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Problemi con la vostra banana ???

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Problemi con la vostra banana??? se il gusto del vostro frutto preferito, durante il trasporto da casa all'ufficio, al mare, al rifugio in montagna, e' minacciato dalla borsa o dallo zaino ... allora e' tempo per voi di acquistare (momentaneamente disponibile solo in Giappone) il banana-case .... l'astuccio porta banana, in plastica colorata.
Si accettano ordinazioni. Consegna: il prossimo giugno!

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de gustibus

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Il sistema scolastico giapponese, specialmente a partire dalle scuole medie, e' estremamente selettivo.
Gli studenti devono sostenere esami difficili, con complessa (e costosa) preparazione, per vedere un giorno i loro sogni di successo avverarsi.
Ora e' capitato che nella scuola superiore Kanda Prefectural a Hiratsuka 22 studenti, che avevano passato l'esame, non siano stati ammessi a causa delle
loro unghie lunghe e laccate, piercings, capelli "tinti" o altri ostentati, estremi "esibizionismi".
Come dicevano i latini... de gustibus ...
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Popolo del Mare

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Mi sono appropriata di un nome GORMITICO, per affrontare con argomento che ho cercato di sviscerare anche con un nostro amico giapponese, la cui preparazione culturale fa impressione. Oltre a parlare correttamente 5 lingue (fra cui il finlandese) conosce la storia europea a menadito il che lo fa uno dei miei piu' graditi interlocutori.
Gli ho posto una domanda, che mi frullava per la testa da tempo, convinta che mi aiutasse a capire.
In realta', grazie a lui, ho compreso, ma non ho capito.
Il Giappone, come isola, non ha dato i natali a nessun navigatore famoso, i giapponesi hanno sempre e solo pescato nelle loro acque, mai hanno pensato di allontanarsi dalle loro coste per vedere oltre, anche -magari fosse stato- con spirito colonizzatore.
La cosa a pensarci bene, almeno per me, e' incredibile. Nessun popolo affacciato sul mare mai, ha viaggiato per mari cosi' poco come i giapponesi.
Fenici, Vichinghi, Arabi, Greci, Romani per passare poi a Spagnoli, Olandesi Portoghesi, Inglesi e Francesi sebbene non fossero isole, (ad eccezione della GB) e quindi potessero allargarsi, espandersi, aprire i loro orizzonti anche via terra, hanno utilizzato il mare come meglio non avrebbero potuto.
Navi, rotte, stelle tutto e' nato dai popoli del mare, pronti ad affrontare l'ignoto per la sete di conoscenza, per la voglia di opportunita', per uscire da carestie.
Citta' sul mare ricche, piene di prodotti "esotici", di spezie, di pietre preziose, di animali. Citta' sul mare crogiuoli di culture, di razze, citta' sul mare cosmopolite, tolleranti.
Ma non in Giappone.
Il nostro amico riconduceva il tutto agli shogunati, dove i Signori possedevano limitati appezzamenti di terreno ed un numero cospicuo di persone alle loro "dipendenze". Ma questo non mi aiuta a capire, se penso alle Repubbliche Marinare.
Ha inoltre aggiunto che gli shogun non permettevano la costruzione delle chiglie, in modo che le barche fossero e rimanessero piuttosto delle zattere. Ma questo non mi aiuta, se penso, per esempio, agli arsi vivi per stregoneria pur di perseguire le loro strade.
Ha, infine, sottolineato che il Giappone -come tale- e' un paese giovane e pertanto prima ha pensato alla propria unificazione. Ma questo non mi basta, se penso alla Prussia.
Insomma un paese diviso per secoli, senza alcun interesse verso l'esterno, che e' stato avvicinato dai cinesi, dai quali hanno appreso la scrittura, il buddismo e l'arte di cuocere i cibi (riso escluso), dai coreani, dai quali hanno appreso l'arte della ceramica e della cottura alla griglia.
Poi e' come se il tempo si fosse fermato.
In seguito il paese viene unificato, via gli shogun, ecco l'imperatore. Poi arriavano portoghesi, olandesi, inglesi ed infine gli americani.
Il paese si apre al mondo: comincia ad organizzarsi, comincia a crescere un sentimento nazionalista che lo portera' nella varie guerre, fino a quella mondiale.
Forse il nostro amico ha, davvero, ragione non ci si deve chiedere perche', guardando questo popolo, non ci sono risposte precise, risposte razionali, che - per chi come noi nati nella patria del Rinascimento- siano accettabili. Ma io non posso fare a meno di cercarle.

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BLD

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BLD sta per babies love dance ( ai bambini piace ballare) ed e' una moda tutta americana che ha invaso -e come poteva essere altrimenti- anche il mercato giapponese.
Discoteche, quindi, per bimbetti pronti a scatenarsi in piroette poco credibili e difficilmente a tempo di musica, ma dove i bambini sono liberi di sfogare tutte le loro energie, e dove i genitori possono ritrovare l'atmosfera della loro gioventu', quella che avevano prima di avere figli (dice la pubblicita'!)
Il prossimo evento sara' in un locale di Shibuya il prossimo 7 dicembre dalle 2 alle 5 del pomeriggio, 6000 Yen gli adulti, 4000 Yen i bambini fino a 12 anni. "Non-deambulanti" gratis: sara' perche' non possono calcare la scena ???

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Marco e ...

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Le foto si commentano da sole.
Altre nel "reparto foto"

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Caccia

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Saranno state le 17:00 di ieri pomeriggio.
Eravamo tutti stanchi, perche' - a parte Vittoria impegnata personalmente nelle gare - noi altri eravamo stati seduti tutto il giorno sugli spalti della piscina della St. Mary's a respirare cloro e udire grida di incitamento, fra un andirivieni di gente da capogiro.
Suonano alla porta.
Vado ad aprire e ... 2 poliziotti, insieme ad un altro signore, la macchina della polizia con il lampeggiante acceso, sono proprio di fronte a casa: casa nostra!
Chiamo Marco, non vorrei fare delle cattive interpretazioni in giapponese, per finire al fresco, subito. Marco fornisce loro delle spiegazioni, ma il poliziotto pare non contento, neppure il signore.
CI chiede quanti figli abbiamo, e li vuole vedere per un confronto diretto, subito, con il signore.
Il signore li guarda, li scruta e fa cenno di no con la testa.
Il poliziotto si scusa e si accomiata.
La cronaca: un bimbo, in giro nel vicinato con la sua bicicletta, sbatte accidentalmente contro la macchina del signore. Il signore si ferma, ma non fa a tempo a bloccarlo, e' pero' in grado di riconoscerlo. Il bambino, nel frattempo, si e' allontanato, perche' non ha pensato fosse importante, fosse grave.
Ma il signore non demorde, magari pur pensando che questi bambini stranieri siano delle brutte bestie maleducate. Va alla polizia, che pronta ed efficiente si mette alla ricerca del bimbo.
Saranno state le 17:00 di ieri pomeriggio. Suonano di porta in porta, a tutti i campanelli delle famiglie straniere, fra cui la nostra. Caccia al bambino, al bambino pericoloso, che sbatte accidentalmente nelle macchine, non si ferma e non fa la constatazione amichevole, non chiede scusa e magari non fa neppure Seppuku.
Chissa' se l'hanno trovato. Spero di no.

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...ma


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... non esiste l'aborto terapeutico. Non esiste per Legge.

W le donne chi le sostiene, che fa leggi per loro, chi le rispetta (ma chi ???).
Siamo stufe delle Carfagna (che non ci rappresentano), dei Feltri e dei La Russa, dei Governi giapponesi che approvano il Viagra in 3 giorni, delle infibulazioni.
Siamo stanche di chi pregiudica le nostre professionalita', di chi ci giudica solo per il sesso, di chi ci considera solo una proprieta' e di chi, per incapacita', ci preclude ogni successo.

E la colpa e' nostra...che educhiamo figli maschi.

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Pio, la nostra ispirazione

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Da un articolo di Pio, che segue, segue e segue.
Meditate.

Tsuneo Akaeda ha 67 anni. Per quarant’anni ha fatto il ginecologo in un ospedale pubblico di giorno e praticato aborti, che in Giappone sono legali fino al sesto mese, il pomeriggio, in una clinica privata. Ora è in pensione, ma come tutti i giapponesi, continua a lavorare. Di notte. Da mezzanotte all’alba lo trovi appollaiato su uno sgabello di Komaba Hiroba, una delle poche piazze “naturali” di Tokyo, nel bel mezzo del quartiere “luccicante” di Shinjuku (foto). Davanti a lui, un tavolino con un cartello che è tutto un programma: “parla, ti ascolto gratis”. L’argomento è sottinteso. Come affrontare, in fretta, con discrezione e risparmiando il più possibile, un aborto, lo strumento di regolamentazione delle nascite più diffuso dell’arcipelago: 500 mila l’anno (In Inghilterra, che detiene il record europeo, sono “appena” 116 mila). Un’ecatombe: si calcola che in Giappone, un po’ per ignoranza e sciatteria, un po’ per scelta e spesso perfino per calcolo, una gravidanza su 4 venga interrotta volontariamente. Davanti al dr. Akaeda c’è la fila: prostitute, casalinghe rimaste intrappolate da una relazione effimera e casuale, donne sposate che “non pensavo che…”, ma soprattutto ragazzine. “Molte hanno 13, 14 anni, e alcune sono recidive – spiega Akaeda - fanno sesso per gioco, per noia, spesso vengono violentate in famiglia o dai loro coetanei. Ma non hanno nessuno con cui parlare, nessuno con cui condividere quello che tutto sommato non considerano nemmeno una dramma, ma un semplice fastidio, una scocciatura imprevista. La loro preoccupazione maggiore è quella di mantenere il segreto e come racimolare i soldi: in famiglia non c’è né comunicazione né solidarietà, i genitori pensano che regalando loro un telefonino e pagando la bolletta in qualche modo le controllino. Balle. Non se ne rendono conto, ma non fanno altro che sovvenzionare i loro intrallazzi sessuali. Perché se chi le ha messe incinta se ne frega, e succede nella maggior parte dei casi, queste ragazzine sono costrette a prostituirsi. E una volta scoperto che in questo modo è facile far soldi, non ne escono più. Assenza di valori morali, varietà e insaziablità della domanda rendono questo settore il più vitale dell’economia nazionale”. Così parlò Akaeda. Sono le 3 di notte. Mettersi a pensare è difficile, a quest’ora, ma il terzo turno di Tokyo offre, e impone, anche questo.

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Boh...


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Sfrutto un articolo del Japan Today che Pio ci ha suggerito di leggere, per condividerlo con Voi.
E...non c'e' mai fine al peggio!


