Piste Ciclabili
Il nuovo Primo Ministro, Yukio Hatoyama, a New York
durante il summit sui cambiamenti climatici, ha
ufficialmente dichiarato che il Giappone dovra'
ridurre le proprie emissioni del 25% entro il 2020,
cambiando l'utilizzo dei mezzi di trasporto .... da
quelli a benzina a quelli a due ruote, prediligendo
principalmente le biclette che, oltre a non
danneggiare l'ambiente, aiutano pure la gente a
mentenersi in forma!
Non che le biciclette non vengano utilizzate, anzi,
anche se al momento le principali utilizzatrici sono
le mamme, l'80% dei possessori, ma non vengono
considerate un vero e proprio mezzo di trasporto, e
come tale non hanno le strutture per sostenere questo
tipo di viabilita'. Hatoyama-san e' ben piu'
ambizioso vuole invogliare una bella percentuale di
pendolari del treno, e delle auto a pedalare.
Ma qui non siamo ne' in Danimarca, ne' in Germania, e
le piste ciclabili restano un miraggio. Al momento
vengono utilizzati marciapiedi, dove -comunque
secondo il codice della strada- le bici sono vietate,
e strade, dove i ciclisti vanno in tutti i sensi,
noncuranti della pericolosita'. Nell'ultimo decennio
il numero degli incidenti che ha visto coinvolti
ciclisti e' salito del 4,5% raggiungendo 2942 vittime
nel 2008, ed il 65% dei 717 pedoni uccisi, nello
stesso anno, sui marciapiedi aveva superato i 65
anni.
I vari progetti, presentati fino adesso, prevedono la
costruzione di piste dedicate solo in zone
specifiche.
Shibuya, che non e' nella lista delle zone
specifiche, ha pensato ad una soluzione tutta
particolare, ridurre la velocita' delle automobili da
50 km/h a 30 km/h per permettere la convivenza in
corsia (nella stessa direzione) con le biciclette,
promovendo il progetto con lo slogan :" le piste
ciclabili costano e hanno bisogno di tempo per essere
costruite, mentre ridurre la velocita' e' di semplice
attuazione ed assolutamente gratuito"! Vero e' che la
soluzione e' gratuita, ma la citta' andrebbe ad un
ritmo da corteo funebre!
Le soluzioni sono molte ma tutte poco attuabili,
Tokyo e' una citta' dagli spazi ristretti, dove anche
le biciclette non possono essere parcheggiate
liberamente: un incremento esponenziale di ciclisti
porterebbe alla costruzione di nuovi parcheggi, che
ovviamente sarebbero a pagamento, minando quel
concetto di "liberta'" ed "ecologia" che invece si
vorrebbe promuovere.




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