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1 maggio: Festa dei lavoratori

lavoratori

" Stupisce che in questo momento della vita del Paese il problema principale della Cgil possa essere il Comune di Firenze, ma il mondo è bello perché vario".  Con questa frase il sindaco di Firenze, Renzi conclude una serie di spiegazioni sulla sua idea di tenere i negozi del centro aperti il primo Maggio controbattendo alle "accuse" della signora Camusso.
Ed io personalmente credo abbia ragione Renzi.
La Repubblica, quotidiano che ormai ha perso tutta la sua credibilita', dopo gli assurdi articoli pubblicati sul Giappone, da' spazio alle lamentele di una commessa costretta a lavorare il giorno della FESTA dei LAVORATORI. Bene ha fatto il giornale a dare spazio alla signorina argomentando cosi' tutta la sua amarezza del dover lavorare in un giorno di festa. Quando si fa della discussione costruttiva e' sempre importante, e' un passo in avanti in una societa' civile. Ma Renzi non ci sta, ed insiste e parla di competitivita', di centro storico, di picco turistico fra aprile e maggio, insomma fa un'analisi bella precisa e dettagliata del centro storico fiorentino. Alzi la mano chi - quando va in gita da qualche parte - non ami fare un po' di shopping, o non voglia vedere almeno un museo. Forza su, mani alzate, non fate finta di essere tutti "sindacalisti" adesso!  I negozi del centro chiusi danno un certo senso di desolazione e di crisi, ammettiamolo, perche' il centro e' il cuore pulsante della citta', e se non pulsa, non vibra, non vive e muore. Molto spesso i turisti stranieri che sognano un viaggio a Firenze tutta una vita, non riescono a vedere gli Uffizi, l'Opificio delle Pietre Dure, il Bargello e se ne tornano a casa insoddisfatti innescando un passaparola micidiale: in Italia e' sempre tutto chiuso. E come ama recitare mia sorella: una nomea vale piu' di una contea. Quando noi italiani capiremo che essere solo il Bel Paese non e' piu' sufficiente per richiamare i turisti sara' sempre troppo tardi.
Pero' il 1 Maggio e' e resta la festa indiscussa dei lavoratori, una festa ottenuta con il sudore di chi anni fa non sapeva nemmeno cosa fosse un contratto e fosse solo per onorare queste persone va rispettata. Ma, se di festa dei lavoratori si parla tutti i lavoratori -per definizione- cara la nostra CAMUSSO - dovrebbero far festa, anche i ristoratori, per esempio. Tutti, dicevamo, nessuna eccezione. Tutti a casa con le famiglie. Niente treni, ne' aerei, ne' autobus, ne' taxi, ne' bar, ne' ristoranti aperti. Ed anche gli stabilimenti balneari che proprio il 1 di maggio spesso decidono di ricominciare la nuova stagione devono rispettare la festa. Magari glielo fa presente lei cara Camusso, con un comunicato ufficiale? I LAVORATORI TUTTI dalla a alla z il 1 MAGGIO NON DEVONO LAVORARE, come le suona? Perche' i lavoratori hanno gli stessi diritti qualsiasi sia la loro occupazione, vero? Questo tipo di atteggiamento si rifarebbe ad una qualita' umana, rara come i cani gialli, ma fondamentale per il vivere civile, e si chiamerebbe coerenza, ma pare che anche lei ne sia scarsamente dotata. Perche' il cameriere del ristorante di Viareggio dovrebbe lavorare e la commessa del centro di Firenze no? La sua regola dovrebbe quindi essere valida per tutti e non solo per chi ci fa piacere, per chi ci fa provare un fermento, una stizza perche' quel Renzi ha troppa visibilita', cerca solo visibilita'! E se anche fosse? Renzi e' il primo cittadino di una delle citta' piu' belle e famose al mondo, mica di Cincirinella delle Caserane, perdinci!
Poi, se vogliamo aprire -visto che sono in vena - e lei l'ha amabilmente tirato in mezzo considerato il suo ardore verso il nostro Sindaco, il caso del Maggio Musicale Fiorentino, cara Susanna, sono pronta con unghie affilatissime e denti di ferro a combattere fino all'ultima goccia di sangue, per dimostrare che tutta questa storia e' un'amabile messa in scena. Del resto da dei teatranti cos'altro potevamo aspettarci?
Forse il mondo ci invidia la capacita', l'estro, il talento del Maggio, ma certo non ci invidia l'arroganza e la supponenza con cui si sono misurati durante il post-terremoto a Tokyo. Mi sono anche permessa di dedicare un post di questo mio misero blog a Marco Berti, tanto era il mio disgusto intorno a tutta questa faccenda. Qua c'e' una comunita' intera pronta a sbugiardare tutte le illazioni dei componenti del Maggio, basta che qualcuno venga a chiedere. Sa, e' facile, fin troppo facile, salire in cattedra e fare demagogia con solo una parte della "verita'"! Ma i cittadini, i lavoratori tutti non dovrebbero avere un peso politico uguale per il suo sindacato? Se la risposta e' SI, come voglio sperare, allora chieda, esiga dal sindaco Renzi la chiusura dei negozi del centro, ma esiga anche che nessuno, proprio nessuno, dalle Alpi alle Piramidi, debba lavorare, perche' festeggiare il 1 Maggio e' un diritto sacrosanto di tutti i lavoratori. Pero' non si scordi, cara Susanna che difendere il Maggio vuol dire offendere gli altri cittadini italiani che a Tokyo ogni giorno con il loro lavoro rappresentano un'altra Italia, ugualmente importante, ugualmente talentosa, ma meno supponente.

