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Avvertenze per i signori fumatori (e non)

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Credo che il Giappone sia rimasto l'unico paese del mondo industrializzato a non aver demonizzato il fumo.
Le sigarette vengono vendute, come le bibite, lungo la strada dalle macchine distributrici, e la gente e' libera di fumare -pur rispettando certe regole- senza essere additata.
Premetto io sono una non fumatrice, e cio' che sto per dire potra' essere usato contro di me da mio marito, che invece e' un'incallito fumatore!
In Giappone si puo' fumare per la strada, se il mozzicone non viene gettato per terra. Piccoli portaceneri portatili sono in vendita ovunque, sono anche colorati per cui potrete fare anche la vostra bella figura al momento dell'utilizzo, magari scegliendo dei colori di tendenza!
Ci sono poi zone specifiche della citta' dove non si puo' fumare (Shibuya, per esempio), se non fermi nelle apposite zone "fumo" dove altri accaniti fumatori che aspirano il fumo a pieni polmoni, fanno da cornice.
Nei ristoranti la divisione e' minima e ridicola: i tavoli a destra sono fumatori e quelli a sinistra non fumatori, ma condividono la stessa stanza e sono posizionati a pochi centimetri di distanza gli uni dagli altri, per cui l'aria viziata dal fumo e' equamente condivisa da entrambe le categorie. Ma nessun giapponese si lamenta. Buffo, no?
Marco, invece qualche tempo fa, e' stato costretto da una signora inglese incinta a lasciare il locale, anche se nel locale il fumo era consentito. But the Brits are the worst...dice sempre un nostro amico americano. Beh, anche loro non scherzano sul bando al fumo. Si alterano meno se chiedi loro dove comprare della cocaina, che un pacchetto di sigarette!!!
Comunque, in queste non-lotta-al-fumo i giapponesi hanno dotato gli aeroporti di gabbiottini a vetri, che ormai stanno in piedi da soli grazie al fumo. Gli aspiratori non ce la fanno neppure a risucchiare il puzzo della prima sigaretta della giornata: per entrare c'e' bisogno del machete e per uscire del GPS.
Trovo assolutamente ingiusto che i fumatori nel resto degli aeroporti del mondo civilizzato debbano uscire fuori dall'edificio per gustarsi una "paglia". E' un vizio e non un bisogno, verissimo, ma allora perche' non vietare a chi beve alcolici di bere prima dell'imbarco? L'alcool non e' propriamente la cosa piu' sana sulla faccia della terra, anche se toglie la paura di volare a molti. Va bene, va bene, capisco tutto: lotta al cancro, al puzzo, a quel che volete, ma fra polveri sottili, inceneritori in citta' (a Tokyo ce ne sono 23, uno per ogni ku!) ed energie nucleari, mi devo proprio attaccare al minore dei mali?
Insomma, mio marito fuma ed io fumo passivamente il suo fumo, sara' quello che mi ammazzera' o la diossina sprigionata nell'aria dagli inceneritori, che non dividono piu' nemmeno la plastica dalla carta?
Io non sopporto il puzzo del fumo, quello che rimane addosso come se avessi trascorso una serata a giocare a briscola in un circolo ARCI negli anni '70. Odio sentirmi puzzare i capelli, gli abiti .... (ma odio anche il puzzo di fritto, se e' per quello, quando si appiccica addosso e pare d'essere stati dentro una padella con 7000 tonkatsu!), ma non per quello penso che quel fumo mi uccidera' ... perche' se cosi' fosse, non dovrei piu' respirare nessuno tipo di aria, non uscire di casa, non mangiare nulla, non bere nulla. Ed e' per questo che mi piacciono i giapponesi, perche' hanno capito che e' una battaglia inutile quella contro il fumo, se non si combattono prima tutti gli altri fronti!

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