Multietnico
Siamo ben 17 ore indietro
rispetto al Giappone (per cui per noi oggi e' il
compleanno dell'Imperatore), e 9 rispetto all'Italia,
il che mi causa ancora non pochi problemi a capire
che giorno sia, dove, come e perche'!
Al nostro gruppo si sono aggiunti Steve e la moglie
Hiromi, lui americano -l'unico- e lei giapponese.
Per ora noi italiani siamo ancora la comunita' piu'
popolosa in questa casa, con ben 5 presenze contro 2
e 1/2 giapponesi, anche se fino ad oggi niente cibo
italiano!!!!!
Siamo una comunita' variegata come lo e' la comunita'
americana, che almeno non guarda il "diverso" con
diffidenza, che credo sia un bel dato connotativo.
Qualsiasi cosa che passi per la mente, qua c'e' .....
tutto per la cucina italiana (ma questo e' facile
ormai ... almeno qui), tutto per quella giapponese,
coreana, vietnamita o libanese. Insomma la
globalizzazione, per ovvie ragioni, e' proprio
cominciata qui.
Porzioni
Lo stomaco americano per
genetica deve essere almeno 20 volte piu' grande di
quello di un giapponese. Le porzioni sono cosi'
immensamente abbondanti da lasciare (Marco incluso)
piu' dei 3/4 del pasto servito nel piatto. Ora
capisco anche la "insana" abitudine degli americani
di riportarsi a casa gli avanzi, anche in occasioni
ufficiali o romantiche.
Anche i piatti serviti per i bambini hanno dimensioni
apocalittiche (vedi foto) e per quanto uno cerchi di
vedere il fondo, lo sforzo e' immane.
Un pancake servito a Tokyo ha il diametro di circa
12/15 centimetri (almeno dove generalmente andiamo
noi a Yoga), un pancake servito qui ha almeno un
diametro di 30 cm ..... con un grande vantaggio, il
prezzo. Un pancake di quelle smisurate misure,
servito a tavola, non costa nemmeno un
dollaro.
Fuso orario
Cosi' ieri, oggi, non so
piu' che giorno e'.... insomma il 18 di dicembre ci
siamo diretti (in macchina, non possiamo permetterci
l'elicottero per uno, figuriamoci per 5)
all'aeroporto di Narita.
E se all'inizio tutto ci faceva supporre che ci fosse
il mondo in automobile verso Narita (da casa nostra a
Shibuya ... 6 chilometri... 1 ora) passato il Rainbow
Bridge il traffico si e' fortunatamente dissolto, e
siamo arrivati a destinazione con un'ora di ritardo,
ma che avevamo - preventivato, conoscendo le abilita'
automobilistiche di questo paese.
Abbiamo fatto il check in, pranzato e partiti precisi
e puntuali con un volo della Northwest diretti a San
Francisco.
E' stato ribattezzato" Il volo peggiore della nostra
vita" dai nostri figli, che non hanno potuto chiudere
occhio nelle 8 ore di volo: due bimbi piccoli hanno
pianto ininterrottamente per tutta la durata del
viaggio, (senza che nessuno dei due genitori si
prodigasse in qualche acrobazia per evitarlo) ed un
ragazzo americano -che si stava gustando qualche
commedia- rideva cosi' forte che tutti i passeggeri
si giravano costantemente a guardarlo.
Il seggiolino di Vittoria poi non poteva reclinarsi e
hostesses e stewards erano alquanto sbrigativi e poco
disposti, nonche' di un'eta' vicina alla pensione.
Come da pensione era il nostro pilota, che con il
volo da Narita a San Francisco ha concluso la sua
carriera, fra gli applausi di noi passeggeri, ed una
"doccia" offerta all'aeroplano da un camion dei
vigili del fuoco al nostro atterraggio (pare sia
prassi).
Siamo scesi cosi' dall'aeroplano alle 7:35 del giorno
18 di dicembre, giorno in cui alla stessa ora - a
Tokyo- i bambini si preparavano per andare a scuola.
Le magie del "fuso orario"!
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