Thailandia - parte seconda -
Che dire di Phuket ??? Quest'isola nel Mare delle
Andamane, diventato famoso per il terribile tsunami
di 2 anni fa, e' un'isola che pare non abbia subito
alcun impatto con l'onda anomala.
La gente del posto, sopravvissuta, racconta
tranquillamente di quel 26 dicembre, anche se dove
siamo andati noi, a Karon Beach, pare che i danni
siano stati veramente minimi.
Comunque, anche i luoghi piu' devastati, sono rinati,
nessun segno della tragedia, tutto e' stato
ricostruito e risistemato come se la Thailandia fosse
un paese stra-ricco. Gia' questa prima visione lascia
positivamente impressionati. Ovunque ci si giri,
tutto e' pulito, le strade grandi ed ordinate, palme,
spiaggie bianche, banana boats, mercatini della piu'
raffinata contraffazione, dalle scarpe alle borse,
dai DVD ai jeans, tutto si mescola alle migliaia di
luoghi per massaggi, -non quelli sex-oriented-, si
possono avere massaggi thailandesi, massaggi
aromatici, con vari tipi di olii, massaggi per i
piedi.... e noi ovviamente noi non ci siamo
sottratti. Un massaggio costa di media, per un'ora, 2
Euro!!!!!
Patong e' la Rimini di Phuket, piena di gente, di
vita, di attivita' di ogni tipo ed il paradiso dei
locali per uomini, anche se le donne -specialmente le
scandinave- non mancano!
I Tuk Tuk sono i tipici taxi locali, una sorta di
camioncino, rigorosamente rosso, dove possono star
comodamente sedute, lateralmente, 10 persone. Al
posto dei vetri, delle tendine di plastica
trasparenti, che vengono lasciate distese solo in
caso di pioggia.
Tutto in Thailandia si contratta, e le mancie sono
d'obbligo, anche se nessuno si arrabbia o inveisce se
non vengono elargite.
L'hotel dove abbiamo alloggiato era l' Hilton, sul
mare, conta circa 2000 camere, 5 piscine e si
sviluppa in un giardino immenso a forma circolare. La
cosa piu' interessante dell'albergo e' il trattamento
che riservano ai bambini: sotto i 6 anni sono gratis,
Vittoria, l'unica di 8, ha pagato il 40%. Offrono un
servizio babysitteraggio 24 ore su 24, nonche' una
grande area attrezzata con tutti i tipi di giochi.
Sebbene molto allettati da questa opportunita', non
l'abbiamo mai sfruttata, ma la sicurezza che ci
fosse, ci ha fatti sentire piu' "liberi".
In Thailandia non c'e' rischio di morire di fame,
anche per i palati italiani, piu' difficili, purche'
il piccante non sia un problema ed il coriandolo,
talvolta, non sia un ostacolo nelle pietanze.
Intorno a Phuket si sbriciolano decine di minuscole
isolette, fra cui Phi Phi Island, famosa per essere
stata il set del film The Beach con Leonardo Di
Caprio. Noi ci siamo avventurati su Kaya, meno
battuta dal turismo, a mezz'ora di motoscafo da
Phuket. Un vero e proprio paradiso: 20 persone in
tutto in un'ansa grande come il Forte dei Marmi!!!!
Ed infine non poteva mancarci il giro a dorso
dell'elefante nella giungla thailandese!! Uno spasso
per tutti anche se abbiamo poi scoperto, per
mantenere l'equilibrio, l'esistenza di muscoli che
nessuno sapeva di avere!
Non stupitevi se ovunque andiate, i thailandesi
uniscano le mani, come in preghiera, accennino un
lieve inchino (mai a 90 gradi come i giapponesi) e
pronuncino con un sorriso Sawadika (le donne) e
Sawadikrap (gli uomini), e' il loro modo per darvi il
benvenuto.




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