Vi piace il sushi alle fave e banane?
Nel triste giorno in cui
Repubblica.it posta su Facebook la notizia
dell'incidente a Pietro Taricone, noi riceviamo in
regalo dal Portinaio un post che
pubblichiamo con orrore. Dopo averci incontrato,
il Portinaio si e' convertito al
Discordianesimo e ci ha mandato questo post al
termine di un ritiro spirituale presso il tempio
della dea Eris di Roccapipirozzi (IS). Durante la
settimana di ritiro si e' nutrito solamente di
sushi alle fave e banane, vestito con un
tuxedo
tigrato e
ciabattine all'Otelma. Eccone le conseguenze:
Essere
ospiti di un blog è sempre una lama a doppio taglio.
Devi dare il meglio di te stesso perché sennò fai la
figura del cencio, non puoi offendere o criticare i
padroni di casa sennò ti rispediscono al mittente,
non devi fare battute volgari o andare contro le loro
ideologie perché potrebbero non pubblicarti.
Ed io che faccio ora?
Per farvi capire che a me questi due proprio non mi
intimoriscono, inizio così.
Il primo incontro con Marco e Bea è avvenuto in via
Senato 10 a Milano, alle ore 19e45 sotto una pioggia
fina fina, come direbbe mia zia del sud.
Alti come due cipressi e vestiti di un’eleganza
stratosferica, Bea sembrava un’ex modella di Vogue
Germania e Marco l’assassino maggiordomo di Cluedo!
Pensate sia troppo poco?
Il vestito di Beatrice era del noto stilista Cavalli:
un velo di garza floreale accompagnato da una giacca
bianca e con zeppe alte 18 centimetri color topa di
campagna. Io di fianco a lei sembravo un diversamente
abile.
I gradi a Milano pare fossero 16, quelli percepiti da
Bea, dall'alto dei suoi tacchi, -3.
Pare che a Bormio e sulla sua testa abbia anche
nevicato.
Marco è un uomo molto gentile, appena entrati alla
sfilata di Cavalli ci ha “parcheggiato” di fianco a
delle taniche d’alcool ed è andato a svegliare dal
sonno invernale i clienti giapponesi, che
battendosene il cazzo, si sono presentati con i
sacchetti di Armani alla sfilata di Cavalli. Fossi
stato io al suo posto sarebbero durati come un
orgasmo di un coniglio, ovvero 2 minuti!
Marco è un uomo di bella presenza, conosce il retail
giapponese a menadito, sa tutto dell'Apple, ha
scaricato le applicazioni per l’eiaculazione
sull’iPhone, non sopporta né Dolce né Gabbana e il
suo intercalare preferito è “fava”.
Beatrice Maria Roberta è una donna di bellissima
presenza, sembra di origini
tedesche/austro-ungariche, è magra come Sissy, fa
ridere come la Littizzetto e manda a letto i suoi
figli alle 8e30!
Se fossero in Italia questi bambini non potrebbero
vedere: Striscia la notizia, il Tg2, Un Posto al Sole
(anche se non lo fanno più), l’inizio di X-Factor e
il serale di Amici.
Marco fuma come un turco, pare che la Philip Morris
lo voglia come sponsor ai prossimi mondiali di corsa
sugli accendini.
Bea non mangia la fiorentina, non mangia il sushi,
non beve vino, quindi verrà trasferita nella sede di
Cavalli in Burkina Faso.
Ancora troppo poco?
Quando Marco ti guarda: o ti sta per dire “Fava”,
oppure ti propone una pausa sigaretta. Quando ti
guarda Bea: o ti sta per dire “ Se ti ho in culo ti
cago nell’Arno”, oppure inciampa nei suoi stessi
piedi.
Nelle nostre lunghe passeggiate milanesi si è
sbeccata lo smalto almeno due volte ed è quasi caduta
stesa 4 volte, pur indossando delle Birkenstock.
Vi va bene come descrizione dei padroni di “From
Toscana To Japan”?
Alzi la mano chi vuole cambiare il nome a questo
blog?
Bene facciamo partire il televoto “Come vuoi chiamare
il blog di Marco e Bea?”:
1. Sushi e Chianti
2. I Bischeri di Tokyo
3. Dante mangia Onigiri
4. Tokyo è bella ma preferisco Scandicci
5. Tokyo sembra Prato: sono tutti cinesi
6. Mia moglie ’un la si tromba
7. Fava
8. I miei figli non hanno mai visto il tramonto
perché vanno a letto prima
9. Maremma maiala ho dell’alga nori fra i denti
10. Le aragoste a Tokyo non me le vendono perché non
vogliono che le cucini con il riso.
Mentre Marco era a lavorare, io e Beatrice abbiamo
avvistato Alba Parietti in giro per Milano. Non me la
immaginavo così, è una specie di demonio. Mi sono
documentato e in effetti è vero, è iscritta nel libro
degli esorcisti.
“Non sopportano la Coroncina della Divina
Misericordia:
1) Almagas (Demonio dell’ulcera Varicosa)
2) Andrapos (Demonio dell’intestino)
3) Endior (Demonio dell’eczema)
4) Tartanass (Demonio dell’omeopatia)
5) Alba Parietti (Demonio del Botox)”.
Siccome io sono il Portinaio (e anche la Bea non è da
meno), ho allungato le orecchie e ho scoperto che la
Pariettona deve diffidare qualcuno perchè continuava
a ripeterlo al telefono. O voleva farlo sapere a noi,
o dall’altra parte della cornetta c’era un sordo.
“Diffida, diffidalo, fagli la diffida!”
Alba, l’hanno capito anche al terzo piano di
H&M!! Io forse diffiderei il suo chirurgo
estetico visto che non ha delle labbra ma delle Big
Babol masticate.
Scusate le divagazioni, questi sono solo pettegolezzi
frivoli.
“Oggi porti mia moglie a vedere Milano?”
“Va bene caro Marco, ha delle scarpe comode?”
“Sì, di Cavalli”
“Ho detto delle scarpe comode, non di marca!”
Marco è un profondo studioso della Cabala. Io che
sono un povero pirla in cerca della propria fede ho
cercato di capirne di più.
“La Cabala è quella che studia Madonna?”
Marco mi guarda come se avessi detto al Papa che Gesù
aveva le mani bucate perché era uno spendaccione.
“La Cabala è quella che studiano Paola e Chiara?”
Dopo questa Marco mi ha abbandonato in tangenziale
con un cartello con scritto “Fava”.
Mi sa che ai toscani piace molto associare una
persona ad una verdura o ad un frutto, quindi devo
trovare anche io un ortaggio che riassuma la coppia
Scardigli-Lombardi.
Vediamo… la mora?...il kiwi?...No! Ci vuole qualcosa
di più evocativo.
Trovato: la Banana.
Ecco loro sono così, hanno mille declinazioni:
Se uniti insieme stanno bene e si possono usare come
un casco, perché ti proteggono.
In caso vogliate essere originali e fare bella figura
possono essere usati come gonna. Ve la ricordate
Josephine Baker?
State pur certi che non vi faranno mai fare uno
scivolone sulla loro buccia.
Infine sono divertenti, ma se sbucciati, dentro sono
dolci e fanno bene.
E poi come la banana sono pieni di doppi sensi.
Grazie per l'ospitalità.
Il Portinaio "fava"
Io non
ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori
nuovi.
Alda
Merini (Terra d'Amore 2003)




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