Laser
Per
porre fine alla mia innata antipatia per i peli
superflui, ho deciso di intraprendere la via del
laser, dopo anni ed anni di cerette, e di ago.
In cosa consiste? Un fascio di luce intermittente,
calda che viene passata sulla zona da trattare,
preventivamente "rasata". Dopo il primo trattamento
laser, sulla parte non potra' essere piu' usata la
cera, ne' tanto meno le pinzette, ma soltanto il
rasoio. Infatti la funzione del laser e' di chiudere
il bulbo pilifero che invece con lo strappo della
ceretta verrebbe riaperto in malo modo.
In ciascuna seduta si elimina il 20 -30% dei peli
presenti, quelli che ricrescono lo faranno con molta
lentezza e saranno piu' sottili e piu' chiari, per
cui i soggetti mediamente pelosi con 3 sedute in
tutto dovrebbero risolvere definitivamente il
problema.
Ho cominciato con braccia ed ascelle.....prima di
cominciare anche con le gambe...guardiamo un po' come
ne esco fuori!!!
Codice Stradale
Come avrete capito, o almeno era mia intenzione farvi
capire, in Giappone le leggi sono leggi, con quelle
non si scherza e se qualcuno sbaglia, paga. Nessuna
possibilita' d'appello.
I giapponesi gia' propensi per indole ad essere
fedeli al loro paese, sotto il rigido occhio della
legge, nemmeno morti contravverrebbero.
E' cosi' anche per quanto riguarda le regole della
strada. Io, per quanto posso, faccio come loro....ma
non perche' sono una brava cittadina, ma perche' mi
troverei in difficolta' a discutere con i poliziotti!
Se i cartelli stradali sono uguali ai nostri, tutto
il resto non lo e' propriamente.
Con il semaforo giallo ci si ferma, guai ad
accelerare e passare come dei matti. Il giallo appare
solo per una frazione di secondo, quindi il rischio
e' di passare con il rosso ed essere fermati dal
primo poliziotto disponibile (e non sono pochi!).
Le inversioni a U sono consentite solo su certi
tratti di rettilinei: se sull'asfalto e' riportata
una U con una freccia la manovra e' autorizzata,
altrimenti la soluzione e' proseguire sempre dritto,
a volte per chilometri. Far finta di accostare sul
lato opposto per poi intraprendere una
simil-manovra-a- U e' proibito, ne andrebbe della
vostra incolumita', gli automobilisti, in senso
contrario, non si fermerebbero, perche' "voi" state
infrangendo la legge...e comunque ne andrebbe anche
della vostra patente.
Gli scooter o le moto non possono zigzagare fra i
veicoli, neppure in attesa ad un semaforo. Sono
considerati veicoli a tutti gli effetti e come tali
devono rispettare la fila.
Le righe arancioni continue che si trovano vicino ai
semafori non sono valicabili, ne va sempre della
patente nonche' del portafoglio.
L'avvicinarsi a delle strisce pedonali e'
riconoscibile da una losanga bianca sull'asfalto ed
e' "obbligo" rallentare, anche se del pedone non c'e'
nemmeno l'ombra. I pedoni sono i re della strada:
hanno la precedenza su tutto e su tutti. Lo sanno e
ne approfittano, quindi che non venga mai in mente a
nessuno di non far attraversare un pedone mentre si
sta avvicinando alle strisce...perche' non esiste
minaccia per lui, attraversa comunque!
Nessuno in citta' supera i 50, ed anche in autostrada
sono rare le persone che superano il limite...ma per
i piu' spericolati...come noi...esiste un
dispositivo, autorizzato dal governo, che rileva le
postazioni di autovelox......che parla e che ricorda
continuamente di non accelerare, che potreste perdere
la patente o prendere multe salate....insomma se
tutte "le pacifiche regole del codice stradale
giapponese" non ci esimono dall'essere spericolati,
l'installazione sull'auto di una sorta di grillo
parlante governativo, ci aiutera'
sicuramente.
Intimidazioni
Ieri
leggevo sul Corriere della Sera della maestra di
Milano che ha tagliato la lingua al bimbo
chiaccherone.
Oggi lo raccontavo alle maestre di Bernardo (una
australiana ed una giapponese) come una cosa
dell'altro mondo, e Miss Lara (l'australiana)
concordava con me sull'assurdita' del gesto, mentre
la giapponese ci ascoltava, ci guardava e stava in
silenzio.
