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Cash coffee....

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Le banche, in Giappone, sono un'entità distante dal quotidiano. Efficientissime, piene di impiegati in uniforme, onnipresenti. Sportelli bancomat da fantascienza (in realtà si chiamano ATM e puoi farci tutte le operazioni, compresi i versamenti). Entri dentro e le senti fredde, lontane. In questo il Giappone somiglia molto all'Italia. Da noi, cosa ci salva è il rapporto personale con uno degli impiegati, l'amicizia con il Direttore. L'Italia è il paese dove una conoscenza giusta cambia drasticamente l'approccio alle cose. Il Giappone ha, invece, fatto dell'efficienza spersonalizzata la base di tutto...ma qualcosa sta cambiando....
Una banca giapponese, la Shinsei Bank, ha iniziato una rivoluzione basata sull'innovazione. Si sta avvicinando al cliente, sta umanizzando il rapporto fra istituto ed utente. Come lo sta facendo? Attingendo risorse ed idee da altri mondi.
Il CEO è un gaijin (straniero) ed ha iniziato a circondarsi di bravi managers provenienti da altri settori.
Una fra tutti è la nostra amica Keiko. Lavorava come responsabile Marketing per aziende del lusso, le hanno proposto la sfida Shinsei, ha accettato. E' lei la testa di ponte che sta guidando il cambiamento. E' lei che sta rivoluzionando il rapporto fra clienti e banca.
Idee innovative fatte di piccole cose. La possibilità di scegliere il colore del proprio bancomat fra 32 tonalità. Un sito web in inglese per gli utenti stranieri (unica banca giapponese). Servizi gratuiti e personalizzati.
L'ultima è veramente estrosa: un ATM caffé all'interno dell'appena aperto, chic-chissimo, modernissimo Omotesando Hills, centro commerciale disegnato da Tadao Ando.
Sportelli bancari ed espresso, con tanto di tavolini. Un modo intelligente e "diverso" di umanizzare la banca. Un'operazione abitudinaria ,come il prelievo, resa interessante e più attraente da un bel bar in stile italiano gestito dalla De Longhi.
Brava Keiko e brava la Shinsei!

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