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Aftermath

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E cosi' sono tornata a Tokyo. 2 settimane a Fukuoka, anche se eravamo partiti per star via 2 massimo 3 giorni. Ed invece la centrale nucleare ci ha tenuti e ci tiene con il fiato sospeso.
Tokyo sembra uguale a prima di quell'11 di marzo, ma non lo e'. I negozi hanno scaffali vuoti, i termosifoni sono spenti, le luci nei supermercati sono accese per meta'.
Il Tohoku, la regione colpita dallo tsunami, a detta di tutti e' una zona "povera", pero' pare che tutto il Giappone dipenda da essa. I filtri per le sigarette vengono fabbricati da aziende con sede in questa zona, per cui pare che fra un po' non ci saranno piu' nemmeno le "mitiche bionde" a stemperare la tensione di questo popolo, che ancora permette il fumo nei locali.
Le aziende automobilistiche hanno molte fabbriche qua, e sia Nissan che Honda sono vincolate con le consegne da pezzi che da questa zona, al momento, non possono essere forniti. Lo stesso vale per delle parti destinate all' IPad2 della Apple.
Latte e verdura sono quasi spariti dal mercato, a quanto pare anche questi venivano prodotti principalmente qui. Ed infine la tristemente famosa centrale nucleare che con tutte le scorie radioattive che getta in mare (l'acqua radioattiva drenata dalle centrali che fine fara'? mica la usano i managers della Tepco per i gargarismi) ha compromesso anche la pesca e con questa anche i piatti della cucina giapponese che tutto il mondo invidia: sushi e sashimi! Non che prima l'acqua dell'Oceano fosse perfetta, il mercurio la faceva da padrone, ma adesso anche il "buon" mercurio se la dovra' vedere con altre sostanze radioattive.
E se la dieta si puo' cambiare, la pezza messa sopra all'energia per incentivare il risparmio e' quanto meno fantozziana. Nell'edificio dove lavora Marco, oltre a spegnere i termoconvettori, hanno invitato tutti a portarsi da casa un asciugamano, perche' gli asciugatori elettrici in bagno non saranno piu' in funzione. In tutto questo nessuno ha pensato, per ridurre i consumi di energia, ad introdurre l'ora legale, a far aprire i negozi dalle 8 di mattina alle 5 di sera, a vietare gli inutili straordinari che questa popolazione ama per spirito di sacrificio, e non per necessita': insomma qua nessuno pensa, o se lo fanno, non lo dicono tenendo il paese, e non solo, attaccato ad un filo sottile.

Vi riporto una serie di informazioni sulla situazione post-terremoto. Ognuno poi trarra' le conclusioni piu' appropriate.
1)Sismologi dell'Universita' di Kyoto hanno rilevato che il terremoto dell'11 marzo ha provocato una rottura della crosta terrestre lunga 400 km e larga 150, e seduta su una dell'estremita' c'e' Tokyo. Un terremoto violento, con epicentro piu' vicino alla capitale segnerebbe la fine della capitale stessa.
2)La maggior parte delle centrali nucleari sono sulla costa del Pacifico alla merce' di terremoti e di tsunami. Tokyo si trova equidistante fra la centrale di Fukushima e quella di Shizuoka, che e' pure vicina al monte Fuji, che e' ancora un vulcano a tutti gli effetti.
3)La centrale nucleare di Fukushima perde. Perde si' cesio 137, ma soprattutto perde plutonio. Tempo per "liberarsi" del plutonio: 24000 anni!
4)Solo dopo 18 giorni, il Giappone chiede aiuto alla Francia per gestire l'emergenza nucleare.
5)La Tepco, la societa' privata che gestisce la centrale di Fukushima, era' gia' stata richiamata piu' volte sia dalle autorita' giapponesi sia' degli enti internazionali, era stata piu' volte costretta a pagare delle penali, ma ha continuato a non fare quello che avrebbe dovuto fare.
6)Tepco ed il Governo giapponese tacciono sulle vere "condizioni" della centrale.
7) gli "zingari dell'atomo" sono i lavoratori stagionali delle centrali nucleari. Incuranti del pericolo radiazioni lavorano pur di mandare i soldi alle loro famiglie. La loro paga e' bassissima anche considerando il rischio che corrono.
8)lo scorso 13 marzo il Governo ha elevato il limite massimo di "esposizione" giornaliera alle radiazioni, portandolo da 100 a 250 millisievert: dodici volte in piu' rispetto a quello consentito nelle centrali inglesi e francesi.
9) Il Governo non ha evacuato nessuno dei residenti entro gli 80 Km dalla centrale.


La vita a Tokyo sembra normale, ma non lo e', come non lo e' nel resto del Giappone. E, purtroppo, non lo sara' per molto, molto tempo.
Pero' vi vorrei chiedere una cortesia, noi gia' ci siamo attivati per aiutare la gente del nord, ancora non raggiunta dagli aiuti, che sta morendo sia di freddo e di stenti: se potete aiutare in qualche modo, vi prego di farlo... il Giappone e' si' la terza economia mondiale, ma la gente, la gente comune, sta di solito su una pagina diversa della storia
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