Woman jailed after 'killing' virtual husband
Friday 24th October, 06:17 AM JST
TOKYO —
A 43-year-old player in a virtual game world became so angry about her sudden divorce from her online husband that she logged on with his password and killed his digital persona, police said Thursday. The woman, who has been jailed on suspicion of illegally accessing a computer and manipulating electronic data, used his ID and password to log onto the popular interactive game “Maple Story” to carry out the virtual murder in May, a police official in the northern city of Sapporo said. He spoke on condition of anonymity because of department policy. “I was suddenly divorced, without a word of warning. That made me so angry,” the official quoted her as telling investigators and admitting the allegations. The woman, a piano teacher, had not plotted any revenge in the real world, the official said. She has not yet been formally charged. If convicted, she could face up to five years in prison or a fine up to 500,000 yen. Players in “Maple Story” create and manipulate digital images called “avatars” that represent themselves, while engaging in relationships, social activities and fighting monsters and other obstacles. In virtual worlds, players often abandon their inhibitions, engaging in activity online that they would never do in the real world. For instance, sex with strangers is a common activity. The woman used login information she got from the 33-year-old office worker when their characters were happily married to kill the character. The man complained to police when he discovered that his online avatar was dead. The woman was arrested Wednesday and taken from her home in southern Miyazaki to be detained in Sapporo, where the man lives, the official said. The police official said he did not know if she was married in the real world. Bad online behavior is usually handled within the rules set up by online worlds, which can ban miscreants or take away their virtual possessions. In recent years, virtual lives have had consequences in the real world. When bad deeds lead to criminal charges, prosecutors have found a real-world activity to cite—as in this case, in which the woman was charged with inappropriate computer access. In August, a woman was charged in the U.S. state of Delaware with plotting the real-life abduction of a boyfriend she met through the virtual reality website “Second Life.” In Tokyo, a 16-year-old boy was charged with stealing the ID and password from a fellow player of an online game in order to swindle virtual currency worth 36 million yen. Virtual games are popular in Japan, and “Second Life” has drawn a fair number of Japanese participants. They rank third by nationality among users, after Americans and Brazilians.

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Tokyo in bicicletta

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Su Vanity Fair (Italia) di questa settimana (quello con Angelina Jolie -tanto per cambiare- in copertina) c'e' un fantastico articolo su Tokyo.
2 pagine piene zeppe di curisita', di cose da fare a prezzi ragionevoli (e vi assicuro che si puo' pranzare anche con 500 Yen, al cambio di oggi 3,75 Euro,
seduti comodamente, incluso dolce e caffe'), e di luoghi interessanti da vedere.
Da' per scontato che sia "cool" andare in bicicletta, piuttosto che in metropolitana, indica un fantastico sito a cui rivolgersi, per noleggiarla, rammenta a tutti che non ci sono piste ciclabili, ma che si puo' girare sui marciapiedi, ma quello che si e' dimenticato di dire e' che e' il mezzo di trasporto piu' pericoloso.
L'80% degli incidenti stradali, mortali sono causati da biciclette.
Meditate.

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Sicurezza

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Problemi di stabilita' con la vostra macchina ? questo sistema "ingegnosissimo" vi aiutera'.
2 pezzi di legno ed una corda saranno sufficienti, prezzo modico, per un congegno apparentemente funzionante.

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Il va sans dire

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Casa

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Una gita a Kawasaki al Japan Open Air Folk Museum ci ha fatto rivisitare le case giapponesi di una volta.
Divertitevi.

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Preparazione

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Tutto e' gia' pronto.
Nella fabbrica Gaito'en a Seto nella prefettura di Aichi hanno gia' confezionato i bufali (3 milioni) da vendere per l'inizio del nuovo anno.
Infatti secondo il calendario cinese, l'anno prossimo sara' l'anno del bufalo (o toro o bue -
Niu-) che prendera' il posto del piu' piccolo topo.
Curiosita' i nati negli anni del bufalo (2009-1997-1985-1973-1961-1949-1937-1925-1913-1901)
sono pazienti e poco loquaci, ma ispirano grande fiducia.

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Passioni, ovvero tutto cio' che fa esotico

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La passione dei giapponesi per i nomi stranieri e' risaputa. Ovunque incombono le scritte in katakana (la traslitterazione in sillabe per le parole di origine straniera), dal nord al sud, da est ad ovest: nessun angolo escluso.
Anche per le automobili c'e' questa ricerca maniacalmente assurda per il nome straniero: si va dal March (marzo per gli inglesi) che e' la nostra Micra della Nissan alla Murano (sempre Nissan), dalla Alto della Suzuki alla Vamos della Honda.
C'e' anche la CALDINA della Toyota, che in Italia e' stata ribattezzata Carina e la Stepwagon (o macchinastra... tipo stepsister come la sorellastra di Cenerentola) sempre della Honda.
Ma se questi nomi ancora possono essere "tollerati", perche' si cerca di rendere le automobili un vero e proprio oggetto del desiderio dando loro un nome
inverosimilmente esotico, quando sulla 246 (strada voluta da MacArthur alla fine della II Guerra Mondiale) ci si imbatte nel salone di bellezza "POPPO", la prima domanda che sorge spontanea e': "ma ne vale davvero la pena "???

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Uniformi

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Guardate un po' come questo "signorino" si presenta tutte le mattine a scuola.
Come ???
No, no.... il nodo non va fatto tutte le mattine....la cravatta ha un comodo elastico!!!!

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Caratteri Ereditari

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La principessina Aiko, figlia del futuro imperatore, purtroppo ha preso tutto da babbo, non redendola per niente attraente.
Il mistero dell'ereditarieta' .... che a volte -purtroppo- condanna per sempre.

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Soba

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La soba, tipica della cucina giapponese, e' una pietanza fatta da grano saraceno, solitamente bollita e servita con varie guarnizioni e condimenti.
La piu' diffusa è la kake soba (soba in brodo) consistente in queste simil-tagliatelle di soba bollite e servite in tazza con del brodo caldo e guarnita con fettine di negi (cipollotto).
La soba Ni-hachi ("due-otto") consiste invece in due parti di farina di frumento e otto di farina di grano saraceno.
Nei mercati è possibile acquistare tagliatelle di soba essiccate con buste di brodo istantaneo (men-tsuyu) per facilitarne la preparazione in casa.
La soba viene sempre mangiata con i bastoncini ed in Giappone è tradizionalmente considerato educato mangiarla rumorosamente (tsuru-tsuru), ma guardatevi bene dal soffiarvi il naso a tavola!!!

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MammaMia

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Non c'entra niente col Giappone, ne' con la famiglia .... solo un suggerimento
guardatevi Mamma Mia, cast d'eccezione, ambientazione d'eccezione e colonna sonora d'eccezione.
Le risate non mancheranno.
Buona Visione

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ma davvero Bush e Koizumi hanno distrutto il Giappone ?

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Un'idea di quello che pensa Minoru Morita sul Giappone e sull'influenza USA.
(Curing Japan's America Addition by Minoru Morita - Chin Music Press - Seattle 2008 224 pg.)

Dal Japan Times articolo di E. Johnston

Minoru Morita is one of Japan's most prominent and respected political analysts. And he's mad as hell at what he believes are the social and economic crimes committed by former Prime Minister Junichiro Koizumi and U.S. President George W. Bush against the Japanese people since 2001.
Morita's list of complaints ranges from Koizumi's economic revolution, which, he asserts, was manipulated by the Bush administration, to U.S. pressure on Japan to change it's Constitution in accordance with America's "global war strategy."
Angered by the 2005 agreement to realign U.S. bases in Japan, Morita became an activist and worked to get former Iwakuni Mayor Katsusuke Ihara, who opposed the agreement, re-elected this past February. Ihara was narrowly defeated by pro-base candidate Yoshihiko Fukuda.
In a chapter entitled "The Battle for Iwakuni City," Morita recounts his experience with a mayoral campaign marked by fear. As a reporter who covered the election, I can confirm some of what Morita asserts, including his claim that Fukuda's supporters worked hard to convince voters that if Iwakuni didn't accept the base plan and the central government subsidies that came with it, the city would go bankrupt like Yubari in Hokkaido.
Morita also rails against Koizumi for pursuing a Washington-supported neoliberal economic policy that benefited wealthy urbanites and bankrupted almost everybody else. The fact that "anti-reform" Taro Aso is now highly popular in prefectures where Koizumi's reforms are not viewed positively is proof there is, indeed, a backlash of sorts going on against the policies of Koizumi.
So what's Morita's solution to the problems? In a chapter entitled "The Source of Our Suffering," he offers six remedies.
First, on a global level, the United States should admit its wars are the source of the world's current problems. Second, in Japan, politicians must free themselves from the bureaucrats who are running the country. Third, voters must demand a return to a vibrant parliamentary Cabinet system free from dominance by the bureaucrats.
Fourth, it's time to ditch the U.S.-supported economic reforms championed by Koizumi, especially his hostility to funding public works projects like water lines and gasworks. Fifth, and more than somewhat oddly, Morita calls for more investment and support for Japan's sewage treatment firms, which he says can also provide technology to developing nations and help curb their greenhouse gases. And finally, he says, the entire world needs to follow the suggestions of former U.S. Vice President Al Gore in his 2007 "An Inconvenient Truth," and reject the environmental policies and war aims of the Bush administration.
The allegation that Bush and Koizumi have destroyed Japan will come as a shock to those who have been told by media and policy wonks these past seven years that relations between Japan and the U.S. have never been better. Morita's charge that Koizumi's economic policies have destroyed Japan may also come as a surprise to those in Tokyo who are isolated from the Japan outside the Yamanote line and see only conspicuous consumption at Michelin-rated restaurants and five-star hotels.
But Morita, unlike many political analysts in Tokyo or certain foreign "experts" on Japanese politics in New York and Washington who simply parrot each other's views, has a deep understanding of the realities beyond the nation's capital. Giving nearly 300 lectures a year throughout Japan, his contacts among not only Diet members but also politicians at the prefectural and local government level are second to none.
Of course, Morita's assertions may strike many readers as overheated conspiracy theories or hyperbole, lacking the necessary proof to be taken seriously. Such charges, while not necessarily invalid, miss or purposely ignore the far more important point of the book. Anybody who lives in Japan and has spent a fair amount of time with Japanese politicians of all stripes will recognize Morita's complaints, and realize they often echo the thoughts of many Japanese in and out of politics.
In "Curing Japan's America Addiction," Morita says publicly what a lot of Japanese think and say privately, in sharp contrast to whatever pleasantries they offer at cocktail parties with foreign diplomats and policy wonks, or in speeches they give abroad. For that reason, "Curing Japan's America Addiction" deserves to be read by anybody tired of the Orwellian doublespeak coming out of Washington and Tokyo and interested in an alternative, very contrarian view on contemporary Japan, a view far more prominent among Japanese than certain policy wonks and academic specialists on Japan-U.S. relations want to admit.

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Ditelo coi Fiori

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Fiori, giardini, ikebana: il Giappone ha il culto degli angoli verdi curati in modo "maniacale". Imbattersi in alcuni di questi angoli rimette davvero l'anima in pace col resto del mondo.
Accanto a questi piccoli paradisi, moltitudini di negozi di piante e fiori tappezzano la citta': da quelli enormi, extra-lusso e costosi di Mid-town, Ginza o Aoyama, ci sono quelli piccoli, piccolissimi delle ku meno modaiole.
E' il caso della fioraia sulla Komazawa-dori, nella popolosa Setagaya-ku, negozio dimensione francobollo, pieno zeppo di tutto, e lei -attivissima- sempre sull'uscio a ideare le piu' disparate composizioni. Rain or Shine.

