Estetica

Voglio cercare di esaurire l'argomento estetica
giapponese, e dintorni, ...anche se i maschietti lo
troveranno forse noioso. Disgrazia!!!
Le donne orientali, e le giapponesi non si esimono,
vogliono sempre piu' assomigliare alle occidentali
(dice niente questa inversione di tendenza?????
almeno una riflessione sarebbe quanto mai
interessante).
Le "cose" piu' desiderate sono gli occhi ed il naso
all'occidentale.
Per gli occhi, usano delle quantita' esagerate di
trucco. Cercano al massimo, con gli eyeliners, di
farsi delle righe simil carreggiata, e con giochi
cromatici, grazie agli ombretti, creano -
all'incirca- l' effetto: occhio occidentale.
Nei centri estetici vengono organizzati corsi
specifici per insegnare alle ragazze come truccarsi,
dove truccarsi sta proprio per apporto di modifiche
artificiose per ottenere una falsa apparenza. Questi
corsi sono pure costosi, ma le iscritte sono sempre,
sempre molto numerose.
Le sopracciglia vengono quasi completamente rasate
per poi essere ridefinite con la matita.
Per i nasi la questione e' un po' complessa e ci sono
solo due soluzioni: ricorrere alla chirurgia estetica
o non ricorrere alla chirurgia estetica. Ed
ovviamente, tutto dipende dalla capacita' economica
di ciascun individuo e dalla voglia di "mettersi
sotto i ferri", che non e' - a mio parere- proprio da
sottovalutare.
Le orientali in genere si depilano completamente.
Odiano i peli sul corpo, anche quelli sugli uomini,
che sono costretti per piacere al gentil sesso a
depilazioni "forzate".
La depilazione raramente avviene con ceretta, qua
tutte amano il rasoio. Ce ne sono milioni di tipi a
seconda della parte del corpo da depilare, uno
addirittura con il manico lungo e sottile con una
lametta piccola, ma estremamente tagliente, per la
peluria del viso!
Cosi' come per il naso anche per il seno, non ci sono
molte soluzioni.
La chirurgia estetica viene solitamente usata da
donne del mondo delle spettacolo, che al posto della
fatidica zero (detta anche puntura di zanzara),
ottengono una seconda!!!! Del resto sui loro fisici
minuti, una quarta sarebbe un po' disdicevole.
Il resto delle donne utilizza reggiseni imbottiti,
che sono l'unica tipologia di reggiseno disponibile
in tutto il Giappone.
Una come me, se li deve portare da casa....come le
scarpe .....e tutto il resto!!!
Il sedere merita una considerazione tutta
particolare: o c'e' o non c'e'. Se c'e', ma e' -come
dire- un po' giu' di tono, la palestra o una
qualsiasi attivita' fisica, puo' aiutare, se non
c'e', non esistono santi: non c'e'.
E questo e' il caso delle giapponesi: loro non ce
l'hanno, dalla schiena in poi solo una linea dritta,
a volte anche rientrante, e l'unica soluzione che
hanno a disposizione, per ora, sono delle mutande
"ripiene", che creano -indubbiamente- un bell'effetto
da vestite...ma non oso pensare alla delusione nel
vederle nude!!!
Per le gambe storte, a parte che gli uomini
giapponesi le considerano sexi, bisognerebbe che, con
una legge speciale, venissero spezzate a tutte e poi
ricostruite. Ma ovviamente, anche se qualcuna ha
delle vere e proprie difficolta' di deambulazione,
non e' applicabile!
Siamo diversi, siamo tutti diversi ed e' quello che
ci fa speciali, zigomi o non zigomi, seni o non seni,
sederi piatti o rotondi......se a qualcuno non
piacciamo ??? Non sa quel che si perde!!!
Ah, quasi dimenticavo: per tutte le occidentali come
amano rifarsi gli zigomi, appiattendoli......le
lacrime poi cadranno dritte, perpendicolari dal sacco
lacrimale al mento, non seguiranno piu' i
naturali
lineamenti del volto.
Chi bella vuole apparire.....
...tanto deve soffrire.
Pensavo, che per ottenere delle ciglia un po' meno
"raccapriccianti" alle giapponesi bastasse (...un
trapianto!!!) il piegaciglia, ma oggi mi sono proprio
dovuta ricredere.
Mentre ero dall'estetista (....che mattinata faticosa
e deprimente!!!), una ragazza giapponese si e'
distesa su di un lettino poco distante da me.
E' stata coperta, dalla punta dei piedi al collo, e'
stata invitata a chiudere gli occhi, e mentre
cominciava a rilassarsi, sulle palpebre, lungo le
ciglia, le e' stata applicata una sorta di mini
cannula di gomma, a seguire la forma dell'occhio.
L'estetista, armata di un simil pettinino, ha
cominciato portando tutte le ciglia ben distese sulla
cannula, poi con uno stecco gigante, tipo quello del
gioco Shanghai, le ha separate una ad una, (secondo
me se le doveva anche inventare perche' ne avra'
avute, fra si e no, 25), per finire con un fissante,
passato con un pennellino, affinche' queste ciglia
assumessero il famoso effetto baccala' per almeno 2
settimane.
