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Cappelli

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La prima volta che ho visto un "cappello" cosi' lo indossava Yoko Ono. Calato ben bene sul uno dei volti "piu' odiati" dagli amanti dei Beatles e non solo.
Nelle mia ingenuita' -ero appena diventata una teen-ager-, pensai che fosse il vezzo di una donna artistoide, catapultata in un mondo non suo, l'America, e pure diventata vedova anzi tempo.
Mai convinzione fu piu' sbagliata, o almeno al tempo che fu avra' avuto anche un'idea di veridicita', ma adesso - diciamolo pure - dopo decenni si e' trasformata in una moda vera e propria. Almeno a Tokyo.
Ecco infatti, che tutte le donne giapponesi, in eta' da menopausa, invece di tingersi i capelli di rosso come le italiane, vanno in giro per la citta' con questi alquanto improbabili parasole. La visiera solitamente non e' cosi' cangiante, ma e' di un nero impenetrabile, e se la calano sul viso fino al mento, cosi' da non poter scorgere nemmeno un millimetro quadrato della loro pelle.
Finche' sono fuori, e c'e' anche la sola minima idea di sole in cielo, il parasole e' d'obbligo: dentro al supermercato cosi' come alla posta, agli ATM cosi come al video noleggio. Insomma un vero must insieme agli immancabili guantini.
Sono ormai lontani i bei tempi in cui le giapponesi, che sapevano ancora d'oriente e non di globalizzazione, con i loro kimono e zoccoli, si riparavano dal sole con gli ombrellini di carta di riso!

Pasted Graphic

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