Evoluzioni....infantili
Che i figli crescano, che mettano in discussione i
propri genitori, che -con un'esperienza come questa-
le loro menti si aprano ancor piu' decisamente, e'
una logica conseguenza evolutiva, ma, che tre
"nanerottoli" ci costringano sempre nell'angolo, mi
sembra eccessivo!
Inizio dal piu' piccolo, solo anagraficamente. Non
dice che 6 parole -fra italiano ed inglese- pero'
vuol gia' andare in bagno, sul vaso. Mi chiama, mi
indica il sedere e via, si dirige come un fulmine
verso il bagno a tirarsi giu' i pantaloni. Mangia da
solo, si spoglia da solo e rimette pure le sue cose a
posto da solo!
Il secondo, nonche' Pietro, corregge la pronuncia
"troppo italiana" del nostro inglese. Quando deve
esprimere un concetto piu' complesso, l'italiano non
lo considera minimamente, e siccome ha un amico, la
cui madre e' cilena, da qualche giorno ha deciso che
di alcune parole vuole anche la traduzione in
spagnolo. Se mi vede un po' titubante :"non la sai,
vero mamma, non la sai? perche' non la sai? Se non la
sai in spagnolo dimmela in ebraico!"..... per
l'appunto ha un amico israeliano. Ora devo imparare
anche i nomi degli animali in ebraico perche'
altrimenti:"Mamma, non sai proprio nulla!"
E' vero non so nulla, ed avrei voluto rimanere
nell'ignoranza..... ma chi vi ci ha portati qui?
perche' io e babbo non vi abbiamo lasciato a
Calenzano con i nonni? invece di sentirci correggere
la pronuncia di "PERTH"??????
Ecco, dall'angolo, sbucare signorinella. A noi pareva
che con lo sforzo dell'inglese, quest'anno lei fosse
gia' sufficientemente sotto pressione, aggiungendo
anche le sue regolari lezioni di violino e di nuoto.
Errore fatale!
Dopo il corso di danza, dove le insegnano ad essere
il Don Lurio in gonnella, ha pensato bene di iniziare
a studiare -da sola- il giapponese, cosi' sta
memorizzando tutti caratteri dei vari tipi di
scrittura.
L'altra sera le ho detto di giocare invece di
imparare il giapponese, che tanto per quello ha
tempo. Di nascosto a me, ha detto a Marco :"ma io le
lettere inglesi le conosco gia' e mi annoio". E cosi'
-chiusa nella sua camera, dopo aver finito i compiti-
sta imparando piano piano hiragana, katakana e quella
miriade di kanji necessari per leggere in questo
paese.
A volte, davvero, mi chiedo se meno apertura mentale
non sarebbe meglio!




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