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Casa

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La mania della casa di proprieta' credo sia tutta italiana.
In tutti gli altri paesi europei, affittare e cercare in affitto sono operazioni semplici quasi come bere un bicchier d'acqua. Anche in Giappone vale, piu' o meno, - e per motivi completamente diversi - questa regola.
Noi, mai e poi mai, andremmo a vivire in case in cui la porta principale si presenta come questa nella foto, che ho scattato, mentre portavo Bernardo a scuola.
Per noi, la casa e' il luogo principe della nostra vita, la nostra meta. Tutti i nostri risparmi, le nostre energie e spesso anche le nostre ambizioni si concretizzano nella nostra dimora, dove ricevere amici, fare feste e rilassarsi la sera dopo una giornata di lavoro.
Per i Giapponesi invece la casa e' solo il posto dove si va a dormire, dove gli spazi sono cosi' ridotti da non poter invitare amici, dove la sera non ci si puo' distendere sul divano perche' e' la stanza anche dei futon e dove non si investono tutti i soldi, perche' altre sono le priorita'.
Insomma, ad ognuno il suo stile!

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Piscina

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Vi voglio raccontare un'avventura che mi ci e' voluto un po' a metabolizzare.
In estate quando il caldo rincoglionisce, l'afa toglie il respiro e l'umidita' spezza le gambe, cosa meglio di un bagno rigenerante in piscina ? Ora, non importa che sia estremamente esotica, come quella della foto che ho scelto, ma una sana piscina olimpica dove tuffarsi, schizzarsi e prendere il sole sorseggiando un fresco succo di frutta farebbe gia' il caso nostro. Ma non a Tokyo.
Le piscine cosi' descritte si trovano soltanto nei clubs privati (tipo l'American Club) o nei grandi alberghi ed i prezzi sono proibitivi. Per chi come noi e' in 5 e vuole rinfrescarsi ci sono altre soluzioni: ma dell'orrore.
Ci viene suggerita una piscina a Suginami-ku e cosi' una domenica mattina d'agosto, ci avviamo tutti entusiasti. L'ingresso e' di 200 yen per gli adulti e di 100 Yen per i bambini. Due ore dopo l'emissione del biglietto va lasciata la piscina dietro esibizione dello stesso.
Entro gia' scettica.
Subito ci dividono: le femmine a destra ed i maschi a sinistra. Qua,degli spogliatoi del 40 a.c. ci attendono. Dobbiamo rimanere solo in costume: niente ciabatte, niente asciugamani, niente refrigeri (neppure acquistabili all'interno della piscina), niente orpelli (orecchini, orologi o simili) ....ah e nemmeno occhiali da sole!
Entriamo nell'acqua, tipo termale che poi scopriamo essere a 36,8 e ci costa sacrificio nuotare...troppo calda. I bambini vogliono tuffarsi per divertirsi, ma la bagnina arriva tutta bardata alla Bay Watch (ma di Pamela Anderson non ha nemmeno il colore dello smalto alle unghie dei piedi!), e dice NO. Nuotare e basta. I bambini sono sconsolatissimi.
Dopo un'ora esatta e' obbligo uscire dall'acqua sedersi sul cemento duro, non ci sono neppure delle sdraio, e 4 bagnini agli angoli della piscina piu' altri 2 all' esatta meta' controllano, con dei versi delle mani alquanto strani, la piscina. Fra di loro fanno il passaparola: il primo dice "angolo destro tutto regolare" e gli altri a turno ripetono, finche tutti gli angoli della piscina non vengono controllati.
A controllo effettuato, tutti rientrano nell'acqua felici e contenti...meno che noi che ci stiamo annoiando a morte. Decidiamo per un pranzo veloce nelle vicinanze della piscina, con una promessa, qui, mai piu'!

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Fogne

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Il senso civile giapponese mi lascia quotidianamente senza parole.

Le grate sulle fogne spesso, fra l'inquinamento, le foglie e sporcizia varia, si occludono non lasciando defluire l'acqua. Si creano acque ristagnanti, a volte senza riflusso si possono causare anche degli allagamenti, specialmente durante la stagione dei tifoni.
Ma il senso civile certi "imprevisti" li ovvia, perche' la gente s' improvvisa in lavori precauzionali, come quello di questo signore. Armato di legnetto e pinzette ha ripulito tutte le grate di una strada di Shibuya, sotto un gran temporale, lasciando defluire l'acqua e ... la sua "giornata".

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Motivi di Spazio

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Per motivi di spazi, i giapponesi riducono tutto ai minimi termini.
Quando nasce un bambino la carrozzina non viene neppure contemplata fra gli acquisti possibili,(e' vero anche che finche' non hanno quasi 3 mesi non li fanno neppure uscire di casa), e dopo invece di utilizzare dei comodi e salutari, ma ingombranti passaggini, se lo portano addosso come una scimmietta. Esattamente come questa signora davanti a me in un centro commerciale: bimba in spalla e, siccome la temperatura e' un po' scesa, una copertina avvolta attorno al corpo che tenga la piccolina un po' piu' calda.
Nessuno pare pero' preoccuparsi della testa, che ciondola da una parte e dall'altra in modo al dir poco innaturale. E' forse questo l'allenamento necessario, per poi, da adulti, dormire senza problemi in treni e metropolitane!

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Solo qui

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Immaginatevi una bicicletta, una mountain-bike, nuova di zecca che viene rubata ad una bambina di 10 anni, ed immaginatevi anche una mamma "italiana" che comunque, perche' a Tokyo, va a farne denuncia alla polizia.
Bene adesso immaginatevi che dopo 20 giorni la polizia vi chiami per dirvi che, in una citta' grande come il Veneto, con 30 milioni di persone, e 30 milioni di biciclette, la bicicletta, una mountain-bike, nuova di zecca e' stata ritrovata e che potete andarla a ritirare tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00 fino al 24 di ottobre. Beh, pensereste che queste cose possono accadere solo qui, solo in Giappone.

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Ambasciatore D'Italia

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Vincenzo Petrone è il nuovo Ambasciatore d'Italia a Tokyo. La nomina, deliberata dal Consiglio dei Ministri nel febbraio 2008, è stata ufficializzata dal Presidente della Repubblica. Tra gli incarichi ricoperti nel corso della sua carriera, Petrone, sino al 1998, è Capo dell’Unità di Crisi della Farnesina; nel 1997 è promosso Ministro Plenipotenziario. Nominato dal Consiglio dei Ministri Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo, dal 2000 è Ambasciatore d’Italia in Brasile.  Nel 2004 in Confindustria come Direttore Area Affari Internazionali e nel marzo del 2007 il presidente Montezemolo lo nomina suo Consigliere Diplomatico.
In settimana in Ambasciata sara' presentato alla comunita' italiana, o a quella che "qualcuno" ritiene sia la comunita' italiana.
Manca all'appello una famosa scuola d'italiano la cui fondatrice insegna anche all'Universita' (ma poco importa), mancano dei ristoratori storici a Tokyo (ma poco importa), mancano rappresentanti di storiche aziende italiane (ma poco importa)....manca veramente tanto dell'Italia in Giappone. Ma poco importa.
Benvenuto Ambasciatore.

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Divorzio

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Per divorziare basta poco: un avvocato. Ma pare che non sia piu' cosi' , ed e' quello che succede in Giappone, dove la realta' supera di gran lunga la fantasia.
Questo e' un paese tanto affascinante, quanto strano, specialmente nella gestione dei rapporti ed il rapporto uomo-donna e' quello piu' strano di tutti, almeno agli occhi di noi occidentali, o ancora meglio "mediterranei".
Cosi' dopo pochi anni di matrimonio, le donne sono gia' stanche dei loro uomini. Spesso l'unica cosa che sognano e' il matrimonio col vestito bianco, celebrato in chiese finte, con cerimonie finte e del marito, che hanno scelto, poco importa. Finita la cerimonia ed il viaggio di nozze, il matrimonio -nella stragrande maggioranza dei casi- e' gia' finito. Alcune donne resistono fino all'eta' della pensione del marito, altre proprio non ce la fanno (la violenza domestica e' elevatissima) e divorziano. Ma come?
La cosa piu' semplice e saggia, si diceva, sarebbe rivolgersi ad un avvocato, ma la donna non e' cosi' tutelata in Giappone ed allora vengono percorse altre strade.
Cosi' un signore giapponese ha pensato di trarre vantaggio da questa situazione sociale "bizzarra". Ha aperto un'agenzia per indurre i mariti al tradimento, e quindi alla conseguente richiesta di separazione -per colpa - da parte della moglie.
Presso quest'agenzia sono state assunte delle belle ed avvenenti 20 enni, che "adescano" in modo del tutto "casuale" i mariti incriminati, finiscono nei Love Hotels, fanno sesso, e fanno in modo che vengano scattate fotografie ed il gioco e' fatto. Il tutto non deve durare piu' di un paio di settimane.
Le ragazze ingaggiate percepiscono per questo lavoro un vero e proprio stipendio dall'agenzia, non dai clienti, che una volta "consumato" non riescono piu' a prendere contatto con la loro "amante", che nel frattempo si e' buttata a capofitto in un altro caso.
Ovviamente, le mogli dovranno fornire all'agenzia tutti i dati personali dei coniugi, gusti, aspettative, musica, posizioni ... insomma quanto piu' preciso e' il quadro, tanto prima la trappola funzionera' ed il divorzio e' assicurato.

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Gaijin


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Con il termine gaijin (in realta' sarebbe gaikokujin, ma e' stato -poi- ridotto) i giapponesi indicano tutti gli stranieri.
Quando il Giappone era chiuso all'influenza straniera, i gaijin erano quelli che, pur essendo giapponesi, appartenevano al villaggio, al paese, alla citta' accanto.
Oggi i giapponesi sono giapponesi, e tutto il resto (molto) e' gaijin e rimarra' gaijin per il resto della vita, anche dovesse riuscire ad ottenere (molto difficile) il passaporto nipponico.
Un interessante dibattito sull'argomento e' stato affrontato sul Japan Times, individuando nelle parola gaijin, un certo razzismo, come negli Stati Uniti: "negro", ed evidenziando come, nonostante le differenze evidenti con il resto del mondo, i giapponesi - nell'ultimo ventennio specialmente- con questo resto del mondo si siano mescolati ed abbiano procreato. Purtroppo, e questa e' cronaca, i bambini 100% giapponesi hanno spesso comportamenti riconducibili al bullismo nei confronti di quelli di sangue misto, specialmente con tratti caucasici. Uno dei piu' grandi dilemmi delle coppie miste e' proprio la scuola, cercare la scuola giusta dove i loro figli non vengano "ghettizzati" solo per i loro tratti somatici.
Il Giappone, continua il Japan Times, non puo' e non deve far finta che questi cambiamenti nella societa' non avvengano. Insomma forse, un domani, gaijin diverra' una parola obsoleta, rintracciabile solo in qualche vecchio articolo di giornale, o udibile solo sulla bocca di qualche anziano, che nonostante i tempi, non accetta la multietnicita'.

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Giornata piena...d'acqua!

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Visto che il tempo continua a mantenersi sul bruttissimo andante, abbiamo avuto la possibilita' di pubblicare un po' di foto e video. Le trovate al solito posto, con la solita password.