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Gente Giovane, Gente Nuova

italia

In tutta onesta’ a me Rosy Bindi e’ sempre piaciuta parecchio. L’ho incontrata qualche anno fa in Ambasciata a Tokyo dove incontro’ un gruppo di donne italiane. Rimanemmo tutte entusiaste. Ci conquisto’. Ci conquisto’ la sua intelligenza, la sua ironia, la sua profondita’ ma anche la sua assoluta semplicita’. Ma, quello che piu’ ci colpi’ fu il fatto che ascoltasse. I politici, invece, generalmente non ascoltano quello che la gente ha da dire, vanno dritti per la loro strada, supponenti, convinti di sapere tutto di tutte le realta’ italiane dalle Alpi alla Valle dei Templi. I nostri politici amano sentirsi parlare, amano il tono della loro voce. Sono talmente presi dal loro ego, che perdono di vista quello per cui sono li’: governare un paese.
Ma ancora, in tutta onesta’ io non penso che Rosy Bindi sia la candidata giusta, mi pare piuttosto l’agnello sacrificale, e prima come donna e poi come cittadina, dico no a questo “martirio”.
E non sopporto neppure che i vari Prodi, D’Alema, e Veltroni si spertichino in dichiarazioni piu’ o meno a favore. Loro hanno gia’ fatto il loro corso, e che ci piaccia o no, hanno fallito, per cui sarebbe prova d'intelligenza che lasciassero il passo ad altri piu’ giovani, senza aggirarsi fra le stanze e fare le eminenze grigie. Il paese non ha piu’ bisogno di loro, il mondo va avanti. Non esiste che dopo tutto lo sventramento del PD, ancora questi signori, e ci aggiungo pure Vendola, continuino a dilaniare il partito. Abbiamo bisogno di unita’, dobbiamo far quadrato attorno al candidato prescelto, ma il partito ha anche il dovere di giocare la sua migliore carta. Le prossime elezioni vanno vinte. Vanno riprese regioni e citta’ passate all’opposizione. Vanno vinte senza sventolare lo spauracchio Berlusconi, vanno vinte con dei programmi precisi e concreti.
Vanno vinte ridando al paese Italia credibilita’, ri-penalizzando il falso in bilancio, togliendo l’immunita’ parlamentare, ridistribuendo le quote TV equamente, snellendo la burocrazia, combattendo l’evasione fiscale, e soprattutto rimanendo compatti.
Se c’e’ una cosa che dall’esperienza del PDL dobbiamo imparare e’ stare uniti, attorno al proprio leader.
E’ il momento dell’unione – ce l’ha ricordato anche Benigni a Sanremo – basta con l’Italia dilaniata, dobbiamo essere uniti in un’unica direzione.
E questo PD che non ha nessun capo carismatico, cosa fa? Decide di puntare sulla Bindi. Io voglio uno donna al Governo alla guida del Governo, ma non credo che la Bindi sia la scelta giusta.
Abbiamo bisogno di un leader giovane, un leader nuovo, con fuoco nelle vene, che con ardore ed amore ricostruisca questo paese finito nella melma.
E se non fossero bastati i politici italiani degli ultimi 20 anni a ridurre il paese allo spettro di se’ stesso, ci si sono messi pure gli americani che “aiutano” Berlusconi – per un loro mero rendiconto – anche se reputano il nostro Primo Ministro “uno stupido utile”.
Bene, se la politica fosse davvero politica, ed il rispetto fosse davvero rispetto, gli americani vorrebbero “uno statista capace ed utile”, che risolva i problemi con il dialogo, e la capacita’ di trattativa. Noi, sebbene un piccolo paese, non dobbiamo essere alla merce’ ne’ degli americani, ne’ dei russi, ne' dei cinesi, prossimi in lista a comandare il mondo. Dobbiamo essere abili in politica e dialettica e giocarci bene le nostre carte affinche’ si possa anche dare piu’ basi agli americani, ma in cambio non si permetta il declino. Ed ancora, ce lo ricordava Benigni, l’Italia ha avuto prima la cultura dell’Unita’ politica ed ora che abbiamo 150 spazziamo via la cultura, lasciandola senza finanziamenti.
La meritocrazia non esiste piu’, esiste chi trova lavoro solo perche’ conosce questo o quell’altro, lo ricordava Storace ad Annozero la scorsa settimana,in una confessione tristemente accusatoria di un sistema malato. Chi non conosce nessuno, invece, fa numero dentro la grande percentuale di disoccupati.