Finite le nostre considerazioni, Miss Eri ha preso la
parola, e ci ha raccontato che, nelle scuole
giapponesi, le maestre sulla cattedra hanno una
"mini-gigliottina", dove, agli studenti meno
ubbidienti, viene "imposto" di mettere dita o mani
per terrorizzarli ed impedir loro di compiere futuri
gesti poco appropriati per un aula! !
Izakaya
Un Izakaya (questi sono i kanji che si trovano su delle lanterne rosse all'esterno -居酒屋- ) e' un locale nato principalmente come luogo di incontro dopo il lavoro, dove poter bere e chiaccherare. Infatti i kanji che lo rappresentano sono: I che vuol dire rimanere, SAKE che e' il liquore tipico giapponese e YA il suffisso per negozio, la traduzione approssimativa potrebbe essere "locale per rimanere a bere". Negli ultimi anni gli izakaya non servono piu' soltanto alcolici, ma anche carne, sushi e sashimi, diventando cosi' simbolo di ristoranti tipici giapponesi a prezzi veramente economici. Generalemente negli izakaya, i clienti, ovviamente scalzi, siedono su cuscini poggiati su tatami e consumano i loro pasti su tavoli bassi. Birra giapponese, sake e te' verde sono le bevande che accompagnano i piatti e sono a pagamento, l'acqua viene sempre servita (in ogni locale) direttamente dal cameriere, che si preoccupa di riempire i bicchieri non appena vuoti, ed e' gratis. Insomma, vi trovate in Giappone e non sapete dove andare a cena??? Non suonate al nostro campanello, ma cercate una lanterna rossa......rimarrete piacevolmente sorpresi!
Condomini
Tokyo e' una vera
metropoli di cemento. Per motivi sismici, niente in
questo paese puo' durare per sempre. Ed un po' anche
il modo in cui i giapponesi intrepretano la vita: un
momento di passaggio, un velo di tristezza celato
negli occhi anche se la morte non fa loro paura .
Sulla base della transitorieta' delle cose, anche le
case per i giapponesi non rappresentano un bene
"assoluto" da possedere, anzi meglio affittarlo,
considerando che, nel caso di accensione di un mutuo,
nessuna compagnia assicurativa ha copertura contro il
rischio terremoto!!!
I cittadini piu' ricchi, che si possono permettere
una casa senza passare tramite una banca, investono
in piccole case di legno, talvolta cemento o in
condomini. I condomini sono bassi (nessun giapponese
abita in grattacieli!!!!) ed hanno generalmente tre
piani, che per noi sarebbero due, visto che quello
che loro chiamano primo piano per noi e' il pian
terreno. La maggior parte dei condomini ha un
portiere che si occupa, principalmente, di tutte le
pulizie dell'immobile, anche di quelle lungo la
strada di fronte all'immobile. La nostra famosa
pulizia strade, che ci impedisce di parcheggiare
liberamente quel determinato giorno della settimana,
qua non esiste, non e' pensabile che il Governo si
preoccupi di far pulire le strade, perche' questo e'
dovere assoluto del cittadino, punto e basta.
Comunque, la metratura media e' di 50 mq ad
appartamento, riscaldamento ed aria condizionata ci
sono grazie a dei termo-convettori (impianti a metano
non sono attuabili, per ovvi motivi di sicurezza), i
pavimenti sono generalmente di parque e moquette o
solo moquette, come a casa nostra e le cucine
bianche.
Gli appartamenti nelle mansions (come si chiamano qua
i condomini) sono tutti uguali, anche se sono di
proprieta'. Prima della loro costruzione, viene
sottoposto al nuovo possibile acquirente il
capitolato, che non puo' essere discusso, rifiniture,
cucina, bagni ed anche la struttura della casa non
sono negoziabili. Prendere o lasciare. Anche gli
elettrodomestici, che vengono forniti, non possono
essere cambiati, neppure per un semplice guasto.
Qualcosa non va ? Se ne parla con la societa' che
amministra la mansion, che gia' al momento del
capitolato ha deciso quali saranno i possibili "pezzi
di ricambio" e dara' istruzioni su dove e come
ottenerli.
Insomma, guai ad avere un appartamento diverso
dall'altro. Tutti rigorosamente uguali, stesse cose
per tutti, nessun optional per nessuno.
Considerazione personale: per essere un paese di
destra, il Giappone e' "estremamente comunista"!!