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Vendo

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Uso questo spazio a MIO uso e consumo, visto che per mettere - via internet - sia su "La Nazione" che su "La pulce" degli annunci economici ho penato le 7 camicie.
Chiunque sia interessato all'acquisto di un servito completo Villeroy & Boch per 12 persone, incluse tazze te', caffe' e di un servito di calici di cristallo, sempre per 12 persone, acqua, vino e champagne, prego contattarmi via mail.
Zona prelievo Prato.
Grazie

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Rinnovo Patente

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La patente, in Giappone, si rinnova ogni tre anni, ma la data di scadenza non fa riferimento alla data di rilascio, ma a quella di nascita, motivo per cui io e Marco, pur avendo ricevuto la patente lo stesso giorno, mese ed anno, l'abbiamo dovuta rinnovare in due momenti diversi, lui a febbraio ed io ad agosto, proprio qualche giorno fa.
Il rinnovo, di per se', e' proprio breve, solo una mera pratica formale, in tutto -per riavere il fatidico documento- occorreranno circa 5 minuti, al massimo.
Ma, e c'e' sempre un ma, prima di averla fisicamente fra le mani, bisogna passare 2 ore in una sala ad ascoltare notizie e nozioni sulla circolazione stradale.
A parte che di tutta la lezione avro' capito circa il 30%, che ho dovuto sostenere (insieme agli altri compagni di disavventura) un test a tempo (solo a fini statistici, altrimenti avrei preteso la traduzione in inglese), dove ho decisamente tirato a caso, ma la cosa che piu' mi ha colpito sono state alcune dimostrazioni del video che ci hanno fatto vedere. Se guidando su una strada principale, una macchina proveniente da una strada laterale - per immettersi - si affaccia un po' troppo, non devi suonare, a mo' di avviso, nemmeno abbagliare a mo' di avviso, nemmeno scansarla, NO, devi rallentare, frenare e dare la precedenza, ed ogni volta che sei in prossimita' di un segnale di precedenza, mai rallentare, ma sempre fermarsi.
Ah, e comunque mai mettersi alla guida, sempre secondo il filmato, dopo aver avuto discussioni con il coniuge, colleghi capo-ufficio e/o amici, perche' l'incidente e' sicuramente in agguato.

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Fame!


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Tutto avrei pensato, quando abbiamo iniziato qualche hanno fa questo diario, meno che diventare "famosa".
Venerdi' ero con Bernardo a riprendere Pietro dalla St. Mary's, dove ha ufficialmente iniziato il suo primo anno di elementari, e stavo aspettando di entrare in segreteria, quando da una scala laterale vedo scendere un signore, alto, moro, distinto.
Io lo saluto in inglese, e lui mi risponde con un molto piu' familiare "salve", che ho contraccambiato, anche se con qualche perplessita'. Pochi attimi dopo, mi si avvicina e : "ma lei e' l'autrice di From Toscana?" ed io nell'imbarazzo piu' totale :"piu' che autrice, mi diletto a scrivere bischerate, come si dice a Firenze", "sa, ho ricunosciuto il bambino dalle foto" ... e molto educatamente si e' presentato, per poi proseguire nelle proprie faccende.
Sono rimasta di sasso, nello stupore piu' completo.
Quello che era nato come un gioco, per tenere parenti ed amici aggiornati sulle nostre vicissitudini, si sta trasformando in un'arma a doppio taglio: la " popolarita' ".
Ora aspetto solo i paparazzi sotto casa, nella speranza che tengano alla larga anche i ladri ... di biciclette!

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Ladri di Biciclette

LOUIS GARNEAU LGS-FIVE

No, non vuol essere una piccola finestra sul complesso musicale capitanato da Paolo Belli, ma il titola di un racconto: una storia vera.
Vittoria ha compiuto 10 anni lo scorso 12 agosto, e da tanto chiedeva una bicicletta nuova, perche' la sua ormai le "stava" piccola ed era passata - come e' giusto che sia - al secondo fratello.
Sabato 9 agosto partiamo tutti e 5 alla volta del "biciclettaio".
L'acquisto e' presto fatto: mountain bike, blu (Vittoria l'avrebbe preferita rossa, ma non era momentaneamente disponibile), raggio ruota 26.
Tornati a casa la piazziamo nel nostro parcheggio, davanti casa, lungo la strada, fra tutte le altre biciclette. Vittoria non l'ha ancora usata, perche' o fa troppo caldo, o piove...il tempo e' davvero inclemente in Giappone d'estate.
Mercoledi' 20 agosto ore 9:50 Marco esce di casa per andare a lavoro e prende il suo scooter, la bici blu e' li' fra tutte, bella lucida e soprattutto mai usata.
Ore 10:00 esco io con i bambini, prendo la macchina e la bici e' ancora li' fra tutte, bella lucida e soprattutto mai usata.
Ore 11.50 rientriamo e la bici blu, bella lucida e soprattutto mai usata e' sparita.
I ladri si sono presi la bici blu, bella lucida e soprattutto mai usata di Vittoria fra lo sgomento generale dei bambini, e l'inc...atura di mamma.

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Mai fermarsi

Atene_-_Partenone

Da quanti secoli il Partenone e' stato eretto ?? circa 25, cita oggi il Daily Yomiuri, eppure - nonostante le centinaia di terremoti che l'hanno scosso - e' ancora li' a descrivere lo skyline di Atene.
I giapponesi, che con i terremoti hanno decisamente a che fare, hanno deciso di capire come mai nessuna scossa sismica gli sia mai stata fatale.
Da qui ai prossimi tre anni alcuni ricercatori giapponesi, che hanno organizzato una spedizione scientifica, non si dedicheranno altro che a questo: capire il perche' il Partenone sia ancora in piedi. Pare che la principale motivazione sia l'elevata elasticita' strutturale, che nei secoli - nonostante sia stata soggetta a tutti i tipi di onde; sussultorie, ondulatorie e superficiali - ha seguito l'andamento del suolo.
Insomma se e' vero i greci hanno fatto "storia" in tutti i sensi, e' altrettanto vero che i giapponesi non inventano, ma non si fermano mai.

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Cicale

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L'estate in Giappone e' calda, umida e piovosa. L'estate e' la peggiore stagione per visitare questo paese: leva il respiro, toglie le forze e lascia completamente bagnati di sudore.
Tipico dell'estate giapponese e' comunque il suono delle cicale, un suono metallico, quasi pauroso, quasi da film giallo. Di cicale ce ne sono milioni, passare accanto ad un albero significa imbattersi in un esercito di cicale dalle dimensioni decisamente spropositate. Quando volano sembrano elicotteri, tanto da costringere le persone a degli spostamenti repentini per evitarle. Anche il colore non e' dei piu' invitanti: un marrone-nerastro che le rende davvero poco simpatiche.
Poi verso la fine di agosto, le loro "melodie" si diradano, i loro concerti diventano meno polifonici e i loro "cadaveri" vengono trovati lungo la strade, davanti alle porte di casa, nei parcheggi, fino a quando anche l'ultimo "canto" sparisce, l'afa si allenta, i cieli si schiariscono e le foglie diventano di mille colori, ed arriva l'autunno.

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Siamo tornati!

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Dopo una lunga (?) vacanza in Italia, siamo rientrati! Ci sono un sacco di foto, video, novita'....
State sintonizzati e, con un po' di pazienza, vedrete che risponderemo a tutti (grazie per le email) e vi faremo vedere tutto.
Per il momento, abbiamo pubblicato una delle ultime apparizioni di Marco in TV. La trovate
qui.
Ciao!

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Ed eccovi il secondo arrivato. Meno rock, piu' pop e ballate.... solo 17 anni e un gran talento.
Ladies and Gentlemen : David Archuleta!
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Teru Teru Bozu

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Teru teru bōzu (てるてる坊主; che significa prete buddista splendente-splendente) e' una bambola tradizionale completamente fatta a mano utilizzando carta bianca o tessuto che i contadini facevano pendere sulle loro porte d'ingresso. Questo amuleto pare avesse poteri magici ed aiutasse ad avere bel tempo . Nonostante l'origine risalga all'epoca Edo, ancora oggi i bambini giapponesi si cimentano nella produzione di queste bambole specialmente nei giorni antecedenti i picnic con la propria classe.
Ovviamente se preferite trascorrere una tranquilla domenica in casa con un buon libro ed una tazza di te', allora il sabato e' suggerito appendere la bambola a testa in giu': porta pioggia.

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American Idol 1



Giunto alla 7 stagione, American Idol, ultrapopolare anche in Giappone, ha consacrato il proprio vincitore: David Cook, la scorsa settimana. Questo programma davvero interessante, a dispetto dei vari AMICI di... trasmessi in Italia, offre reali possibilita' di successo (leggi Carrie Underwood, Fantasia etc.)
Listen and Enjoy!
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La Strada

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A dispetto del titolo, questo non vuol essere l'esaltazione del film di Fellini, ma una "mini" analisi della circolazione sulle strade giapponesi.
I pedoni hanno precedenza su tutto, attraversano con il rosso ad una velocita' bradipale, tanto che innervosirebbero anche un santo meno i giapponrdi. Se la possono, ovviamente, prendere comoda, consapevoli del fatto che non sarebbero mai i responsabili, ed in caso d' incidente sarebbero sempre e comunque rimborsati.
Le biciclette sono considerate alla stessa stegua dei pedoni, possono viaggiare anche su strade decisamente pericolose ed anche contromano.Il faro non e' indispensabile, e' quindi comprensibile perche' i ciclisti siano la causa principe degli incidenti automobilistici in Giappone.
I motorini 50 cc sono considerati come delle biciclette! L'unica diversificazione e' che ovviamente non possono viaggiare contromano, ma non strade di primaria importanza che non possono essere attraversate a motore acceso. L'obbligo del mini-centauro e' di scendere dal mezzo, avvicinarsi a delle strisce pedonali, e a motore spento, come quando finisce la miscela, andare nella corsia della direzione opposta.
Gli scooters sopra 50cc non possono sorpassare le macchine, ma devono star dietro a prendersi tutti gli scarichi!!!
Le automobili devono star dietro a tutte queste "regole" ed a camion di tutte le misure e forme, perche' in Tokyo non esiste divieto per i mezzi pesanti, ne' zona pedonale, ne' zona a traffico limitato, ne' divieti di circolazione a domeniche alterne.
Insomma tutto nel piu' grande rispetto dell' inquinamento e del protocollo di Kyoto!

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Peace (dal Japan Times)

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Japan is fifth-most peaceful nation

LONDON — Japan retained its position as the fifth-most peaceful nation in the second annual Global Peace Index — a collaboration between international businessman Steve Killelea and the Economist Intelligence Unit — released Tuesday.

