Taiko
Traditional Japanese drums are known as taiko or wadaiko drums. The original concept for the large drums came from China over 1,000 years ago. These first drums were made of slats of wood, but produced an inferior sound because of the secondary vibrations and loss of energy through the joins in the slats. The Japanese then developed a new manufacturing method to improve the sound. The improved manufacturing method involved the use of a single piece of wood from the trunk of a very large zelkova tree. The larger drums normally use cow hide for the "heads" of the drums.
Biglietti

Entrare
in una delle tante cartolerie giapponesi e' una delle
esperienze piu' interessanti da fare, per me -poi-
che amo penne, pennini, cartoncini, quaderni e simili
e' davvero puro paradiso.
La prima cosa che salta agli occhi sono la montagna
di biglietti, rigorosamente in carta di riso,
rifiniti con nastri, scritte e decorazioni. Ognuno di
questi biglietti ha un preciso significato e tutti i
giapponesi non mancano mai di utilizarli.
I biglietti per i matrimoni sono piuttosto elaborati
e, generalmente, rossi e dorati o rossi ed argentati.
Dentro la busta viene messo il "regalo", solo soldi
(non esistono liste di nozze in Giappone) che di
media variano dai 30.000 ai 50.000 Yen.
I biglietti di ringraziamento sono molto piu'
semplici, con poche e piccole decorazioni: l'umilta'
e' la parola chiave quando si invia uno di questi
biglietti, che proprio per questo motivo,
sostituiscono sempre i complessi kanji, con il piu'
semplice hiragana.
In caso di nascite, successi a scuola o semplicemente
per la festa dei bambini vengono scelti dei biglietti
bianchi e rossi, dove sul nastro che li lega, e'
apposto un piccolo origami, sempre bianco e rosso.
Qualcuno e' all'ospedale o non sta tanto bene? allora
sulla O-mi-mai card cadra' la vostra scelta. I colori
sono pastello e l'idea che deve dare non e' mai della
"troppa" gioia o allegria, tutto dev'essere molto,
molto compassato. Se assieme al biglietto vogliamo
donare dei fiori, che siano recisi, mai una piantina.
Porta sfortuna!
In caso di morte, purtroppo c'e', facendo parte del
ciclo della vita, due sono i tipi di biglietto: il
go-rei-zen, bianco e nero, con un nastro argentato da
spedire dal giorno della morte del congiunto fino al
giorno della sua cremazione. Secondo la tradizione
buddista, l'anima resta nella casa del "caro estinto"
per 49 giorni dalla sua morte.
L'altro biglietto invece e' il go-butsu-zen, sempre
bianco e nero, ma con nastri bianchi e neri, che
viene dato il giorno della cremazione, ma anche al
terzo, settimo e tredicesimo anniversario della
morte.
Nessuna di queste cartoline dovra' essere "abbellita"
con note o pensieri, gia' di per se' rappresentano i
sentimenti, per cui la firma in calce sara' l'unica
cosa indispensabile.
Siesta
Quando si parla di siesta, subito si pensa agli
"scansafatiche" del meridione del mondo, che, dopo
pranzo, proprio non ce la fanno neppure a pensare,
che se la dormono di santa ragione.
E' proprio vero, non c'e' peggior cosa al mondo di
una pessima reputazione, che si tramanda di
generazione in generazione fino a diventare vero e
proprio connotato di un intero popolo.
Alla parola, Giappone la prima associazione di idee
e' efficienza seguita a ruota da stacanovismo. Non e'
esattamente vero.
I Giapponesi lavorano, come del resto tutto il mondo,
perche' devono lavorare, anche se quel loro assoluto
senso etico, li rende indiscutibilmente "diversi".
Comunque, il loro pranzo in genere si consuma verso
le 11,30 - 12,00 ed intorno alle 12,30 quelli che
posseggono un mezzo (dai tassisti, ai muratori, dagli
elettricisti ai business man) dormono in macchina,
parcheggiata illegalmente lungo la strada, motore
acceso, e finestrini leggeremente abbassati. Dormono
quasi un'ora, un'ora e mezzo, in posizioni da
contorsionisti, poi come d'incanto si svegliano e
riprendono il loro lavoro, freschi come delle rose.
Insomma, se credevate che la siesta fosse solo un
"benefit messicano", fidatevi, dovete
ricredervi.
Cavi
Per me, che vengo dal paese dove nulla e' possibile
per salvaguardare patrimoni storici ed artistici,
vedere scempi architettonici, su scempi e' fin troppo
oltraggioso. Comunque nel suo insieme di
"assurdita'", Tokyo ha un fascino tutto particolare a
cui nessuno puo' sottrarsi.
All'architettura, gia' di per se' un po'
raccapricciante, viene abbinata una fitta ragnatela
di cavi situata ad una distanza cosi' ravvicinata da
terra da far quasi paura.
Una nuova casa viene costruita? Un signore, tutto
super anti-infortunistica, salira' su uno dei pali
piu' grandi che tappezzano la citta', e li'
aggiungera' cavi a cavi rendendone quasi impossibile
un'identificazionea in caso di guasto.
Ho cercato di capire piu' volte il perche' di quest'
orrore assoluto, nessuno sa fornire una vera e
propria risposta, anche se tutti pronunciano la
parola terremoto. Scongiurare problemi piu' gravi nel
caso di un grave terrremoto ? probabile, ma tutti
quei fili li' all'aria non costituiscono comunque un
problema ?