La Spesa
Tutto dipende da "cosa" vogliamo mangiare.
Ovviamente, se vogliamo "mangiare giapponese" trovare
del riso ed un po' di pesce non e' difficile, ed
anche il piccolo supermercato al di la' della
Inokashira Dori andra' benone.
Ma, cucina italiana? e pure con invitati ?
Iniziano i tormentoni.
Qualsiasi sia il menu scelto, anche la piu' banale
pasta al pomodoro con carne in forno puo' voler dire
visitare almeno 3 supermercati, quindi un enorme
dispendio di tempo ed energie, considerato che i
supermercati non aprono -mai- prima delle 10 del
mattino.
Lasciati i bambini a scuola, verso le 9,15, sarebbe
ottimale fermarsi e "fare i dovuti rifornimenti", ma
non e' possibile. Non e' neppure possibile fermarsi
ad un bar, con qualche mamma, o da sola, a prendere
un caffe', perche' anche quelli aprono alla stessa
ora. Allora, con la mia nuova bicicletta, rosso
fiammante e con 5 marcie, inforco la strada di
ritorno. Faccio le cose di casa da brava (?)
casalinga, quale sono diventata e poi riesco alla
ricerca "del cibo perduto".
I carrelli ai supermercati sono di taglia XXXXXXS,
c'entrano si' e no 10 minuscole cose, cosi' sono pure
costretta a prendere un cesto ausiliario, per...
facilitarmi la mobilita' all'interno del negozio,
dove i corridoi sono strettissimi, ed il raggio
d'azione e' ridotto ai minimi termini. Del resto,
perche' sprecare dello spazio, tanto sacro e costoso,
se i giapponesi sono piccoli e secchi ? Per mantenere
i giapponesi di queste dimensioni, anche le
confezioni vendute sono ridotte. Nel banco verdure si
trovano confezioni con quantita' esigue di prodotto:
30gr di piselli, 20 fagiolini, 1 carota, 1 cipolla, 1
capo d'aglio, 6 mini-aspargi, insomma per noi nemmeno
delle mono-porzioni!
La contrapposizione sta nel supermercato americano
COSTCO, dove invece tutto e' eccessivo: confezioni da
70 kg di pollo o 42 bistecche di manzo, 80 panini, 10
kg di spinaci, 200 kiwi! Insomma, di una sana via di
mezzo neppure l'ombra.
Comunque, raccapezzato tutto l'occorrente
raccapezzabile, mi avvio verso la cassa, che e' un
paradiso. Mentre gli oggetti passano sul lettore a
fibre ottiche, il cassiere a voce alta ripete il
prezzo del prodotto, nel caso avessi qualche
immediata contestazione da fare.
Tutte le paure di essere "fregata" svaniscono
ulteriormente: nessuno mi domandera' mai :" ma quanto
mi ha dato?" iniziando cosi' una diatriba senza fine,
perche' il cassiere giapponese sa di dover essere
onesto. Infatti, sopra la cassa c'e' un piccolo ferma
soldi, dove viene messa la mia banconota. Mi danno il
resto, contando ben 2 volte -davanti ai miei occhi- i
soldi che mi spettano, e porgendomi gli spiccioli con
la loro mano sotto la mia, per evitare che vadano in
terra, nel caso cadessero! Se il pagamento avviene
con carta di credito, invece, il cassiere ha il
dovere (senza alcun tipo di ironia!) di spuntare
tutti gli ammontari, mostrando i vari oggetti ed
infine cerchia il totale dello scontrino e quello
della ricevuta della carta di credito per farmi
capire che non ci sono differenze!
Il Giappone e' il paese indiscusso del servizio.
Nessuno bada al tempo che occorre a fare qualcosa per
un cliente, ma il cliente deve essere sempre servito
con tutti i riti del caso.
Un cliente insoddisfatto e' per loro una sorta di
"disonore"!
Uscita dal primo negozio, mi aspettano - come minimo
- altri due supermercati della zona e mentro torno a
casa, rigorosamente a piedi (rari sono i supermercati
con i parcheggi) e carica come un ciuco, mi domando
perche' mai, Marco, i suoi clienti non li porta a
ristorante !




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