Most peaceful countries list
1. Iceland
2. Denmark
3. Norway
4. New Zealand
5. Japan
6. Ireland
7. Portugal
8. Finland
9. Luxembourg
10. Austria

Ranked behind Iceland, Denmark, Norway and New Zealand, Japan is the only Group of Eight member country to fall in the top 10 of the index, boasting high levels of internal peace and lack of civil unrest, despite its "tense relations" with China and North Korea.
"Measures of societal safety and security, such as the level of violent crime, the likelihood of violent demonstrations and the number of homicides in Japan are among the lowest in the world," the report states, highlighting the reasons, alongside Japan's low level of military spending as a percentage of gross domestic product, for the positioning of the country.
Meanwhile, the United States is ranked 97th, one place lower than last year and considered a lot more violent than Kuwait, Nicaragua, Libya and Costa Rica.
The United Kingdom is at 49, just below Panama. Unsurprisingly, Sudan, Somalia and Iraq are at the bottom of the list.
The ranking uses 24 indicators, including the number of external and internal wars fought, the level of respect for human rights and trade in major conventional arms, in an attempt to provide a quantitative measure of peace that is comparable over time.
"The U.S. does so badly because it has the highest proportion of jailed people in the world. And it has high levels of homicide and high potential for terrorist attacks," Killelea said. "Its overall score is a reflection of that. The index is not making any moral statements by the ranking."
America's ranking reflects its role as a protector of democracy, U.S. State Department spokesman Sean McCormack said, adding: "A lot of the time, in order to realize a more peaceful, a more stable, a more prosperous world, you have to do hard things. A lot of times people don't agree with those things.
"Sometimes you fall down these kind of lists, but at the end of the day it is in the defense of democracy and the way of life that we have enjoyed over the past several decades."
At the launch, report founder Killelea expressed his delight at the extent to which the inaugural index had been used as a tool by both world leaders and academics over the past year and shared his desire for the expanded 2008 version to be used by businesses as well.
"I acknowledge the role of business in creating peace but hope that it will do more. The index should be used by business to make more informed investment decisions," Killelea said, noting there was no doubt that investment and business benefit from more peaceful environments.
The Global Peace Index — the first study of its kind to rank 140 nations by their peacefulness and to identify the key drivers of peace — concludes that the world appears to be a marginally more peaceful place in 2008, with most countries performing better against key measures of peacefulness compared with the previous year.
"The results are encouraging, but it takes small steps by individual countries for the world to make greater strides on the road to peace," Killelea said.

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Okinawa

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Fra la punta estrema del Kyushu e Taiwan si trova l'isola di Okinawa, paradiso tropicale del Giappone.
Okinawa viene gia' menzionata alla fine dell'anno 779 ed essendo situata nel Mar della Cina relativamente vicina a Cina, Giappone questa fiorente isola ha sempre prosperato grazie al commercio con questi due paesi.
Conquistata nel 1600 dallo Shogun di Kagoshima, grazie proprio al nuovo "oppressore" liberale, Okinawa riusci' a mantenersi indipendente ed a creare un sistema economico straordinariamente funzionale tanto che nei 200 anni a seguire, Okinawa conobbe davvero il suo massimo splendore.
Nel 1868 il Governo giapponese invase l'isola annettendola al regno ufficialmente nel 1879.
Ma il destino dell'isola doveva ancora cambiare. Alla fine della II Guerra Mondiale, dopo la battaglia di Okinawa, appunto, questa divento' amministrazione americana per ben 27 anni, con l'installazione di numerose basi militari.
Solo nel 1972 gli Stati Uniti restituirono l'isola al Giappone sebbene siano stati mantenuti 27000 militari di cui 15000 marines.
Ma lo spirito isolano, e decisamente indipendente, degli abitanti fece si' che l'85% della popolazione si opponesse alla presenza di forze straniere, e dopo ripetuti incidenti e crimini commessi dagli americani, gli Stati Uniti decisero di ridurre drasticamente le basi militari presenti, anche se la loro chiusura definitiva non e' stata ancora concordata.
L'incapacita' del Governo giapponese di prendere una netta posizione contro la presenza americana ha contribuito alla costituzione di un movimento anti-giapponese ed indipendentista: il Ryukyu independence movement.

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Un Giorno con i Pompieri

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Vi potra' sembrare strano, ma anche questo puo' succedere in Giappone.
Un consistente gruppo di pompieri, oggi, si e' reso disponibile alla visita "guidata" dei bimbi dell'asilo di Bernardo. A disposizione divise, cappelli ed un camion tutto attrezzato, inclusa l'accensione della sirena e lo strombazzamento libero del clacson, per la gioia dei maschietti, specialmente!

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Poesia

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Un campo di iris
diventò i fiori che
galleggiano nel tramonto.

(Takashi)

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Mark Willis

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There are tons of good reasons why to love Mark.
He's handsome, nice, polite,caring, educated, charming but on top of all he sells diamonds: women' s best friends!
He was born on September 17th to an American father and a Japanese mother. He was raised and educated in the States before moving to Tokyo where he started his business.
He got married to one of the most "western" japanese lady we have ever met, and the two of them got an extremely beautiful girl, Maya, on Sept 23, 2002.
While checking his web-site, think about any good reason to buy a diamond, but before doing it ask Mark for advice, you could just be impressed!!!

http://www.diama-global.com/

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Processi

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Hope you remember the lady living close to my sons' kindergarten that killed and chopped her husband on Dec. 10th 2006. I wrote something about her.
Well, judges have done their job and here the results as per DAILY YOMIURI newspaper:

TOKYO (AP) -- A court sentenced a Japanese woman Monday to 15 years in prison for beating her husband to death with a wine bottle, chopping up his body with a saw and dumping his body parts around Tokyo.
The Tokyo District Court handed down the verdict on Kaori Mihashi, 33, who requested anonymity citing policy. Mihashi did not appeal to a higher court.
Mihashi's defense lawyers argued she could not be held criminally responsible because of insanity, but presiding judge Masaya Kawamoto rejected the argument citing her attempt to cover up the murder.
"Given that she was trying to cover up the crimes ... it is logical to conclude that she should be held criminally responsible," the judge told the court, according to public broadcaster NHK.
Mihashi bludgeoned her 30-year-old husband with a wine bottle at their apartment in 2006, and sawed the corpse into pieces. His head was found in a suburban park, while his torso was discovered in a garbage bag on a street in downtown Tokyo.
While the court found her guilty, the judge said Mihashi was under stress because of domestic violence.

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Vandali

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Sono passati secoli ormai dal vero e proprio passaggio dei Vandali, citta' rase al suolo, razzie, il sacco di Roma, insomma tutte cose che all'epoca, proprio nessun'altro si era preso la liberta' di fare...(???) ... ma, questa parola e' entrata talmente nel linguaggio comune che ha perso ormai di storicita' per rimandare soltanto all'idea di distruzione.
E' cosi' che, anche in Giappone, su di un rinomato quotidiano e' apparso un articolo dove e' stato usato l'aggettivo vandalico.
L'accostamento non e' francamente dei piu' azzeccati, diciamo che l'utilizzo di detto vocabolo e' quasi forzato, ma calzante per questa realta'.
Domenica a Soka, nella prefettura di Saitama pare che qualcuno si sia macchiato la coscienza con "il suddetto atto vandalico", sdradicando ben 200 panse' piantate da un negoziante in delle aiuole vicine al suo esercizio.
Tutta la polizia si e' mobilitata perche' questo non e' stato un caso isolato: infatti lo scorso 11 aprile a Fukuoka erano stati estirpati 148 tulipani, mentre il 9 a Maebashi ben 1050!
Insomma, tutte le forze dell'ordine sono impegnate nella ricerca al Vandalo del Fiore, pare sia stato ingaggiato anche Grissom, del C.S.I di Las Vegas, per stare alle calcagne di questo micidiale delinquente, che -comunque- non la passera' liscia!

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Kitajima

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Double Olympic gold medalist Kosuke Kitajima won the 200-meter breaststroke event at the Japanese national swimming championships on Saturday, earning another spot at the Beijing Olympics.
Kitajima clocked a time of 2 minutes, 8.84 seconds for his second straight 200 title at the national meet and sixth overall. "I thought I might be pushing for the world record up until about 150 meters," said Kitajima.
American Brendan Hansen holds the world mark of 2:08.50.
Kitajima, who won gold in the 100- and 200-meter breaststroke at the 2004 Athens Games, had already earned an Olympic berth in the 100 on Wednesday.

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Mantide Religiosa

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A praying mantis that lived 87 million years ago was found entombed in amber, the first such find in Japan and only the eighth-known discovery in the world, officials said.
The fossil is on display at the Kuji Amber Museum through June 22. The insect, which is about 1.4 centimeters long, is likely an unknown species, museum officials said.

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...ma veramente ogni Paese ha quel che si merita ??

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NOOOOOOOOOOOOO!!!

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Kawasaki no Matsuri

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Non abbiate paura di pensarlo, quel lecca lecca ha esattamente la forma di cio' che sembra: un pene.
Domenica scorsa a Kawasaki, cittadina vicino Tokyo, e' stato celebtato il Festival del pene o Kanamari Matsuri, che trova la sua origine nel periodo Edo.
La storia racconta che Kawasaki fosse meta di molti uomini visto l'alto numero di prostitute che ci viveva. Ma, poiche' le malattie veneree si diffusero fra la popolazione rapidamente, venne cosi' deciso -per scongiurare pericoli peggiori- di celebrare il membro maschile, la prima domenica d'Aprile, affinche' tutto rientrasse nella norma e gli uomini tornassero ad essere fertili.
Oggi l'antico significato si e' perduto, anche se il ricavato del festival e' stato devoluto alla ricerca (AIDS).
Il lecca lecca e' l'unico omiage (souvenir) che si puo' acquistare per l'evento, e' un prodotto artigianale e tutti, da ragazzi ai nonni, dai bambini ai genitori -incuranti della forma- seguono la processione ciucciandolo con gran gusto.

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Patente di Guida

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Il Governo giapponese sta seriamente pensando di varare una legge per impedire agli ultra 65enni di rinnovare la patente di guida.
Pare, infatti, che la decisione sia maturata dopo un'attenta analisi "della strada": la maggior parte degli incidenti sono causati da persone ... non piu' giovanissime.
Un'amica olandese, giornalista, intervistando i diretti interessati ha riportato che piu' del 90% condivide la scelta dello Stato, e se cosi' sara' deciso, loro saranno ben lieti di accondiscendere.
Ma, siccome le eccezioni che confermano le regole esistono sempre, alla cara Joanna si e' anche avvicinato un bel signore di 68 anni, ben vestito ed affiscinante nei modi, che le ha confessato che lui combattera' fino in fondo per la propria patente, perche' guidare una bella macchina sportiva e costosa .... e' l'unico modo per conquistare ancora una donna!
Poca etica, ma tanta sincerita'.

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Pabo




Non c'e' mai fine al peggio!!! e non pensiate che questi "versini" e toni di voce siano solo per la scena ... purtroppo non e' cosi!!!!
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Sakura

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E' tempo di ciliegi in fiore. La stagione preferita di ogni giapponese. L'aspettano ogni anno come manna dal cielo, anche se la fioritura massima o mankai dura solo per un paio di giorni.
Questi che vedete ritratti sono i sakura davanti casa.
Nuove foto by night le troverete nella speciale "sessione" Foto.
Enjoy!

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"I Due Diavoli"

I due

Il titolo ve l'ho rivenduto cosi' come ce l'ha inoltrato Pio. Qui di seguito una quotazione da un suo pezzo. E' sempre bello poter approfittare di una "penna" eccellente!