Gli spericolati anni 80 ci hanno dimostrato che la speculazione finanziaria folle e spregiudicata ci ha portati al collasso economico. Le nostre banche – sono state un pochino piu’ oculate e non hanno subito “crolli” o fallimenti, ma non elargiscono prestiti alle aziende per rinnovi tecnologici, per ricerca e sviluppo, per investimenti in risorse umane. Il piccolo imprenditore o il piccolo artigiano e’ costretto o a dar fondo ai propri risparmi pur di salvare l’azienda, o a chiuderla precludendo cosi la possibilita’ anche ai propri dipendenti di creare e far girare l’economia. Non dimentichiamoci che per ogni assunzione, ogni imprenditore corrisponde una somma di denaro allo Stato. Ecco io credo che paradossalmente dovrebbe essere lo Stato a pagare l’imprenditore per il servigio che rende. Lo Stato deve essere grato con chi rende il paese ITALIA un paese migliore, con possibilita’ lavorative ed imprenditoriali. Senza arrivare al paradosso, pero’, sono fermamente convinta che l’imprenditore che crea lavoro non debba corrispondere niente allo Stato. E men che meno in momenti di crisi come questa. E’ lo Stato che si deve dimostrare oculato, ridurre le proprie spese, ed i propri guadagni perche’ settori come l’istruzione, la sanita’ e l’imprenditoria non siano penalizzati. E certo non possiamo pensare di risolvere tutto con le privatizzazioni: sanita’ ed istruzione sono e devono rimanere pubbliche perche’ sulle pari opportunita’ si basa una democrazia.
Mancano asili, mancano scuole, mancano insegnanti motivati, e soprattutto mancano insegnanti uomini. I nostri figli hanno bisogno di entrambe le energie per crescere equilibrati. Hanno bisogno di insegnanti maschi, ma la cultura del machismo e del celodurismo degli ultimi 25 anni ha fatto dimenticare agli uomini quanto il loro ruolo sia fondamentale nella crescita di un bambino e di un adolescente. Il corpo docente dei nido e delle scuole d’infanzia e’ solo femminile. Perche’? un uomo si sentirebbe meno uomo a prendersi cura di un bambino in una scuola?
Il lavaggio mediatico che il nostro cervello ha subito negli ultimi anni e’ spaventoso. I ragazzi rincorrono il sogno di diventare divi TV, o di un reality: tanti soldi con il minimo sforzo.
Ecco, dobbiamo ridare fiducia ai nostri giovani, dobbiamo far vedere loro che le strade per la realizzazione personale sono molteplici e non sempre passano per la strada del compromesso, o la strada piu’ facile.
E noi abbiamo un impegno con questi giovani, perche’ dobbiamo lasciar loro un mondo migliore di quello che abbiamo trovato. Per questo bisogna investire in energie alternative, uscire dal giogo e dal gioco pericolosissimo del petrolio.
E non possiamo piu’ permetterci di aspettare, di rimandare, perche’ il clima si e’ modificato drasticamente, le zone deserte, aride saranno sempre di piu’ e sempre meno sara’ il terreno agricolo su cui far crescere il nostro cibo. I ghiacci si stanno sciogliendo e gli scienziati considerano che da qui e 10 anni molte terre saranno sommerse. Cosa facciamo noi? Cosa fa il Governo per invertire questa tendenza? Dobbiamo investire nella ricerca dove abbiamo sempre eccelso, dobbiamo evitare la fuoriuscita di geni e dar loro la possibilita’, nel loro paese, di dimostrare quanto valgono. Dobbiamo tagliare con il passato, con lobbies e famiglie potenti che manovrano la politica in cambio di voti. La politica siamo noi. Noi cittadini, che ci arrabattiamo da mane a sera per far quadrare i conti, per riuscire a pagare un mutuo senza dover chiedere aiuto alla famiglia, che viviamo in case normali, alla periferia della citta’, siamo la politica. Non ho mai visto un politico, se non in campagna elettorale, andare di citta’ in citta’, di paese in paese ed ascoltare la gente, ascoltare i problemi, le preoccupazioni, le soluzioni della gente. Questi politici non ci rappresentano. Rappresentare significa farsi interprete di interessi, opinioni ed esigenze di altri, ma loro continuano a fare la loro bella vita, con le loro belle machine, nelle loro belle case del centro (a prezzi di favore), le loro belle vacanze da sogno sulle loro barche da prezzi impensabili, i loro pullovers di cachemere e soprattutto sono impegnati ad evitare processi.
Beh, io sono stanca di questa gente: e’ l’ora di voltare pagina, e’ l’ora di gente giovane, e’ l’ora di gente nuova.

