggiare in quello spazietto li' di fianco?? ....ma non si rallenta, si mette le freccia e si accosta per non creare danni, fossero anche psicologici ???
Io, da brava italiana, sbraito, mi agito, gesticolo ed inveisco......tutti gli altri giapponesi belli tranquilli, si buttano a pesce nell'altra carreggiata causando frenate brusche ed improvvise ad altri automobilisti, che calmi e tranquilli inchiodano e fanno entrare. Perche' arrabbiarsi del resto, fanno tutti cosi'....ora si sposta lui, dopo inchioda lei...qual'e' il problema ???
Il problema, ve lo dico io, qual'e': sono loro, loro che dovrebbero viaggiare sempre con le quattro frecce azionate,del resto c'e' o non c'e' il detto, giapponesi al volante pericolo costante?

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