Gente Giovane, Gente Nuova
In tutta onesta’ a me
Rosy Bindi e’ sempre piaciuta parecchio. L’ho
incontrata qualche anno fa in Ambasciata a Tokyo dove
incontro’ un gruppo di donne italiane. Rimanemmo
tutte entusiaste. Ci conquisto’. Ci conquisto’ la sua
intelligenza, la sua ironia, la sua profondita’ ma
anche la sua assoluta semplicita’. Ma, quello che
piu’ ci colpi’ fu il fatto che ascoltasse. I
politici, invece, generalmente non ascoltano quello
che la gente ha da dire, vanno dritti per la loro
strada, supponenti, convinti di sapere tutto di tutte
le realta’ italiane dalle Alpi alla Valle dei Templi.
I nostri politici amano sentirsi parlare, amano il
tono della loro voce. Sono talmente presi dal loro
ego, che perdono di vista quello per cui sono li’:
governare un paese.
Ma ancora, in tutta onesta’ io non penso che Rosy
Bindi sia la candidata giusta, mi pare piuttosto
l’agnello sacrificale, e prima come donna e poi come
cittadina, dico no a questo “martirio”.
E non sopporto neppure che i vari Prodi, D’Alema, e
Veltroni si spertichino in dichiarazioni piu’ o meno
a favore. Loro hanno gia’ fatto il loro corso, e che
ci piaccia o no, hanno fallito, per cui sarebbe prova
d'intelligenza che lasciassero il passo ad altri piu’
giovani, senza aggirarsi fra le stanze e fare le
eminenze grigie. Il paese non ha piu’ bisogno di
loro, il mondo va avanti. Non esiste che dopo tutto
lo sventramento del PD, ancora questi signori, e ci
aggiungo pure Vendola, continuino a dilaniare il
partito. Abbiamo bisogno di unita’, dobbiamo far
quadrato attorno al candidato prescelto, ma il
partito ha anche il dovere di giocare la sua migliore
carta. Le prossime elezioni vanno vinte. Vanno
riprese regioni e citta’ passate all’opposizione.
Vanno vinte senza sventolare lo spauracchio
Berlusconi, vanno vinte con dei programmi precisi e
concreti.
Vanno vinte ridando al paese Italia credibilita’,
ri-penalizzando il falso in bilancio, togliendo
l’immunita’ parlamentare, ridistribuendo le quote TV
equamente, snellendo la burocrazia, combattendo
l’evasione fiscale, e soprattutto rimanendo compatti.
Se c’e’ una cosa che dall’esperienza del PDL dobbiamo
imparare e’ stare uniti, attorno al proprio leader.
E’ il momento dell’unione – ce l’ha ricordato anche
Benigni a Sanremo – basta con l’Italia dilaniata,
dobbiamo essere uniti in un’unica direzione.
E questo PD che non ha nessun capo carismatico, cosa
fa? Decide di puntare sulla Bindi. Io voglio uno
donna al Governo alla guida del Governo, ma non credo
che la Bindi sia la scelta giusta.
Abbiamo bisogno di un leader giovane, un leader
nuovo, con fuoco nelle vene, che con ardore ed amore
ricostruisca questo paese finito nella melma.
E se non fossero bastati i politici italiani degli
ultimi 20 anni a ridurre il paese allo spettro di se’
stesso, ci si sono messi pure gli americani che
“aiutano” Berlusconi – per un loro mero rendiconto –
anche se reputano il nostro Primo Ministro “uno
stupido utile”.
Bene, se la politica fosse davvero politica, ed il
rispetto fosse davvero rispetto, gli americani
vorrebbero “uno statista capace ed utile”, che
risolva i problemi con il dialogo, e la capacita’ di
trattativa. Noi, sebbene un piccolo paese, non
dobbiamo essere alla merce’ ne’ degli americani, ne’
dei russi, ne' dei cinesi, prossimi in lista a
comandare il mondo. Dobbiamo essere abili in politica
e dialettica e giocarci bene le nostre carte
affinche’ si possa anche dare piu’ basi agli
americani, ma in cambio non si permetta il declino.
Ed ancora, ce lo ricordava Benigni, l’Italia ha avuto
prima la cultura dell’Unita’ politica ed ora che
abbiamo 150 spazziamo via la cultura, lasciandola
senza finanziamenti.
La meritocrazia non esiste piu’, esiste chi trova
lavoro solo perche’ conosce questo o quell’altro, lo
ricordava Storace ad Annozero la scorsa settimana,in
una confessione tristemente accusatoria di un sistema
malato. Chi non conosce nessuno, invece, fa numero
dentro la grande percentuale di disoccupati.