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Shopping a-la-japonaise!

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Ecco, sono in Italia da venti giorni.
Ho fatto tutti i miei controlli medici, le spese, gli incontri ravvicinati ed obbligati con la parentela, assistito ad una sfilata di moda a -3 in un giugno piovoso a Milano ed incontrato il
Portinaio.
Potrei rendergli pan per focaccia descrivendolo in tutta la sua aura, ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, e siccome mi sta davvero simpatico, ha una vena ironica quasi estinta nel genere umano, lascio correre ma vi invito a leggere il suo
blog!
L'altra mattina sono andata in centro a Firenze, la trovo sempre bellissima e devo ammettere che l'ho trovata stranamente pulitissima.
Il centro storico con tutti gli autobus elettrici chiuso al traffico in mano a maree di turisti. Turisti da ogni angolo del mondo: anche brasiliani, anche se devono aver mandato la rappresentanza brutta della popolazione..uomini e donne inguardabili. Non mi possono uccidere cosi' il mito della bellezza sudamericana,insomma! Poi russi, americani, spagnoli, tedeschi, cinesi tutti dietro delle guide turistiche per chiese e luoghi storici della citta'.
Un gruppo di rumeni anche di fronte alla casa di Dante per poi affacciarsi sulla chiesa costruita nell'anno 1000 e dove Dante incontro' la Portinari, facendosela diventare una vera e propria fissazione.
Tutti a bocca aperta a respirare la storia della citta' attraverso i suoi vicoli, i suoi vinai ed artigiani.
Poi altri gruppi folti di stranieri, indubbiamente asiatici, che passano davanti a chiese e monumenti alla velocita' della luce che li guardano, li fotografano, annuiscono e sfilano via in buon ordine per dirigersi la' dove lo shopping di lusso e' fermata obbligatoria: via Tornabuoni!
Escono carichi di buste di tutti i brands piu' disparati per poi salire di nuovo di corsa sull'autobus che ha sopra un cartello OUTLET PRADA o meglio ancora
アウトレットプラダ!
"Shopping estremo" declinazione nipponica.

