Sapporo
Sapporo si trova nell'Hokkaido, l'isola piu' a nord
del Giappone. In Hokkaido vivono tantissimi INUIT, le
popolazioni eschimesi con la stessa lingua e stessi
tratti somatici degli abitanti del Polo Nord e della
Groenlandia.
Questa citta', gia' sede dei giochi olimpici
invernali. Ecco come si รจ presentata agli occhi del
russo Ildar Fatchulin, poco dopo aver spiccato il suo
salto con gli sci dal trampolino sulla collina di
Okurayama.
Suggestivo, no???
Candy Candy

Chi si ricorda di Candy Candy, chi come me ha pianto
quando Candy lascia Terence per seguire Susan?
Il titolo originale di questo manga era KYANDY KYANDI
e fu prodotto nell' ormai lontano 1976.
Le autrici Kyoko Mizuki e Yumiko Igarashi, due
simpatiche e brave disegnatrici giapponesi,
conquistarono con questo cartone la loro definitiva
fama e successo. La serie era composta da 115 episodi
(per la gioia di mio padre che doveva rinunciare al
telegiornale, andando in onda alle 20:00!!!!),
dove
Candy e l'amica Annie sono due orfanelle ospiti della
casa di Pony. Ma mentre Annie viene adottata da una
facoltosa famiglia americana, Candy deve addattarsi a
fare la dama di compagnia della odiosa Iriza. Il
primo amore di Candy, Anthony, muore tragicamente
cadendo da cavallo.
Successivamente viene mandata a Londra in collegio,
dove ritrova Annie e s'innamora dell'affascinante
Terence. Tornata in America, Candy diventa infermiera
e segue da lontano la carriera di Terence come
attore, costretto a sposare una ragazza rimasta
paralizzata nel salvargli la vita. Ma dopo varie
avventure, Terence pare ritorni da Candy.
L'incredibile successo di questa serie televisiva
porto' alla conseguente produzione di due
lungometraggi destinati alle sale cinematografiche:
il primo, "Candy Candy", narra l'infanzia della
protagonsita fino ai giorni del collegio. Il secondo
"Candy Candy e Terence" racconta invece la storia
della protagonista come infermiera fino alla sua
unione con il bel tenebroso Terence.
Per gli amatori: pare sia ancora in circolazione in
Italia sotto forma di videocassette!
For Women Only

Nell'ottica del giapponese maschio medio, la donna
che ispira sesso, non e' la donna matura fra i 30 ed
i 40, ma la ragazzina, per essere piu' esplicita la
liceale.
La liceale giapponese veste sempre con la divisa
scolastica, dove -ahime'- la gonna e' "tristemente" a
pieghe. La regola vuole che questa gonna non sia mai
ne' 5 centimetri sopra, ne' sotto il ginocchio. Tutte
le ragazze, da brave cittadine, rispettano questa
regola entro le mura scolastiche, ma fuori, o quando
prendono il treno, per essere piu' accattivanti e
terribilmente sexy, si rigirano la gonnella in vita
piu' volte e... ed il gioco e' fatto: "ecco a voi,
cari signori, l'oggetto delle vostre
fantasie...sognate pure le loro gambe, i loro
calzettoni bianchi e le loro fantastiche ed
impercettibili minigonne". Gli uomini giapponesi che,
sempre per essere dei bravi cittadini, non mostrano
mai il loro interesse o mero desiderio per una donna,
si sono percio' organizzati al meglio.
Pare, che molti posseggano scarpe con micro specchi
incorporati, cosi' mentre viaggiano in treno,
spostando un po' il loro piede sotto le fantomatiche
gonne, si godono un panorama da 9 settimane e 1/2.
Il solito Governo giapponese per tutelare 'ste
ragazzine ha espressamente organizzato, con le
ferrovie dello Stato, dei vagoni "rosa", dove le sole
donne possono sedersi e sentirsi "sicure".
Poveri uomini, timidi senza la minima idea
dell'approccio, bruttacchioli, poco dotati ed anche
segregati...e poi si domandano perche' si ubriachino
tutte le sere.....voi che fareste al posto
loro????
Ravu oteru

Ravu Oteru e' la pronuncia giapponese per Love Hotel.
Questi Love Hotels si trovano ovunque in Giappone,
dalla capitale al paesino sperduto nell'Hokkaido, e
ne sono quasi un simbolo.
Il nome la dice lunga. Poiche' i giapponesi piu'
giovani, con le loro fidanzatine, e quelli piu'
anziani, con le loro amanti, non si appartano in
automobile in luoghi remoti ed infrattati, ma hanno
bisogno di posti sicuri e pseudo-romantici, ecco
allora la necessita' di questi alberghi. Le stanze
sono generalmente spaziose, a differenza della media
delle case giapponesi, piene di specchi, grandi TV,
grandi vasche da bagno, la fantasia piu' kitsch qui
la fa da regina.
Nella lobby generalmente non c'e' nessuno, soltanto
una serie di foto rappresentanti una vasta scelta di
camere. Se la foto e' illuminata, la stanza e'
disponibile e se incontra il gusto del cliente, basta
premere il pulsante accanto alla foto, che da dietro
un vetro scuro una persona non identificabile
porgera' le chiavi in cambio di denaro, cash.
Come individuare i love hotels? Semplice, fra tutte
le case e palazzi con architettura "anonima" si
alternano edifici "romani", "stile liberty" o
coloratissimi con insegne stra-luminose e dai nomi
"strani" piu' che accattivanti: Hotel Charm, Hotel
Princess o Hotel Carrot....tutti con lo stesso
sistema di accoglienza, tutti con lo stesso scopo:
qualche ora di "sana privacy".
Suicidi

Il
numero di suicidi in Giappone e' notevole. Piu' che
per depressioni o tristezze, il suicidio in Giappone
e' la via di fuga dall'inadeguatezza, dal non essere
all'altezza delle regolo etico sociali che vigono.
Una volta usavano le spade, ma troppa era la
sofferenza, che passarono a gettarsi dalle finestre
degli alberghi. Gli alberghi, che vedevano diminuire
l'affluenza dei loro ospiti, decisero di avere
finestre fisse, senza aperture. Gli aspiranti suicidi
pero' non demorsero e cominciarono a gettarsi sotto
il treno, "moda" tuttora vigente che il Governo
giapponese sta cercando di eliminare..
Una mente elastica si domanderebbe il perche' di
queste inadeguatezze e magari modificherebbe le
pressioni morali, scolastiche e lavorative per essere
un po' piu' transigenti e meno soffocanti. La Dieta,
invece, si e' preoccupata di installare delle paratie
anti-suicidio di fronte ai binari. Queste paratie si
aprono solo e soltanto quando il treno e' arrivato e
ben fermo e si richiudono prima che riparta.
Ma oltre al danno c'e' la beffa, infatti le famiglie
di coloro i quali commettono suicidio sono costrette
a pagare al governo 75.000 Euro per i danni provocati
alla comunita' : ritardo nei treni, pulizia del
treno, impegno delle forze dell'ordine, dei pompieri
e delle ambulanze.
La cosa piu' assurda? E' che queste famiglie
ritengono corretto pagare questo debito allo
stato!