Seccato il fissaggio, dopo ben 30 minuti, le cannule
sono state rimosse e...signore e signori.....rullio
di tamburi........ voila'........: tutto uguale a
prima!
Io le avrei voluto dire non lo fare, le avrei voluto
dire non sprecare cosi' i tuoi soldi, le avrei voluto
dire non c'e' speranza, ma del resto non c'e' anche
quel detto...chi visse sperando, mori' ...ando
???
Mikimoto
Difficile da credere, ma questo affascinante ed
anziano signore, appunto Mikimoto e' stato il primo
"inventore" della perla coltivata.
Nato nel 1858 da una famiglia di "ristoratori",
vivendo vicino al mare, Mikimoto aveva mostrato uno
spiccato interesse per le ostriche, sin da bambino.
Nel 1905 riusci' ad ottenere la prima perla sferica
di coltura e con tenacia e perseveranza riusci' a
trasformare questa sua passione in una vera e propria
industria.
Le perle giapponesi -proprio per questo- sono tra le
piu' famose al mondo, possono avere un diametro
variabile dai 2 ai 10 millimetri, una luminosita'
intensa e sfumature di colore varie: giallo oro,
grigio, verde, rosa e crema.
La particolarita' della raccolta delle perle Mikimoto
sta nelle AMA, donne, completamente vestite di
bianco, che si tuffano nell'Oceano con una sorta di
canestro per portare su il loro inestimabile
bottino!
Spazio alle biciclette??

In Giappone tutto e' raggiungibile con il treno,
sembra impossibile -per chi ascolta, specialmente se
italiano- capire che ogni 500 metri c'e' la
possibilita' di accedere ad una stazione che
portera', per modiche cifre, ovunque.
L'automobile e' quasi bandita, laddove possibile.
I mezzi pubblici sono mostruosamente funzionali e non
usarli e' un peccato, ma qualche volta inforcare le
vecchia e cara bicicletta e' anche meglio.
Alcuni angoli della citta' sono ricolmi di
biciclette. Centinaia e centinaia di biciclette,
l'una accanto all'altra da renderne quasi impossibile
l'accesso, specialmente con qualche sacchetto della
spesa.
Esistono perfino parcheggi a pagamento dedicati solo
a biciclette che vengono fissate a dei binari, i
quali bloccando automaticamente il mezzo dopo qualche
secondo, ne permettono la stabilita'. Grazie ad una
biglietteria automatica, dove basta digitare il
numero corrispondente al posteggio e inserire
l'ammontare, il blocco si libera e pafff... la
bicicletta puo' essere prelevata.
Ma, i ciclisti si aspettano di piu', si aspettano di
poter parcheggiare ovunque...del resto e' solo una
bici...ma con le migliaia di persone che la
utilizzano, il parcheggio selvaggio sarebbe
deleterio.
Cosi' poliziotti ed affini sono alla quotidiana
ricerca di biciclette da multare e da rimuovere, alla
stazione, cosi' come davanti ai ristoranti, alle
scuole come alla posta. Senza via di scampo, per
nessuno!
Orgoglio nipponico
Da piu' parti, ogni giorno, segnali di un ritorno
all'orgoglio di appartenere alla razza figlia della
dea Amaterasu.
E' un orgoglio diverso, meno violento del passato
(almeno per ora!), limitato alla vita quotidiana.
Cibo, moda, bevande, tutto cio' che e' prodotto,
disegnato, concepito nel Paese del Sol Levante
assume, quotidianamente, un'importanza maggiore.
Il parossismo e' rappresentato dall'ultima rivista da
oggi in edicola: OLEN. Olen e' l'anagramma di Leon,
famosissima rivista in cui Girolamo Panzetta
(l'Italiano piu' conosciuto in Giappone, secondo un
recente sondaggio), insegna ai giapponesi come
vestirsi, trascorrere le vacanze, comportarsi e
mangiare per essere kakko-i (fighi).
Girolamo e' l'esempio di un mondo distante dalla
realta' quotidiana, un mondo di ricchi, per ricchi.
E', indubbiamente, il miglior veicolo ad oggi in
Giappone per i marchi Italiani del lusso.
OLEN nasce come antagonista di Leon.
Il messaggio di fondo e': "Siamo
SARARIMEN
(impiegati) giapponesi e siamo orgogliosi dei nostri
modi rozzi. Viva la giapponesita' della cravatta
intorno alla testa (quando siamo ubriachi) e del
togliersi le scarpe in ufficio...".
In copertina un altro Italiano (Pietro) in antitesi
con la figura, conosciutissima, di
Girolamo.
Aggiornamenti
Ogni sito che si rispetti dovrebbe essere aggiornato
costantemente. L'aggiornamento richiede tempo, fatica
e fantasia. Quindi, quale migliore occasione di una
domenica piovosa?
Abbiamo aggiunto un po' di roba. Navigate e
controllate!
Certo e' che se ognuno di voi commentasse, se ognuno
di voi ci lasciasse un pensiero, sarebbe piu'
semplice continuare...
Quante volte l'abbiamo ripetuto?
Mah, spesso ci sembra di parlare con un muro....un
po' come Bea con Marco....