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...ma veramente ogni Paese ha quel che si merita ??

Pasted Graphic

NOOOOOOOOOOOOO!!!

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Corteggio Storico

manife

Visto che siamo ex-residenti pratesi (oh, mammamiaaaaaaaaaaaaa!!!!), e che il nostro amatissimo amico Marco Masini ci ha ricordato di esserci puntualmente dimenticati della festa della Madonna (va bene lo stesso se la scuola di Pietro di chiama St. Mary??????), abbiamo deciso di dedicare, questo capitolo di blog al Corteggio Storico di Prato.
Infatti, piu' seriamente, l'antica e celebre Fiera di Prato ha il suo culmine l'8 settembre, Festività della Madonna, a ricordare una tradizione che ha le proprie radici nel Medioevo. Festa civile e insieme religiosa, le manifestazioni per l'8 settembre resistono ai cambiamenti, alle difficoltà del momento, alle trasformazioni nel corso del tempo.
La Fiera e il Settembre pratese sono la testimonianza di un'identità a cui la Città rimane fedele, pur nel suo continuo rinnovarsi.
I gruppi in costume attraversano le vie del centro città per raggiungere piazza Duomo, dove si incrociano i valori laici e religiosi, simbolicamente rappresentati dalle tre chiavi (due di proprietà del Comune ed una della Diocesi) che, insieme, aprono e chiudono lo scrigno della Sacra Cintola, la reliquia la cui Ostensione chiuderà, come è ormai da secoli, i festeggiamenti per l'8 settembre. Un rituale che mantiene inalterata la sua carica simbolica e che ..... manda il traffico in tilt!!!!

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25 Aprile


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Quanti sanno che oggi e' anche S. Marco?
Io l'ho imparato da mia suocera, che ha sempre chiamato il suo "bambino" per gli auguri d'onomastico..per me fino ad allora era solo il giorno della Liberazione, che non e' poco!!!!
Comunque Marco, uno dei quattro Evangelisti, fu mandato da Pietro ad evangelizzare Alessandria d’Egitto, dove fondò la Chiesa locale, diventandone il primo vescovo. Nella zona di Alessandria, subì il martirio sotto l’imperatore Traiano, fu torturato, legato con funi e trascinato per le vie del villaggio di Bucoli. Dopo una notte in carcere, dove venne confortato da un angelo, Marco fu trascinato di nuovo per le strade, finché morì un 25 aprile verso l’anno 72, secondo gli “Atti di Marco”, all’età di 57 anni.
Ebrei e pagani volevano bruciarne il corpo, ma un violento uragano li fece disperdere, permettendo così ad alcuni cristiani, di recuperare il corpo e seppellirlo a Bucoli in una grotta. Nel V secolo il suo corpo fu traslato nella zona del Canopo.

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Mondo politico

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Mi pare che nell'ultimo anno, a dispetto dello scorso, il mondo politico italiano si sia accorto che esiste anche il Giappone nello scenario mondiale.
Dopo Rutelli e consorte, per l'inaugurazione della Primavera Italiana, si e' presentato anche il Primo Ministro, Prodi, lui accompagnato -come la tradizione impone- dalla sua signora, che ha avuto anche il privilegio di incontrare l'Imperatore in persona.
Domani sera, almeno per noi, si presentera' l'occasione di incontrare pure il Presidente della Regione Toscana Martini, con il quale avremo una cena,...credo -in tutta onesta'- che il motivo del nostro invito sia da far risalire solo alla nostra origine "straordinariamente straordinaria".
Venerdi' 27 aprile, invece, io con altre donne italiane e l'Ambasciatrice saremo ricevute dal Ministro Bindi, nella speranza che le nostre richieste, formulate in un discorso che io e Giovanna abbiamo preparato, saranno almeno prese in considerazione.
Povere illuse? Puo' darsi, ma, vogliamo credere, che qualche volta ascoltino pur qualcuno!!

