"I Due Diavoli"
Il titolo ve l'ho rivenduto cosi' come ce l'ha
inoltrato Pio. Qui di seguito una quotazione da un
suo pezzo. E' sempre bello poter approfittare di una
"penna" eccellente!
" Difficile
immaginare, al momento, quale sarà la reale
diffusione, l’impatto e l’efficacia che il documento
concepito a Dharamsala e affidato alla rete avrà tra
il “popolo” cinese – la cui perizia tecnologica è
oramai di gran lunga superiore ai pervicaci quanto
maldestri tentativi di oscuramento dei siti da parte
delle autorità - ma una cosa è certa: a Pechino
saranno saltati su tutte le furie.
Tra una preghiera e l’altra, tra assicurazioni e
raccomandazioni, il Dalai Lama, oltre alle menti dei
“fratelli e sorelle cinesi” che invita ad aprirsi
alla verità, punta infatti diritto al cuore dello
stato.
E ai generali che chiedevano istruzioni se bombardare
o meno i monaci in fuga, il “grande timoniere”
rispose: “lasciate perdere, lasciate che il Dalai
Lama muoia in esilio, solo e dimenticato”. Mai
previsione fu più errata.
E’ la prima volta – se la memoria non ci fa difetto –
che il Dalai Lama, oggetto di accuse e insulti
personali, reagisce rivolgendosi direttamente al
“popolo” cinese.
“Non sono un separatista, né un sobillatore” assicura
il Dalai Lama. Ma un “provocatore” lo è senz’altro,
anche se nel senso positivo del termine. Datevi una
mossa, fate un gesto, inviate un segnale. Il tempo
stringe e c’è bisogno di coraggio. Il Dalai Lama ce
l’ha. E Pechino?"




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