18 February 2007

Sapporo

SALTO

Sapporo si trova nell'Hokkaido, l'isola piu' a nord del Giappone. In Hokkaido vivono tantissimi INUIT, le popolazioni eschimesi con la stessa lingua e stessi tratti somatici degli abitanti del Polo Nord e della Groenlandia.
Questa citta', gia' sede dei giochi olimpici invernali. Ecco come si รจ presentata agli occhi del russo Ildar Fatchulin, poco dopo aver spiccato il suo salto con gli sci dal trampolino sulla collina di Okurayama.
Suggestivo, no???

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Candy Candy

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Chi si ricorda di Candy Candy, chi come me ha pianto quando Candy lascia Terence per seguire Susan?
Il titolo originale di questo manga era KYANDY KYANDI e fu prodotto nell' ormai lontano 1976.
Le autrici Kyoko Mizuki e Yumiko Igarashi, due simpatiche e brave disegnatrici giapponesi, conquistarono con questo cartone la loro definitiva fama e successo. La serie era composta da 115 episodi (per la gioia di mio padre che doveva rinunciare al telegiornale, andando in onda alle 20:00!!!!), dove
Candy e l'amica Annie sono due orfanelle ospiti della casa di Pony. Ma mentre Annie viene adottata da una facoltosa famiglia americana, Candy deve addattarsi a fare la dama di compagnia della odiosa Iriza. Il primo amore di Candy, Anthony, muore tragicamente cadendo da cavallo.
Successivamente viene mandata a Londra in collegio, dove ritrova Annie e s'innamora dell'affascinante Terence. Tornata in America, Candy diventa infermiera e segue da lontano la carriera di Terence come attore, costretto a sposare una ragazza rimasta paralizzata nel salvargli la vita. Ma dopo varie avventure, Terence pare ritorni da Candy.

L'incredibile successo di questa serie televisiva porto' alla conseguente produzione di due lungometraggi destinati alle sale cinematografiche: il primo, "Candy Candy", narra l'infanzia della protagonsita fino ai giorni del collegio. Il secondo "Candy Candy e Terence" racconta invece la storia della protagonista come infermiera fino alla sua unione con il bel tenebroso Terence.
Per gli amatori: pare sia ancora in circolazione in Italia sotto forma di videocassette!

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For Women Only

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Nell'ottica del giapponese maschio medio, la donna che ispira sesso, non e' la donna matura fra i 30 ed i 40, ma la ragazzina, per essere piu' esplicita la liceale.
La liceale giapponese veste sempre con la divisa scolastica, dove -ahime'- la gonna e' "tristemente" a pieghe. La regola vuole che questa gonna non sia mai ne' 5 centimetri sopra, ne' sotto il ginocchio. Tutte le ragazze, da brave cittadine, rispettano questa regola entro le mura scolastiche, ma fuori, o quando prendono il treno, per essere piu' accattivanti e terribilmente sexy, si rigirano la gonnella in vita piu' volte e... ed il gioco e' fatto: "ecco a voi, cari signori, l'oggetto delle vostre fantasie...sognate pure le loro gambe, i loro calzettoni bianchi e le loro fantastiche ed impercettibili minigonne". Gli uomini giapponesi che, sempre per essere dei bravi cittadini, non mostrano mai il loro interesse o mero desiderio per una donna, si sono percio' organizzati al meglio.
Pare, che molti posseggano scarpe con micro specchi incorporati, cosi' mentre viaggiano in treno, spostando un po' il loro piede sotto le fantomatiche gonne, si godono un panorama da 9 settimane e 1/2.
Il solito Governo giapponese per tutelare 'ste ragazzine ha espressamente organizzato, con le ferrovie dello Stato, dei vagoni "rosa", dove le sole donne possono sedersi e sentirsi "sicure".
Poveri uomini, timidi senza la minima idea dell'approccio, bruttacchioli, poco dotati ed anche segregati...e poi si domandano perche' si ubriachino tutte le sere.....voi che fareste al posto loro????

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Ravu oteru



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Ravu Oteru e' la pronuncia giapponese per Love Hotel.
Questi Love Hotels si trovano ovunque in Giappone, dalla capitale al paesino sperduto nell'Hokkaido, e ne sono quasi un simbolo.
Il nome la dice lunga. Poiche' i giapponesi piu' giovani, con le loro fidanzatine, e quelli piu' anziani, con le loro amanti, non si appartano in automobile in luoghi remoti ed infrattati, ma hanno bisogno di posti sicuri e pseudo-romantici, ecco allora la necessita' di questi alberghi. Le stanze sono generalmente spaziose, a differenza della media delle case giapponesi, piene di specchi, grandi TV, grandi vasche da bagno, la fantasia piu' kitsch qui la fa da regina.
Nella lobby generalmente non c'e' nessuno, soltanto una serie di foto rappresentanti una vasta scelta di camere. Se la foto e' illuminata, la stanza e' disponibile e se incontra il gusto del cliente, basta premere il pulsante accanto alla foto, che da dietro un vetro scuro una persona non identificabile porgera' le chiavi in cambio di denaro, cash.
Come individuare i love hotels? Semplice, fra tutte le case e palazzi con architettura "anonima" si alternano edifici "romani", "stile liberty" o coloratissimi con insegne stra-luminose e dai nomi "strani" piu' che accattivanti: Hotel Charm, Hotel Princess o Hotel Carrot....tutti con lo stesso sistema di accoglienza, tutti con lo stesso scopo: qualche ora di "sana privacy".

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Suicidi

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Il numero di suicidi in Giappone e' notevole. Piu' che per depressioni o tristezze, il suicidio in Giappone e' la via di fuga dall'inadeguatezza, dal non essere all'altezza delle regolo etico sociali che vigono.
Una volta usavano le spade, ma troppa era la sofferenza, che passarono a gettarsi dalle finestre degli alberghi. Gli alberghi, che vedevano diminuire l'affluenza dei loro ospiti, decisero di avere finestre fisse, senza aperture. Gli aspiranti suicidi pero' non demorsero e cominciarono a gettarsi sotto il treno, "moda" tuttora vigente che il Governo giapponese sta cercando di eliminare..
Una mente elastica si domanderebbe il perche' di queste inadeguatezze e magari modificherebbe le pressioni morali, scolastiche e lavorative per essere un po' piu' transigenti e meno soffocanti. La Dieta, invece, si e' preoccupata di installare delle paratie anti-suicidio di fronte ai binari. Queste paratie si aprono solo e soltanto quando il treno e' arrivato e ben fermo e si richiudono prima che riparta.
Ma oltre al danno c'e' la beffa, infatti le famiglie di coloro i quali commettono suicidio sono costrette a pagare al governo 75.000 Euro per i danni provocati alla comunita' : ritardo nei treni, pulizia del treno, impegno delle forze dell'ordine, dei pompieri e delle ambulanze.
La cosa piu' assurda? E' che queste famiglie ritengono corretto pagare questo debito allo stato!

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