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Il Pulcino Cosmico

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L’anno scorso a Pasqua, in casa del professor Tibolla, dall’uovo di cioccolata sapete cosa saltò fuori? Sorpresa: un pulcino cosmico, simile in tutto ai pulcini terrestri, ma con un berretto da capitano in testa e un’antenna della televisione sul berretto.
Il professore, la signora Luisa e i bambini fecero tutti insieme: Oh, e dopo questo oh non trovarono più parole.
Il pulcino si guardava intorno con aria malcontenta.
- Come siete indietro su questo pianeta, - osservò, -qui è appena Pasqua; da noi, su Marte Ottavo, è già mercoledì.
- Di questo mese?- domandò il professor Tibolla.
- Ci mancherebbe! Mercoledì del mese venturo. Ma con gli anni siamo avanti di venticinque.
Il pulcino cosmico fece quattro passi in su e in giù per sgranchirsi le gambe, e borbottava: - Che seccatura! Che brutta seccatura.
- Cos’è che la preoccupa? – domandò la signora Luisa.
- Avete rotto l’uovo volante e io non potrò tornare su Marte Ottavo.
- Ma noi l’uovo l’abbiamo comprato in pasticceria.
- Voi non sapete niente. Questo uovo, in realtà, è una nave spaziale, travestita da uovo di Pasqua, e io sono il suo comandante, travestito da pulcino.
- E l’equipaggio?
- Sono io anche l’equipaggio. Ma ora sarò degradato. Mi faranno per lo meno colonnello.
- Be’, colonnello è più che capitano,
- Da voi, perché avete i gradi alla rovescia. Da noi il grado più alto è cittadino semplice. Ma lasciamo perdere, la mia missione è fallita.
- Potremmo dirle che ci dispiace, ma non sappiamo di che missione si trattava.
- Ah, non lo so nemmeno io. Io dovevo soltanto aspettare in quella vetrina fin che il nostro agente segreto si fosse fatto vivo.
- Interessante – disse il professore, - avete anche degli agenti segreti sulla terra. E se andassimo a raccontarlo alla polizia?
- Ma sì, andate in giro a parlare di un pulcino cosmico, e vi farete ridere dietro.
- Giusto anche questo. Allora, giacché siamo tra noi, ci dica qualcosa di più su quegli agenti segreti.
- Essi sono incaricati di individuare i terrestri che sbarcheranno su Marte Ottavo tra venticinque anni.
- È piuttosto buffo. Noi, per adesso, non sappiamo nemmeno dove si trovi Marte Ottavo.
- Lei dimentica, caro professore, che lassù siamo avanti col tempo di venticinque anni. Per esempio sappiamo già che il capitano dell’astronave terrestre che giungerà su Marte Ottavo si chiamerà Gino.
- Toh, - disse il figlio maggiore del professor Tibolla, - proprio come me.
- Pura coincidenza,- sentenziò il cosmopulcino.- Si chiamerà Gino e avrà trentatrè anni. Dunque in questo momento, sulla Terra, ha esattamente otto anni.
- Guarda, guarda, - disse Gino, -proprio la mia età.
- Non mi interrompere continuamente, -esclamò con severità il comandante dell’uovo spaziale. – Come stavo spiegandovi, noi dobbiamo trovare questo Gino e gli altri membri dell’equipaggio futuro, per sorvegliarli senza che se ne accorgano, e per educarli come si deve,
- Che cosa? – fece il professore. – Forse noi non li educhiamo bene i nostri bambini?
- Mica tanto. Primo, non li abituate all’idea che dovranno viaggiare tra le stelle; secondo, non insegnate loro che sono cittadini dell’universo; terzo, non insegnate loro che la parola nemico, fuori della Terra, non esiste; quarto…
- Scusi comandante, - lo interruppe la signora Luisa, - come si chiama di cognome quel vostro Gino?
- Prego, vostro, non nostro. Si chiama Tibolla. Gino Tibolla.
- Ma sono io! – saltò su il figlio del professore. – Urrà!
- Urrà che cosa? – esclamò la signora Luisa. – Non crederai che tuo padre e io ti permetteremo…
Ma il pulcino cosmico era già volato in braccio a Gino.
- Urrà! Missione compiuta! Tra venticinque anni potrò tornare a casa anch’io.
- E l’uovo? – domandò con un sospiro la sorellina di Gino.
- Ma lo mangiamo subito, naturalmente.
E così fu fatto.

