22 October 2006

Estetica

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Voglio cercare di esaurire l'argomento estetica giapponese, e dintorni, ...anche se i maschietti lo troveranno forse noioso. Disgrazia!!!
Le donne orientali, e le giapponesi non si esimono, vogliono sempre piu' assomigliare alle occidentali (dice niente questa inversione di tendenza????? almeno una riflessione sarebbe quanto mai interessante).
Le "cose" piu' desiderate sono gli occhi ed il naso all'occidentale.
Per gli occhi, usano delle quantita' esagerate di trucco. Cercano al massimo, con gli eyeliners, di farsi delle righe simil carreggiata, e con giochi cromatici, grazie agli ombretti, creano - all'incirca- l' effetto: occhio occidentale.
Nei centri estetici vengono organizzati corsi specifici per insegnare alle ragazze come truccarsi, dove truccarsi sta proprio per apporto di modifiche artificiose per ottenere una falsa apparenza. Questi corsi sono pure costosi, ma le iscritte sono sempre, sempre molto numerose.
Le sopracciglia vengono quasi completamente rasate per poi essere ridefinite con la matita.
Per i nasi la questione e' un po' complessa e ci sono solo due soluzioni: ricorrere alla chirurgia estetica o non ricorrere alla chirurgia estetica. Ed ovviamente, tutto dipende dalla capacita' economica di ciascun individuo e dalla voglia di "mettersi sotto i ferri", che non e' - a mio parere- proprio da sottovalutare.
Le orientali in genere si depilano completamente. Odiano i peli sul corpo, anche quelli sugli uomini, che sono costretti per piacere al gentil sesso a depilazioni "forzate".
La depilazione raramente avviene con ceretta, qua tutte amano il rasoio. Ce ne sono milioni di tipi a seconda della parte del corpo da depilare, uno addirittura con il manico lungo e sottile con una lametta piccola, ma estremamente tagliente, per la peluria del viso!
Cosi' come per il naso anche per il seno, non ci sono molte soluzioni.
La chirurgia estetica viene solitamente usata da donne del mondo delle spettacolo, che al posto della fatidica zero (detta anche puntura di zanzara), ottengono una seconda!!!! Del resto sui loro fisici minuti, una quarta sarebbe un po' disdicevole.
Il resto delle donne utilizza reggiseni imbottiti, che sono l'unica tipologia di reggiseno disponibile in tutto il Giappone.
Una come me, se li deve portare da casa....come le scarpe .....e tutto il resto!!!
Il sedere merita una considerazione tutta particolare: o c'e' o non c'e'. Se c'e', ma e' -come dire- un po' giu' di tono, la palestra o una qualsiasi attivita' fisica, puo' aiutare, se non c'e', non esistono santi: non c'e'.
E questo e' il caso delle giapponesi: loro non ce l'hanno, dalla schiena in poi solo una linea dritta, a volte anche rientrante, e l'unica soluzione che hanno a disposizione, per ora, sono delle mutande "ripiene", che creano -indubbiamente- un bell'effetto da vestite...ma non oso pensare alla delusione nel vederle nude!!!
Per le gambe storte, a parte che gli uomini giapponesi le considerano sexi, bisognerebbe che, con una legge speciale, venissero spezzate a tutte e poi ricostruite. Ma ovviamente, anche se qualcuna ha delle vere e proprie difficolta' di deambulazione, non e' applicabile!
Siamo diversi, siamo tutti diversi ed e' quello che ci fa speciali, zigomi o non zigomi, seni o non seni, sederi piatti o rotondi......se a qualcuno non piacciamo ??? Non sa quel che si perde!!!

Ah, quasi dimenticavo: per tutte le occidentali come amano rifarsi gli zigomi, appiattendoli......le lacrime poi cadranno dritte, perpendicolari dal sacco lacrimale al mento, non seguiranno piu' i
naturali lineamenti del volto.

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Chi bella vuole apparire.....

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...tanto deve soffrire.
Pensavo, che per ottenere delle ciglia un po' meno "raccapriccianti" alle giapponesi bastasse (...un trapianto!!!) il piegaciglia, ma oggi mi sono proprio dovuta ricredere.
Mentre ero dall'estetista (....che mattinata faticosa e deprimente!!!), una ragazza giapponese si e' distesa su di un lettino poco distante da me.
E' stata coperta, dalla punta dei piedi al collo, e' stata invitata a chiudere gli occhi, e mentre cominciava a rilassarsi, sulle palpebre, lungo le ciglia, le e' stata applicata una sorta di mini cannula di gomma, a seguire la forma dell'occhio.
L'estetista, armata di un simil pettinino, ha cominciato portando tutte le ciglia ben distese sulla cannula, poi con uno stecco gigante, tipo quello del gioco Shanghai, le ha separate una ad una, (secondo me se le doveva anche inventare perche' ne avra' avute, fra si e no, 25), per finire con un fissante, passato con un pennellino, affinche' queste ciglia assumessero il famoso effetto baccala' per almeno 2 settimane.
Seccato il fissaggio, dopo ben 30 minuti, le cannule sono state rimosse e...signore e signori.....rullio di tamburi........ voila'........: tutto uguale a prima!
Io le avrei voluto dire non lo fare, le avrei voluto dire non sprecare cosi' i tuoi soldi, le avrei voluto dire non c'e' speranza, ma del resto non c'e' anche quel detto...chi visse sperando, mori' ...ando ???