Gli spericolati anni 80 ci hanno dimostrato che la
speculazione finanziaria folle e spregiudicata ci ha
portati al collasso economico. Le nostre banche –
sono state un pochino piu’ oculate e non hanno subito
“crolli” o fallimenti, ma non elargiscono prestiti
alle aziende per rinnovi tecnologici, per ricerca e
sviluppo, per investimenti in risorse umane. Il
piccolo imprenditore o il piccolo artigiano e’
costretto o a dar fondo ai propri risparmi pur di
salvare l’azienda, o a chiuderla precludendo cosi la
possibilita’ anche ai propri dipendenti di creare e
far girare l’economia. Non dimentichiamoci che per
ogni assunzione, ogni imprenditore corrisponde una
somma di denaro allo Stato. Ecco io credo che
paradossalmente dovrebbe essere lo Stato a pagare
l’imprenditore per il servigio che rende. Lo Stato
deve essere grato con chi rende il paese ITALIA un
paese migliore, con possibilita’ lavorative ed
imprenditoriali. Senza arrivare al paradosso, pero’,
sono fermamente convinta che l’imprenditore che crea
lavoro non debba corrispondere niente allo Stato. E
men che meno in momenti di crisi come questa. E’ lo
Stato che si deve dimostrare oculato, ridurre le
proprie spese, ed i propri guadagni perche’ settori
come l’istruzione, la sanita’ e l’imprenditoria non
siano penalizzati. E certo non possiamo pensare di
risolvere tutto con le privatizzazioni: sanita’ ed
istruzione sono e devono rimanere pubbliche perche’
sulle pari opportunita’ si basa una democrazia.
Mancano asili, mancano scuole, mancano insegnanti
motivati, e soprattutto mancano insegnanti uomini. I
nostri figli hanno bisogno di entrambe le energie per
crescere equilibrati. Hanno bisogno di insegnanti
maschi, ma la cultura del machismo e del celodurismo
degli ultimi 25 anni ha fatto dimenticare agli uomini
quanto il loro ruolo sia fondamentale nella crescita
di un bambino e di un adolescente. Il corpo docente
dei nido e delle scuole d’infanzia e’ solo femminile.
Perche’? un uomo si sentirebbe meno uomo a prendersi
cura di un bambino in una scuola?
Il lavaggio mediatico che il nostro cervello ha
subito negli ultimi anni e’ spaventoso. I ragazzi
rincorrono il sogno di diventare divi TV, o di un
reality: tanti soldi con il minimo sforzo.
Ecco, dobbiamo ridare fiducia ai nostri giovani,
dobbiamo far vedere loro che le strade per la
realizzazione personale sono molteplici e non sempre
passano per la strada del compromesso, o la strada
piu’ facile.
E noi abbiamo un impegno con questi giovani, perche’
dobbiamo lasciar loro un mondo migliore di quello che
abbiamo trovato. Per questo bisogna investire in
energie alternative, uscire dal giogo e dal gioco
pericolosissimo del petrolio.
E non possiamo piu’ permetterci di aspettare, di
rimandare, perche’ il clima si e’ modificato
drasticamente, le zone deserte, aride saranno sempre
di piu’ e sempre meno sara’ il terreno agricolo su
cui far crescere il nostro cibo. I ghiacci si stanno
sciogliendo e gli scienziati considerano che da qui e
10 anni molte terre saranno sommerse. Cosa facciamo
noi? Cosa fa il Governo per invertire questa
tendenza? Dobbiamo investire nella ricerca dove
abbiamo sempre eccelso, dobbiamo evitare la
fuoriuscita di geni e dar loro la possibilita’, nel
loro paese, di dimostrare quanto valgono. Dobbiamo
tagliare con il passato, con lobbies e famiglie
potenti che manovrano la politica in cambio di voti.
La politica siamo noi. Noi cittadini, che ci
arrabattiamo da mane a sera per far quadrare i conti,
per riuscire a pagare un mutuo senza dover chiedere
aiuto alla famiglia, che viviamo in case normali,
alla periferia della citta’, siamo la politica. Non
ho mai visto un politico, se non in campagna
elettorale, andare di citta’ in citta’, di paese in
paese ed ascoltare la gente, ascoltare i problemi, le
preoccupazioni, le soluzioni della gente. Questi
politici non ci rappresentano. Rappresentare
significa farsi interprete di interessi, opinioni ed
esigenze di altri, ma loro continuano a fare la loro
bella vita, con le loro belle machine, nelle loro
belle case del centro (a prezzi di favore), le loro
belle vacanze da sogno sulle loro barche da prezzi
impensabili, i loro pullovers di cachemere e
soprattutto sono impegnati ad evitare processi.
Beh, io sono stanca di questa gente: e’ l’ora di
voltare pagina, e’ l’ora di gente giovane, e’ l’ora
di gente nuova.




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