G. Rodari

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Befana

befana


E la notte della Befana e' trascorsa.....e' dovuta venire da lontano per portare la calza a Vittoria, Pietro e Bernardo, perche' qua (a dirla tutta quasi ovunque nel mondo) nessuno conosce l'esistenza di questa cara vecchia signora a bordo della scopa, con un gran porro sul naso. Che perdita!!!!!
Io mi ricordo ancora delle feste che venivano organizzate per noi bambini, quando la Befana arrivava con il barroccio del nonno Emilio!!!! Altri tempi ed altre culture.
E le vostre Befane sono tutte arrivate ????

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Starbucks

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Starbucks e' un'azienda leader in "coffee shop", negozi da caffe' e' la traduzione letterale. Ed e' in effetti la spiegazione esatta di quel che si trova dentro questi locali, tutti prodotti a base di caffe', con caffe' di varie qualita' e provenienze.
Tutti gli Starbucks in giro per il mondo sono in franchising ed anche in Giappone non mancano, specialmente da quando le nuove generazioni al tipico te' preferiscono il caffe'.
Il prodotto piu' consumato e' il cappuccino, seguito a ruota dal caffe' macchiato.
Vorrei sottolineare, con un po' di rammarico, che questi prodotti sono italiani e vengono propinati al mondo da un'azienda americana....come la pizza, prodotto italianissimo ma diffuso nel mondo dalle varie PizzaHut e Domino's Pizza.
Che non ci sia un italiano a difendere l'onore del prodotto??

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....dove ci siamo lasciati ???


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...ci siamo lasciati, che ci stavamo imbarcando per l'Italia, dove il 24 giugno Silvia e Francesco si univano in matrimonio.
Il volo Tokyo - Milano - Firenze l'ho fatto come una "handicappata": seggiola a rotelle, subito al check in e subito all' uscita dall'aereo a Milano.
La differenza sostanziale fra il serivzio nipponico e quello italiano e' che, mentre a Tokyo la signorina mi ha portata ovunque chiedessi, in bagno, a fare acquisti (ci sono i duty free per questo negli aeroporti), a bere il caffe' aiutandomi a scendere ed a risalire, a Milano, una ragazzotta sgradevole -anche nell'aspetto, e quando uno sta antipatico e' un valore aggiunto- mi ha portata in una sala, praticamente semi-deserta e lontanissma da tutti i servizi, chiamata "Sala Amica( ??????)" cacata" li' senza nemmeno poter chiedere qualcosa, con la motivazione ufficiale : questo e' il servizio, punto e basta.
Ogni volta che torno in Italia, mi domando cosa costi alle persone, che lavorano al pubblico, essere un po', leggermente un poco piu' gentili e sorridenti: alla fine delle giornata -forse- avrebbero i muscoli della faccia meno in tensione! E poi si lamentano che il turismo in Italia non funziona piu'...ma su questo avro' un capitolo a parte.
La prima cosa, che faccio ogni volta che atterro in Italia, e' fiondarmi dal parrucchiere, che ha il suo bel da fare a risistemare mesi e mesi di arruffio metropolitano. Oltre tutto questa volta avevo anche il matrimonio, per cui i capelli dovevano stare anche meglio, se possibile! Di tutta la "mise" acquistata per la cerimonia, non ho indossato niente: con quel tutore color gamba, non riuscivo neppure a mettermi un pantalone largo, figurarsi uno a sigaretta. Ho optato per un vestito bianco, con l'imprimatur della sposa, che era vestita di un rosa pallido.
Il matrimonio e' stato bello, anche se di un caldo mostruoso. I due testimoni erano due sfigati: una (io) con il ginocchio rotto, l'altro con le emorroidi fatte da poco. Comunque, nonostante le nostre difficolta' fisiche abbiamo fatto il nostro dovere, gli sposi erano -naturalmente- alquanto emozionati. Per non parlare, poi, della signora Pina che piangeva come una vite tagliata!
Marco, con la sua D200, si e' improvvisato fotografo ufficiale, e come ha fatto notare mio cugino Simone, sembrava un pakistano, mentre lo zio Prio ha fatto le riprese.
Non abbiamo, dopo la cena, assistito al taglio della torta perche' il mio ginocchio ed il jet lag reclamavano clemenza. Siamo pero' riusciti a goderci - all'ombra di un condizionatore- la partita Argentina-Messico o Messico-Argentina ? Comunque, poco cambia.
Finalmente, orari accettabili per vedere le partite del Mondiale, piuttosto che quelle proibitive giapponesi e nessuno ancora osava sperare tanto!!!!!