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Mikimoto

mikimoto

Difficile da credere, ma questo affascinante ed anziano signore, appunto Mikimoto e' stato il primo "inventore" della perla coltivata.
Nato nel 1858 da una famiglia di "ristoratori", vivendo vicino al mare, Mikimoto aveva mostrato uno spiccato interesse per le ostriche, sin da bambino.
Nel 1905 riusci' ad ottenere la prima perla sferica di coltura e con tenacia e perseveranza riusci' a trasformare questa sua passione in una vera e propria industria.
Le perle giapponesi -proprio per questo- sono tra le piu' famose al mondo, possono avere un diametro variabile dai 2 ai 10 millimetri, una luminosita' intensa e sfumature di colore varie: giallo oro, grigio, verde, rosa e crema.
La particolarita' della raccolta delle perle Mikimoto sta nelle AMA, donne, completamente vestite di bianco, che si tuffano nell'Oceano con una sorta di canestro per portare su il loro inestimabile bottino!

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Spazio alle biciclette??

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In Giappone tutto e' raggiungibile con il treno, sembra impossibile -per chi ascolta, specialmente se italiano- capire che ogni 500 metri c'e' la possibilita' di accedere ad una stazione che portera', per modiche cifre, ovunque.
L'automobile e' quasi bandita, laddove possibile.
I mezzi pubblici sono mostruosamente funzionali e non usarli e' un peccato, ma qualche volta inforcare le vecchia e cara bicicletta e' anche meglio.
Alcuni angoli della citta' sono ricolmi di biciclette. Centinaia e centinaia di biciclette, l'una accanto all'altra da renderne quasi impossibile l'accesso, specialmente con qualche sacchetto della spesa.
Esistono perfino parcheggi a pagamento dedicati solo a biciclette che vengono fissate a dei binari, i quali bloccando automaticamente il mezzo dopo qualche secondo, ne permettono la stabilita'. Grazie ad una biglietteria automatica, dove basta digitare il numero corrispondente al posteggio e inserire l'ammontare, il blocco si libera e pafff... la bicicletta puo' essere prelevata.
Ma, i ciclisti si aspettano di piu', si aspettano di poter parcheggiare ovunque...del resto e' solo una bici...ma con le migliaia di persone che la utilizzano, il parcheggio selvaggio sarebbe deleterio.
Cosi' poliziotti ed affini sono alla quotidiana ricerca di biciclette da multare e da rimuovere, alla stazione, cosi' come davanti ai ristoranti, alle scuole come alla posta. Senza via di scampo, per nessuno!

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Orgoglio nipponico

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Da piu' parti, ogni giorno, segnali di un ritorno all'orgoglio di appartenere alla razza figlia della dea Amaterasu.
E' un orgoglio diverso, meno violento del passato (almeno per ora!), limitato alla vita quotidiana.
Cibo, moda, bevande, tutto cio' che e' prodotto, disegnato, concepito nel Paese del Sol Levante assume, quotidianamente, un'importanza maggiore.
Il parossismo e' rappresentato dall'ultima rivista da oggi in edicola: OLEN. Olen e' l'anagramma di Leon, famosissima rivista in cui Girolamo Panzetta (l'Italiano piu' conosciuto in Giappone, secondo un recente sondaggio), insegna ai giapponesi come vestirsi, trascorrere le vacanze, comportarsi e mangiare per essere kakko-i (fighi).
Girolamo e' l'esempio di un mondo distante dalla realta' quotidiana, un mondo di ricchi, per ricchi. E', indubbiamente, il miglior veicolo ad oggi in Giappone per i marchi Italiani del lusso.
OLEN nasce come antagonista di Leon.
Il messaggio di fondo e': "Siamo
SARARIMEN (impiegati) giapponesi e siamo orgogliosi dei nostri modi rozzi. Viva la giapponesita' della cravatta intorno alla testa (quando siamo ubriachi) e del togliersi le scarpe in ufficio...".
In copertina un altro Italiano (Pietro) in antitesi con la figura, conosciutissima, di Girolamo.

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Aggiornamenti

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Ogni sito che si rispetti dovrebbe essere aggiornato costantemente. L'aggiornamento richiede tempo, fatica e fantasia. Quindi, quale migliore occasione di una domenica piovosa?
Abbiamo aggiunto un po' di roba. Navigate e controllate!
Certo e' che se ognuno di voi commentasse, se ognuno di voi ci lasciasse un pensiero, sarebbe piu' semplice continuare...
Quante volte l'abbiamo ripetuto?
Mah, spesso ci sembra di parlare con un muro....un po' come Bea con Marco....

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