" Difficile immaginare, al momento, quale sarà la reale diffusione, l’impatto e l’efficacia che il documento concepito a Dharamsala e affidato alla rete avrà tra il “popolo” cinese – la cui perizia tecnologica è oramai di gran lunga superiore ai pervicaci quanto maldestri tentativi di oscuramento dei siti da parte delle autorità - ma una cosa è certa: a Pechino saranno saltati su tutte le furie.
Tra una preghiera e l’altra, tra assicurazioni e raccomandazioni, il Dalai Lama, oltre alle menti dei “fratelli e sorelle cinesi” che invita ad aprirsi alla verità, punta infatti diritto al cuore dello stato.
E ai generali che chiedevano istruzioni se bombardare o meno i monaci in fuga, il “grande timoniere” rispose: “lasciate perdere, lasciate che il Dalai Lama muoia in esilio, solo e dimenticato”. Mai previsione fu più errata.
E’ la prima volta – se la memoria non ci fa difetto – che il Dalai Lama, oggetto di accuse e insulti personali, reagisce rivolgendosi direttamente al “popolo” cinese.
“Non sono un separatista, né un sobillatore” assicura il Dalai Lama. Ma un “provocatore” lo è senz’altro, anche se nel senso positivo del termine. Datevi una mossa, fate un gesto, inviate un segnale. Il tempo stringe e c’è bisogno di coraggio. Il Dalai Lama ce l’ha. E Pechino?"

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Un "tuffo" nel passato



Ma chi e' che non si ricorda Mazinga ?? Tutti quelli della mia eta', e suppongo anche i loro genitori, hanno subito il fascino di questo cartone. Ma in giapponese che effetto vi fa ????
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"Aaaattenti"

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Ecco qui Hisahito, il futuro Imperatore del Sol Levante, assieme ad i suoi genitori nella residenza imperiale di Takenezawa in visita ai nonni.
Come impone il rigido protocollo all'arrivo sono stati salutati da tutti i dipendenti di Palazzo.
La gravidanza della principessa Kiko, madre di Hisahito, fu una sorta di suggerimento governativo-imperiale nella speranza che potesse dare alla luce un maschio, per scongiurare ogni probabilita' di riforma della costituzione giapponese che rendesse possibile l'ascesa al trono della principessa Aiko.
Alla faccia di chi pensa che le donne siano importanti!

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Manga Artists

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Kyoto Seika University, the only university in the nation with a faculty dedicated to manga studies, has been inundated with orders from local governments, private firms and other organizations to produce informational materials illustrated in the style of comic books.
In the past five years, the university has received 100 such requests for materials as varied as a primary school teaching aid for traditional handicrafts and a pamphlet publicizing flood control measures taken by the Construction and Transport Ministry.
The orders have created tens of millions of yen in income for the university.
Created by students or recent graduates of the university, the illustrated materials are popular because they are easy to read and can express an abundance of information in picture form.
The university, in Sakyo Ward, Kyoto, says the business orders provide a golden opportunity to nurture fledgling artists, helping students gain work experience and develop professional portfolios.
The business niche was discovered in 2003, when a municipal government asked cartoonist Keiko Takemiya, a professor of the university, to produce a commemorative magazine in a manga style. Subsequent to that first order, requests for the university's services grew through word of mouth.
When an order is received, the university allocates it to a student or a graduate, who then gathers research material and plans and illustrates the graphic document.
Materials used by the Kyoto Prefectural University of Medicine, which offers the manga-styled explanatory pamphlets to stroke victims and their families, account for two of the 20 orders the manga department received in the 2007 academic year, ending this month.
Hiroyasu Sasajima, associate professor of the university's department of neurosurgery, said the manga format helps people quickly understand health problems and treatment methods, adding that it can also alleviate the mental shock suffered by patients and their families.
Another contract undertaken by the university, commissioned by the Japan External Trade Organization's Osaka headquarters, was for a four-volume manual aimed at small and midsize firms wishing to expand into overseas markets.
A JETRO official reported receiving e-mails and letters from people who said they had gained a deeper understanding of the subject from reading the manga-styled manuals.

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Tutto cambia

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Le "normali" feste cristiano-cattoliche in Giappone -ovviamente- non vengono festeggiate.
Cosi' come per Natale tutto funziona come durante un qualsiasi giorno della settimana, anche per Pasqua valgono le stesse regole.
Domani sara' un giorno come un altro, una domenica come un'altra anche per la comunita' cattolica italiana. La regolare funzione sara' infatti celebrata lunedi' presso l'Annunziatura al 9-2 di Sanban-cho nel Chiyoda-ku
.
Come si suol dire, lontano dagli occhi, lontano dal cuore!

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Palpeggiamenti


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I palpeggiamenti, insieme alle pennichelle, sono l'attivita' preferita sui treni: uomini di tutte le eta', infatti, si "arrogano" il diritto di sapere se il "retro" di una donna e' piu' o meno sodo, piu' o meno apprezzabile.
Le donne dal canto loro hanno una "sola" arma: alla prima stazione richiamare l'attezione del capo-treno che, amabilmente, condurra' l'intrepido signore al comando di polizia piu' vicino, dove sara' detenuto per alcuni giorni.
Nessun processo, nessuna testimonianza, nessun ricorso, nessuna lamentela.
Se la gentil donzella mente, disgrazia. Al signore non resta altro che gioire dell'ospitalita' degli istituti penitenziari!

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Gastone

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Non so se Paolo e' nato con la camicia, ma di sicuro se l'e' messa addosso non appena gli hanno tagliato il cordone ombelicale!
La scorsa estate mi aveva palesato il suo interesse di venire in Giappone con suo figlio, Amedeo.
Lo scorso novembre ha acquistato il biglietto in economy class per una cifra irrisoria, considerando che la partenza poi era prevista per marzo. Ieri e' arrivato il fatidico giorno della partenza, e dopo aver preparato tutto meticolosamente, ha preso il volo Pisa-Milano, per poi proseguire su un piu' comodo Milano-Tokyo. Ma la giornata aveva ancora molto da offrire ed ecco che a Milano il nostro Gastone ha incontrato un amico pilota che ha permesso loro di avere un up-grade in Magnifica.
Ora che dire di uno che abita a Piombino e che ha lavorato per tanto tempo all'Elba....se non che ha un GRAN CULO??????

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Dettagli di un "otera"

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I templi giapponesi sono piuttosto simili l'un l'altro, sebbene l'energia di ognuno sia unica.
Alcune signore, molto abili con numeri e date di nascita, a perfetta conoscenza di "tutti i segreti" dei templi, riescono a "costruire" ad personam visite mirate nei vari otera della citta' con intenti puramente propiziatori: lavoro, amore, salute e... chi piu' ne ha piu' ne metta.
Forza della suggestione o no, pare da che questi "pellegrinaggi" tornino tutti miracolati!!!

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Per i bravi taxisti

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I taxisti giapponesi credo siano i peggiori in assoluto.
Ogni manovra e' loro consentita: fermarsi in curva, bloccare il traffico, tagliare le corsie, e se si creano disagi agli altri automobiliti, SHOGANAI (disgrazia)!!!
E' vero anche, che non esistono corsie preferenziali e per 10 ore al giorno si devono districare fra il traffico metropolitano, ma da li' a costituire un pericolo costante ce ne passa, o almeno ce ne dovrebbe passare.
Ma la maniacalita' giapponese per il servizio, non lascia spazio alla fantasia, neppure alla piu' fervida.
Ecco allora che e' nata alla stazione della JR di Shimbashi una postazione per taxisti assolutamente irreprensibili alla guida. Questi infatti per poter accogliere clienti nel loro ben-amato-mezzo-di-trasporto devono eccellere per educazione, gentilezza e soprattutto non aver mai avuto ne' incidenti, ne' multe.
Il Tokyo Taxi Center ha creato un marchio d'eccellenza, il MARU YU appunto, dove il kanji di eccellenza,YU, sta dentro un cerchio (il MARU) da applicare sui tutti taxi degli "autisti impeccabili".
Per ora, dei 90000 tassisti che circolano per le strade di Tokyo, solo 8774 hanno avuto il Maru Yu, dietro -ovviamente- autorizzazione del Ministero dei Trasporti.


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Giu' la maschera

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Come tutti gli anni, con il rigonfiarsi delle gemme sugli alberi, i giapponesi cominciano a nascondere i loro volti dietro le piu' famose mascherine bianche.
I convenient stores ne sono ricolmi, ce ne sono da tutti prezzi, di tutte le misure: piu' grandi, meno resistenti, con balsamo o con trama fittissima, in cotone o in fibra sintetica, tutto con un unico fine: non far passare neppure il benche' minimo micro-polline!
Pare che il 20% della popolazione soffra di questa allergia, ma, onestamente, dal numero impressionante di persone con mascherina che si possono incontrare per strada, negli uffici, nei treni ed anche nei ristoranti, credo la percentuale sia molto piu' elevata.
La leggenda vuole, che prima o poi, a tutti tocchi essere allergico al polline giapponese, una sorta di vendetta di Montezuma con gli occhi a mandorla per aver "azzardato" utilizzare il suolo nipponico per piu' di 3 anni!
Noi siamo verso il giro di boa, che Dio ce la mandi buona, ma soprattutto senza vento!!!

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Una famiglia inosservata


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http://lanazione.quotidiano.net/firenze/2008/03/03/65293-vostre_mail.shtml

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Soddisfazioni

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Akita

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Akita si trova all'estremita' est dell'isola dell'Honshu e qua la neve abbonda. Da novembre a fine marzo la neve la fa davvero da padrona e le persone hanno fatto di quest'agente atmosferico un vero motivo di intrattenimento.
Vicino a Yokote durante il festival invernale, che si tiene a febbraio, vengono costruite delle case di neve, dentro le quali si radunano bambini che regalano ai visitatori dolci di riso e sake, sapori che hanno reso Akita famosa.

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Sorrisi

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Sorrisi a tutti!!
e
felice Domenica.

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Funerali

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La morte per i Giapponesi ha sempre assunto un'immagine diversa dall'idea cristiana. La morte fa parte del ciclo della vita, da essa non ci si puo' sottrarre, anzi spesso le vanno in contro con grande onore, senza per questo essere giudicati dalla societa'.
Ai funerali si partecipa solo se vestiti di nero, le donne possono concedersi un filo di perle ma niente rossetto, se non di un rosa pallido.
Ai parenti del defunto vengono fatte offerte in danaro, e viene organizzato un party dopo la sepoltura.
La cosa, pero', piu' pittoresca -almeno per me- e' l'organizzazione di autobus dedicati alle persone che desiderano partecipare alla funzione funebre: i punti d'incontro sono,generalmente, vicino a delle stazioni ferroviarie, per permettere a tutti un facile accesso.
Insomma, anche nei momenti di poca lucidita', come la dipartita di un caro, l'organizzazione nipponica non perde un colpo!

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Punti di Vista

"You think you can make Japan a democratic country?
I don't think so.
"
Shigeru Yoshida


Yoshida Shigeru fu un diplomatico e politico giapponese nonche' primo ministro dal 1946 al 1947 e dal 1948 al 1954. La sua politica enfatizzava una ripresa dell'economia giapponese grazie ad un connubio forte con gli Stati Uniti, tanto che ancora oggi la politica di "sostegno" con l'occidente viene ricordata come la Dottrina Yoshida.
Nato nel 1878, studio' all'Universita' Imperiale di Tokyo, ma la sua grande opportunita' ed apertura al mondo la ebbe dopo essere entrato nel corpo diplomatico nel 1906, che gli permise di diventare ambasciatore prima in Italia ed in Gran Bretagna, poi.
Sotto la sua guida il Giappone comincio' la sua ricostruzione, con una crescita economica inaspettata e la Dottrina Yoshida detto' "legge" fino agli anni '70, quando a causa del movimento ambientalista, dello scoppio della bolla economica e la fine della Guerra Fredda, costrinsero il Giappone a ridefinire la propria politica.
Nel 1955 si ritiro' ufficialmente dalla Dieta, e mori' nel 1967, lasciando comunque traccia nella polita del suo paese non solo con il suo pensiero, ma anche con la presenza nelle file del partito Liberal-democratico del nipote Taro Aso.