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Ciao, ciao........

valigie


sayonara!!!

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Come ci vedono gli altri ....

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Se un settimanale come l'Economist dedica un'intera copertina al "problema", forse di "vero problema" si tratta.
Gli umili cittadini, che di economia ne masticano sempre poca, si sono facilmente lasciati influenzare da opinioni assolutamente non discutibili (visto che la discussione non e' piu' contemplata), accettandole come dogmi.
Il signore in copertina e' il piu' grande "venditore" degli ultimi tempi: il suo modo di parlare "diretto", dopo anni di politici "puri", ha fatto risollevare gli animi.
"Cavolo", si sono dette le persone, "finalmente uno che parla come noi (sa dire anche .....coglioni.....), che si e' fatto da solo (?????), che e' diventato ricco, finalmente una svolta politica possibile, dopo 40 anni di cancro democristiano". E' cosi' che ha vinto l'altra volta.
Bene, ma oltre al cancro (visto l'alto numero di riciclati) ci siamo beccati anche le metastasi, e tutte le chemio che ha preteso e pretende farci non riusciranno a farci "vivere".
Una chemio su tutte: la cancellazione dell'I.C.I..
Ma se il Governo Europeo sta chiedendo da tre anni di abolire l'I.R.A.P., considerata anti-costituzionale, quando non sono riusciti neppure a ridurla, perche' serve disperatamente CASSA ci chiediamo dove si troveranno i soldi per quest'ultima chemio!!!
Allora, male per male, almeno proviamo il metodo Di Bella, che non ci salvera', forse, ma almeno ci intossichera' di meno!

Vi suggeriamo caldamente di visitare In Video Veritas e leggere con attenzione "La Matematica e' un'opinione".........

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Umanesimo & Rinascimento

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Per un miliardo di motivi, essere italiani nel mondo, ci inorgoglisce.
Come pochi, di altre nazionalita', sappiamo di storia, di geografia, di storia dell'arte, di letteratura, di filosofia, di religioni: il nostro "Umanesimo" ci fa diversi, fin dalla nascita.
Poi, in un secondo, tutto il nostro Umanesimo scompare, scompare la nostra cultura, scompare il nostro spirito critico, scompare la nostra congenita tolleranza, scompare la nostra illimitata comprensione, e non siamo piu' quelli di cui essere orgogliosi.

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Dario Fo non e' un moderato....

dario

Oggi abbiamo deciso di "tornare" in Italia per un attimo. Piu' precisamente a Milano. Questo piccolo omaggio al genio e all'uomo Dario Fo viene direttamente dalla speranza. La speranza che lui sia l'inizio del cambiamento nel nostro bellissimo paese. Paese che, secondo noi, non si merita di essere trattato cosi' dai nostri "dipendenti" (citando Beppe Grillo).
Sperate con noi. Sayonara.

modera

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