Quota 6
Tanti Auguri al
nostro mago del computer, del Nintendo DS e di tutto
quanto fa "elettronica" e matematica!
(ma non chiedetegli di cantare .... si imbarazzerebe
troppo)
Eccoci....tutti insieme appassionatamente
Ooka... storie giapponesi

Viveva, nella città di Edo, un giudice famoso per la
sua saggezza e la sua imparzialità. Si chiamava Ooka.
I nobili ed i ricchi sostenevano che fosse
stravagante, perfino stupido, ma poiche' la gente del
popolo lo amava, circolavano molte storie sul
suo conto.
Un giorno, il signor Kugio, il giudice supremo,
lasciò Osaka per andare a Edo. Kugio-san era
considerato il miglior giudice del Giappone e
voleva
rendersi conto di persona delle qualità
attribuite ad Ooka.
Kugio-san si recò
immediatamente in tribunale, dov'era in corso un
processo. L'accusato era un tipo di nome Gohey,
mentre l'accusatore era Mompei, un ricco
mercante.
"Sono stato aggredito e derubato di tutto
il mio denaro" dichiarò Mompei " ed ho
riconosciuto il mio aggressore: è
Gohey."
"Dove ha avuto luogo l'aggressione?"
domandò il giudice.
"Nei pressi della città di
Okanomizo" rispose Mompei.
Gohey - con quanto fiato
aveva in gola- esclamò: "E' una menzogna! Non
sono mai andato a Okanomizo, come avrei
potuto aggredire qualcuno?"
"Mi sembra evidente"
disse il giudice sorridendo.
Poi, si rivolse a
Mompei in tono severo: "Sa bene vero che le
false deposizioni devono essere punite?
Spero per lei che possa presentare una prova o
un testimone!"
"Come potrei avere un
testimone?" rispose Mompei. "I ladri non
commettono i loro misfatti in pubblico! Gohey era
solo e mi ha aggredito in un luogo isolato. Si
era nascosto dietro un vecchio salice, sul
ciglio della strada, e all'improvviso mi si e'
avventato contro."
"Un vecchio salice uhm..." disse
Ooka, pensieroso. "Ecco il suo testimone! vada a
cercare il salice, in modo che confermi la sua
versione dei fatti!"
Tutti i presenti rimasero
muti e increduli.
Kugio-san pensava: "Questo Ooka o è pazzo oppure
imbecille, o entrambe le cose! Come può essere
considerato il miglior giudice del Giappone? E
io ho affrontato il viaggio da Osaka
per conoscerlo!"
"Signore!" riprese Mompei.
"Come potrebbe parlare un albero? E anche se
potesse, come farei a trasportarlo da Okanomizo
fino in tribunale?"
"E' un suo problema!"
rispose Ooka irritato. "Presenti questo
testimone entro oggi, altrimenti verra'
condannato a pagare un'ammenda! Ed ora se ne
vada!"
Quando Mompei fu uscito, Ooka si rivolse al
suo ospite, Kugio-san, : "Sono molto onorato
della vostra visita; mentre aspettiamo il
ritorno dell'accusatore, posso proporvi
di
andare nella sala da the?"
Kugio-san
accettò con aria sostenuta ed i due giudici si
alzarono. Passando davanti a Gohey, Ooka gli
disse con benevolenza: "Non temere: la
tua innocenza verrà dimostrata quando il tuo
antagonista sarà di ritorno. Nell'attesa, resta
qui; noi andiamo a bere una tazza di the, ma
torneremo presto."
Gohey rispose: "Signore, vi
ringrazio, ma vorrei poter tornare a casa: non
posso certo aspettare per una settimana che
Mompei sia di ritorno! Mia moglie e i miei figli
mi aspettano!"
"Una settimana?" si stupì Ooka.
"Okanomizo si trova a due passi da qui, e Mompei
non e' un invalido, mi pare!"
"Oh, vi
sbagliate" esclamo' Gohey ridendo, "non si
tratta di questa Okanomizo, ma di quella che si
trova presso Saitamiè!"
"Forse" riprese Ooka,
"comunque, non è poi così lontano! Se si sbriga,
può tornare per questa sera! Abbi un po' di
pazienza!"
Gohey cominciava ad innervosirsi.
"Signore, non tornerà mai per questa sera; c'è
un fiume da attraversare e il salice si trova
sulla sommità di una montagna scoscesa.
Inoltre, l'albero è molto vecchio e il suo
tronco è enorme: gli occorrerà molto tempo per
abbatterlo e trasportarlo..."
All'improvviso,
si fermò e impallidì: aveva descritto al giudice
il luogo in cui era stato commesso il furto e
dove affermava di non essere mai stato. Ooka si
rivolse alle guardie: "Quest'uomo è un ladro e
ha rapinato Mompei. Catturatelo!"
Poi, si
rivolse sorridendo al suo ospite: "Allora,
andiamo a bere questo the?" Il giudice Kugio
si inchinò profondamente: "Lei e' davvero il
giudice più saggio che abbia mai conosciuto, ed e' un
vero onore per me accettare il suo
invito!"
Tolleranza

Credo che nel vocabolario giapponese-giapponese la
parola intolleranza non esista.
Dal freddo Hokkaido al profondo Kyushu non esiste
persona che non sia estremamente tollerante con il
prossimo. Nessuno inveisce per la strada, se ad un
rosso qualcuno si attarda, ne' tanto meno qualcuno
penserebbe di strombazzare il clacson. Nessuno pensa
come "fregare" quello davanti nella fila chilometrica
alla posta, o al ristorante, perche' nessuno viene
fregato.
L'assoluto senso etico pervade questo popolo, che
deve avere un enzima diverso dal nostro, un
metabolismo particolare, un gene fuori posto...
insomma ci deve essere una spiegazione logica, un
trucco ...
...eppure anch'io in questa tolleranza, divento
tollerante (anche se potrebbe sembrare impossibile),
e allora ???