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Kichijoji (吉祥寺)

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Senza soluzione di continuita', appena lasciata Tokyo, ci si imbatte in Kichijoji, una Shibuya di periferia.
Un quertiere pieno di giovani con una delle scuole di lingue piu' famose di tutto il paese, negozi, locali ed uno dei parchi piu' "incontaminati": Inokashira Koen (alla fine o all'inizio dell'omonima linea ferroviaria!) Nei fine settimana questo parchi si riempie di persone in cerca del contatto con la natura, di pace e di "aria buona", ma durante la settimana poco persone godono dell'irresistibile profumo degli alberi e della calma che solo in questo parco regna.
La storia di questo parco inizia quando l'imperatore Tokugawa decise di farlo realizzare per aprirlo al pubblico; e l'acqua del lago, che delimita il parco, veniva usata per la cerimonia del Te'!!!
Comunque a dispetto della bellezza del luogo, pare che la dea -protettrice del tempo nel parco: Benzaiten , fosse alquanto gelosa, e la tradizione vuole che i fidanzati che visitano l'Inokoshira Koen non siano destinati a durare a lungo. E questa triste storia e' sempre stata avvallata da altri tristi fatti che in questi luogi sono successi. Il piu' eclatante fu il ritrovamento dei corpi dello scrittore Osamu Dazai e della sua compagna che qua si suicidarono.
Insomma se volete lasciarvi e non trovate le parole, non importa arrivare all'atto estremo, un giro all'Inokashira Koen sara' piu' che sufficiente!

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San Valentino

El amor es el unico camino
que no tiene final.

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Festival della Neve (o Yuki no Matsuri)

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A Sapporo, nell'Hokkaido - l'isola piu' a nord del Giappone- si e' tenuto in questi giorni il festival della neve.
Nato piu' di 50 anni fa, ogni febbraio dei veri scultori del ghiaccio si cimentano in opere maestose e sorprendenti.
La kermesse ha ormai un'eco cosi' forte, che migliaia di giapponesi -sfidando le temperature siberiane di questa terra- si riversano nelle strade della citta' per ammirare questi capolavori purtroppo non destinati a durare nel tempo!

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Soldi, sesso e stipendio fisso!

Ho estrapolato un pezzo da un interessantissimo articolo del nostro giornalista "preferito" apparso sull'Espresso
Buona rilettura (non fa mai male) a chi l'ha gia' letto, e buona lettura a chi, invece, ha mancato la copia.
E meditate.
unmomentodirelax

".....
Per le donne, ma solo nei giorni feriali, promozione speciale: 50% di sconto sul pacchetto e manicure gratis. Immaginatevi la coda di ragazzine, che ai genitori raccontano di fermarsi a dormire da un’amica e che invece passano la notte in questi posti.  Del resto nessuno chiede né documenti, né prova della maggiore età. Che in Giappone scatta ancora a vent’anni: età fino alla quale, teoricamente,  non si potrebbe dormir fuori, né bere, né fumare. Ma si può fare sesso. Tra coetanei.  Sta di fatto che a  Tokyo una ragazzina su cinque, stando ad una recente inchiesta pubblicata da una rivista femminile, ammette di essersi prostituita, e di considerare questa attività un lavoro “occasionale” come un altro. Ma di gran lunga meglio retribuito. Anche perché spesso può diventare una sorta di rendita. Riviste e siti on line spiegano alle ragazzine, che sembrano aver sviluppato tecniche sofisticatissime, come trasformare una prestazione occasionale in “stipendio fisso”. Basta andare a letto con un povero impiegato, padre di famiglia, e carpirgli indirizzo e numero di telefono. E minacciarlo di raccontare la sua avventura alla moglie e ai colleghi , in ufficio. Il poveraccio, pur di evitare lo scandalo, pagherà, ogni mese, un ragionevole pizzo. “Ma non esagerate – raccomanda la rivista Hanako, in un recente “speciale” sull’argomento – la richiesta deve essere ragionevole. Altrimenti c’è il rischio che il poveraccio si suicidi. E voi dovete ricominciare tutto daccapo”. Che carine."

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Hello Kitty

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Simbolo del Giappone delle ragazzine, ma anche delle mamme attempate e delle nonne eterne giovinette, da ieri nel negozio Hello Kitty monomarca di Shinjuku, puo' essere ammirato un " monumento " dedicato a questa gattina stilizzata.
Secondo le istruzioni del managment della Sanrio, quest'opera doveva essere grande (e' infatti 2,5 metri) per rappresentare anche la grandezza della citta' da cui proviene: Tokyo.
Comunque per pareggiare i conti con l'altro sesso, Hello Kitty dallo scorso mese ha messo in commercio anche una linea tutta maschile.
Cari uomini, cominciate a spendere ... se volete essere cool and big in Japan!!!

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La fanciulla del melone

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C'erano una volta una coppia di anziani coniugi. Un giorno il marito andò a fare legna e la moglie a fare il bucato in un ruscello vicino. Intenta nel bucato, scorse galleggiare bellissimo melone, ed essendo il suo frutto preferito decise di prenderlo per poi mangiarselo con il marito.
Quando alla sera il marito rincaso' fu felice di trovare il melone, lo aprirono, ma dentro vi trovarono una bellissima bambina. Erano al settimo cielo, visto che non avevano avuto figli.
Passarono gli anni e la bimba crebbe e diventò una bellissima ragazza. Un giorno, il figlio del signore di quella zona la vide, e decise di sposarla.
Nella foresta vicino alla casa della fanciulla, viveva però un'orchessa, gelosa della sua felicità. Cosi' un giorno, approfittando dell'assenza dei genitori della ragazza, l'orchessa bussò alla porta, fingendosi una vecchia saggia. La ragazza le aprì e venne rapita. Venne rinchiusa in una caverna profonda e l'orchessa prese le sue sembianze.
Una volta a casa i genitori si accorsero che qualcosa non andava nella loro figlia: era diversa, cambiata. Adesso era scontrosa, non si era occupata del gatto,neko, ma anzi lo trattava male e soprattutto non parlava del suo principe. Erano convinti che qualcosa fosse successo, ed anche il gatto lo aveva capito, per questo si era allontanato dalla casa e rifugiato nella foresta.
Poiche' la ragazza era sempre stata molto amica dei tanuki, i tassi della foresta, neko chiese loro se sapevano dove si trovava. I tassi gli indicarono la caverna ed il gatto riusci' a liberarla.
Nel frattempo, a casa dei genitori, era arrivato anche il fidanzato, quando improvvisamente sentì dei versi di animali provenire da fuori. Tutti uscirono e videro la fanciulla che arrivava con il gatto, i tassi ed altri amici animali della foresta.
Vistasi scoperta, l'orchessa fuggì inseguita dagli animali e sparì per sempre.
La fanciulla del melone sposò il figlio del signore, e non dimenticò mai i suoi genitori, la foresta ed i suoi amici animali.

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Made in China

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Frutta e verdura in Giappone hanno prezzi da capogiro. Uno zucchino costa circa 1,70 Euro ... ma francamente con uno zucchino si puo' fare ben poco, comprarne 2 o piu', pero', e' impossibile per i piu'.
E' tendenza degli ultimi anni spingere la popolazione giapponese a consumare piu' frutta e verdura, formaggi e latticini, ma anche quest'ultimi sono inavvicinabili (i formaggi- ad eccezione del tofu- sono tutti d'importazione!!!!)
Anch' io tendo a rinunciare a certe verdure a causa dei prezzi esosi, ma i giapponesi sembrano capirne il perche' e sono decisamente orgogliosi dei loro prodotti ortofrutticoli. Sono infatti perfetti, sembrano tutti gemelli visti in esposizione, mele tutte uguali, foglie di lattuga tutte uguali, cipolle tutte uguali. Qua la natura deve essere dotata di un calibro speciale, perche' nel resto del mondo le mele hanno misure diverse, cosi' come le patate, le melanzane, i pomodori e le fragole!
Anche l'aglio deve essere perfetto. Non esiste un capo d'aglio con spicchi di misure "non conformi", ma per poterlo acquistare bisogna sborsare quasi 300 Yen, circa 1,50 euro, mentre 2,5 kg di capi d'aglio made in China costano meno della meta'. Voi che fareste? Cosi' come voi, ho fatto io e migliaia di altre persone.
Fino all'altro giorno quando tutti i quotidiani intitolavano le loro testate: CIBO SURGELATO CINESE AVVELENA CITTADINI GIAPPONESI.
E da allora da casalinga a casalinga, da amica in amica, da collega in collega tutte le donne giapponesi hanno cominciato a preoccuparsi della loro salute alimentare, cominciando cosi' a boicottare tutti i prodotti cinesi e quindi a fare a meno di tante verdure che made in Japan costano quando un gioiello da Cartier.
I Giapponesi, spaventati dal potere del "made in china", e con il loro nazionalismo che avanza, stanno, prima di altri paesi, iniziando a cercare di evitare questa "egemonia". Ma, se i giocattoli, la scorsa estate, ancora non li avevano fatti tremare, dopo i 368 sospetti avvelenamenti non c'e' proprio piu' alcuna esitazione che tenga.

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PUlizia

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Gli uffici, anzi i gabbiotti, di polizia si trovano ad ogni angolo, ad ogni incrocio, almeno a Tokyo.
Da questi gabbiotti, 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno gli ufficiali di polizia guardano,sorvegliano, fanno in modo che tutto si svolga nel migliore dei modi: controllano il traffico, che i pedoni ed i ciclisti vengano rispettati, che quello che viene smarrito venga debitamente riportato al legittimo proprietario, insomma fanno tutto quello che da dei "buoni" poliziotti ci si aspetterebbe.
Ma la cosa che non ci aspetteremmo mai, e' la cosa che fanno piu' spesso: spazzano, spazzano l'area davanti al loro ufficio di 3x3 metri. Spazzano, spazzano 2 volte al giorno, con una vera e propria scopa di saggina, come quella con cui io ogni giorno ramazzo il nostro spazio davanti casa, raccolgono le foglie ed il vario pattume portato dal vento, ne fanno dei fantastici sacchetti, ovviamente seguendo il criterio irrinunciabile della raccolta differenziata, riponendo il tutto nei debiti spazi.
E vedendoli, mi sono immaginata il maresciallo di un qualsiasi paesino di una qualsiasi provincia di una qualsiasi regione italiana ... e mi sono fatta delle gran risate!

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Miyazaki

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Immensi arenili, gigantesche onde, paradiso dei surfisti giapponesi ed un profumo di salmastro che ricorda le libecciate sulla Terrazza Mascagni .... tutto questo e' Miyazaki.
Cittadina del Kyushu affacciata sull'Oceano Pacifico, Miyazaki non ha "altro" da offrire che questo.
Conta piu' di 3000 bar, ed un numero infinito di ristorantini per tutti i gusti. La gente e' aperta, gioviale e solare (come i Livornesi del resto!!!).
Insomma invece delle solite California e Australia per cavalcare "l'onda perfetta", questa potrebbe essere una soluzione da cui rimanere piacevolmente sorpresi.

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Yuzu

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Questo frutto e' il tipico agrume del Giappone. Alcune fonti lo riportano come originario della Korea, mentre altre considerano l'Impero nipponico come la vera patria di questo frutto dal retrogusto amaro. Giallo come un limone, ma con una buccia spessa e bitorzoluta con una fragranza unica, decisamente difficile da descrivire, lo yuzu viene utilizzato sia per bevande (lo chiamano yuzu-cha cioe' te' di yuzu), ma anche come profuma biancheria, al posto della solita lavanda, o come olio essenziale.
Per gli amanti dell'o-furo, un bagno con la buccia di yuzu spezzettata nell'acqua calda e' una sicura fonte rigenerante.

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Yuki

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Qua e' un freddo "bucone"....e stamattina ci siamo pure svegliati sotto la neve.
Ecco com'era lo Yoyogi Koen, uno dei polmoni di Tokyo, alle 8,30 quando ho accompagnato Bernardo a scuola.

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Links

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Forse non tutti sanno che abbiamo anche altri siti in giro per internet. Oltre al citato blog di Vittoria ed all'ormai famoso Sin, siamo presenti su Flickr, su Linkedin, su Plazes, su ReverbNation, su Facebook e su Xing (ma per questi ultimi due dovete essere registrati).
Divertitevi a guardare in giro e fateci sapere cosa ne pensate...

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One



Siccome ci piace questa canzone, vogliamo condividerla.
Molti gia' la conoscono. Ma una volta in piu' non fa male.
Cliccate sopra al video per ascoltarla.

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Kagoshima


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Questa citta' ha un fascino tutto particolare. Al sud dell'isola meridionale del Kyushu racchiusa in un'ampia insenatura dominata dal vulcano Sakurajima, Kagoshima vanta il nome di Napoli del Giappone.
Conquistata da portoghesi, inglesi ed olandesi, e' una citta' con forti influenze architettoniche europee, anche se la sua storia e' stata condizionata solo dalla famiglia Shimazu per piu' di 600 anni.
A Kagoshima ebbe i natali anche Togo Heihachiro. Dopo aver compiuto studi navali in Inghilterra alla fine del XIX secolo, torno' in patria per guidare la Marina Imperiale Giapponese durante la guerra Russo-Giapponese. Grazie alle vittorie schiaccianti che Heihachiro riporto' nel 1904 e nel 1905, fu soprannominato il Nelson d'Oriente.
La passione per i Giapponesi per il mondo occidentale, e tutto quello che questo rappresentava in tutte le sue forme, aveva appena ingranato la marcia.

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Novita'


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La nostra "bertuccia", ritratta per l'occasione nella foto, ha un blog suo personale.
Se volete visitarlo, lasciare commenti e saluti andate su:
http://vittovittoria.ilcannocchiale.it

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Holly Hobbie

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Facevo le elementari quando i disegnini di Holly Hobbie la facevano da padrone sulle copertine di quaderni, quadernoni per bambine.
Della mia generazione tutte le bambine ne hanno posseduto almeno uno.
Io, in tutti questi anni (che ormai sono davvero tanti), Holly Hobbie l'avevo rimossa, fino a quando, durante la nostra "gita" natalizia, non ci siamo imbattuti in un gruppo di signore giapponesi, che riposavano, sedute per terra, mangiando agrumi -il Kyushu del resto e' la Sicilia giapponese- tutte con il "famoso" cappello.
Una rivelazione! Il cappello immortalato per anni ed anni e' ancora in voga fra le donne del Kyushu.
E' proprio il caso di dire, certe mode non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano....

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P.S. Una nota: siamo arrivati a quota 20000 visitatori!!!

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Nagasaki

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Chi pensa, visitando Nagasaki, di trovare una citta' dedicata "alla memoria" di quello che accadde il 9 agosto di ormai tanti anni fa, si sbaglia di grosso.
A Nagasaki si respira tutto il contrario di quello che si respira ad Hiroshima. Qua la storia fa davvero ormai parte delle storia.
Gia' la sua posizione geografica fa la differenza. Incastonata fra montagne verdi come smeraldi, la citta' si sbriciola sul mare dalle pendici, con tetti colorati che sembrano proprio non appartenere al Giappone.
Infatti fu porto di attracco prima dei portoghesi, e poi degli olandesi. Entrambi vi hanno lasciato enormi tracce.
Questa fusione di cultura giapponese, mescolata a quella coreana, a quella cinese (anche qui c'e' una Chinatown), a quella europea fa di Nagasaki una citta' estremamente "tollerante".
La cordialita' delle persone, la loro disponibilita' , il sorriso sempre stampato sulle loro bocche sempre pronte ad un cenno di saluto rendono questa citta' ancora piu' speciale.

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Quota 6

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Tanti Auguri al
nostro mago del computer, del Nintendo DS e di tutto quanto fa "elettronica" e matematica!
(ma non chiedetegli di cantare .... si imbarazzerebe troppo)

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Gru

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Gru. Milioni di gru, uccelli simbolo del Giappone, della Pace, della Liberta'.
Campi gialli ricolmi di gru. Gru sgraziate nel camminare, ma splendide in volo.
In un angolo sperduto del Kyushu, ci siamo imbattuti in quest'oasi, dalla quale e' stato difficile allontanarsi.

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Eccoci....tutti insieme appassionatamente

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Ecco come eravamo la sera di Natale a Kumamoto ..... dopo aver spolverato il Chrisumassu keki (pronuncia giapponese di Christmas cake.....)
alla cioccolata!!!

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Ooka... storie giapponesi

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Viveva, nella città di Edo, un giudice famoso per la sua saggezza e la sua imparzialità. Si chiamava Ooka.
I nobili ed i ricchi sostenevano che fosse stravagante, perfino stupido, ma poiche' la gente del popolo lo amava, circolavano molte storie sul suo conto.
Un giorno, il signor Kugio, il giudice supremo, lasciò  Osaka per andare a Edo. Kugio-san era considerato il miglior giudice del Giappone e voleva  rendersi conto di persona delle qualità attribuite ad Ooka.  Kugio-san si recò immediatamente in tribunale, dov'era in corso un processo. L'accusato era un tipo di nome Gohey, mentre l'accusatore era Mompei, un ricco mercante. "Sono stato aggredito e derubato di tutto il mio denaro" dichiarò Mompei " ed ho riconosciuto il mio aggressore: è Gohey." "Dove ha avuto luogo l'aggressione?" domandò il giudice. "Nei pressi della città di Okanomizo" rispose Mompei. Gohey - con quanto fiato aveva in gola- esclamò: "E' una menzogna! Non sono mai andato a Okanomizo, come avrei potuto aggredire qualcuno?" "Mi sembra evidente" disse il giudice sorridendo. Poi, si rivolse a Mompei in tono severo: "Sa bene vero che le false deposizioni devono essere punite? Spero per lei che possa presentare una prova o un testimone!"  "Come potrei avere un testimone?" rispose Mompei. "I ladri non commettono i loro misfatti in pubblico! Gohey era solo e mi ha aggredito in un luogo isolato. Si era nascosto dietro un vecchio salice, sul ciglio della strada, e all'improvviso mi si e' avventato contro." "Un vecchio salice uhm..." disse Ooka, pensieroso. "Ecco il suo testimone! vada a cercare il salice, in modo che confermi la sua versione dei fatti!" Tutti i presenti rimasero muti e increduli.
Kugio-san pensava: "Questo Ooka o è pazzo oppure imbecille, o entrambe le cose! Come può essere considerato il miglior giudice del Giappone? E io ho affrontato il viaggio da Osaka per conoscerlo!" "Signore!" riprese Mompei. "Come potrebbe parlare un albero? E anche se potesse, come farei a trasportarlo da Okanomizo fino in tribunale?" "E' un suo problema!" rispose Ooka irritato. "Presenti questo testimone entro oggi, altrimenti verra' condannato a pagare un'ammenda! Ed ora  se ne vada!" Quando Mompei fu uscito, Ooka si rivolse al suo ospite, Kugio-san, : "Sono molto onorato della vostra visita; mentre aspettiamo il ritorno dell'accusatore, posso proporvi di  andare nella sala da the?" Kugio-san accettò con aria sostenuta ed i due giudici si alzarono. Passando davanti a Gohey, Ooka gli disse con benevolenza: "Non temere: la tua innocenza verrà dimostrata quando il tuo antagonista sarà di ritorno. Nell'attesa, resta qui; noi andiamo a bere una tazza di the, ma torneremo presto." Gohey rispose: "Signore, vi ringrazio, ma vorrei poter tornare a casa: non posso certo aspettare per una settimana che Mompei sia di ritorno! Mia moglie e i miei figli mi aspettano!" "Una settimana?" si stupì Ooka. "Okanomizo si trova a due passi da qui, e Mompei non e' un invalido, mi pare!" "Oh, vi sbagliate" esclamo' Gohey ridendo, "non si tratta di questa Okanomizo, ma di quella che si trova presso Saitamiè!" "Forse" riprese Ooka, "comunque, non è poi così lontano! Se si sbriga, può tornare per questa sera! Abbi un po' di pazienza!" Gohey cominciava ad innervosirsi. "Signore, non tornerà mai per questa sera; c'è un fiume da attraversare e il salice si trova sulla sommità di una montagna scoscesa. Inoltre, l'albero è molto vecchio e il suo tronco è enorme: gli occorrerà molto tempo per abbatterlo e trasportarlo..."  All'improvviso, si fermò e impallidì: aveva descritto al giudice il luogo in cui era stato commesso il furto e dove affermava di non essere mai stato. Ooka si rivolse alle guardie: "Quest'uomo è un ladro e ha rapinato Mompei. Catturatelo!" Poi, si rivolse sorridendo al suo ospite: "Allora, andiamo a bere questo the?" Il giudice Kugio si inchinò profondamente: "Lei e' davvero il giudice più saggio che abbia mai conosciuto, ed e' un vero onore per me accettare il suo invito!"

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Tolleranza


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Credo che nel vocabolario giapponese-giapponese la parola intolleranza non esista.
Dal freddo Hokkaido al profondo Kyushu non esiste persona che non sia estremamente tollerante con il prossimo. Nessuno inveisce per la strada, se ad un rosso qualcuno si attarda, ne' tanto meno qualcuno penserebbe di strombazzare il clacson. Nessuno pensa come "fregare" quello davanti nella fila chilometrica alla posta, o al ristorante, perche' nessuno viene fregato.
L'assoluto senso etico pervade questo popolo, che deve avere un enzima diverso dal nostro, un metabolismo particolare, un gene fuori posto... insomma ci deve essere una spiegazione logica, un trucco ...
...eppure anch'io in questa tolleranza, divento tollerante (anche se potrebbe sembrare impossibile), e allora ???

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.....al tempio

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L'ultimo dell'anno giapponese ? a casa coi parenti. Piatto tradizionale ? Soba, e chi non resta a casa, si trasferisce in una delle mille soba-ya sparse per la citta'.
Dopo, tutti al tempio (anche il 1 gennaio va bene) dove un immensio spiegamento delle forze dell'ordine tiene tutto sotto controllo.
Fuochi d'artificio ? Neanche a parlarne. A Tokyo si fanno durante tutto l'anno per un qualsiasi evento "straordinario"... ma mai per l'inzio del nuovo!

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