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Pio, la nostra ispirazione

Shinjuku_Skyscrapers

Da un articolo di Pio, che segue, segue e segue.
Meditate.

Tsuneo Akaeda ha 67 anni. Per quarant’anni ha fatto il ginecologo in un ospedale pubblico di giorno e praticato aborti, che in Giappone sono legali fino al sesto mese, il pomeriggio, in una clinica privata. Ora è in pensione, ma come tutti i giapponesi, continua a lavorare. Di notte. Da mezzanotte all’alba lo trovi appollaiato su uno sgabello di Komaba Hiroba, una delle poche piazze “naturali” di Tokyo, nel bel mezzo del quartiere “luccicante” di Shinjuku (foto). Davanti a lui, un tavolino con un cartello che è tutto un programma: “parla, ti ascolto gratis”. L’argomento è sottinteso. Come affrontare, in fretta, con discrezione e risparmiando il più possibile, un aborto, lo strumento di regolamentazione delle nascite più diffuso dell’arcipelago: 500 mila l’anno (In Inghilterra, che detiene il record europeo, sono “appena” 116 mila). Un’ecatombe: si calcola che in Giappone, un po’ per ignoranza e sciatteria, un po’ per scelta e spesso perfino per calcolo, una gravidanza su 4 venga interrotta volontariamente. Davanti al dr. Akaeda c’è la fila: prostitute, casalinghe rimaste intrappolate da una relazione effimera e casuale, donne sposate che “non pensavo che…”, ma soprattutto ragazzine. “Molte hanno 13, 14 anni, e alcune sono recidive – spiega Akaeda - fanno sesso per gioco, per noia, spesso vengono violentate in famiglia o dai loro coetanei. Ma non hanno nessuno con cui parlare, nessuno con cui condividere quello che tutto sommato non considerano nemmeno una dramma, ma un semplice fastidio, una scocciatura imprevista. La loro preoccupazione maggiore è quella di mantenere il segreto e come racimolare i soldi: in famiglia non c’è né comunicazione né solidarietà, i genitori pensano che regalando loro un telefonino e pagando la bolletta in qualche modo le controllino. Balle. Non se ne rendono conto, ma non fanno altro che sovvenzionare i loro intrallazzi sessuali. Perché se chi le ha messe incinta se ne frega, e succede nella maggior parte dei casi, queste ragazzine sono costrette a prostituirsi. E una volta scoperto che in questo modo è facile far soldi, non ne escono più. Assenza di valori morali, varietà e insaziablità della domanda rendono questo settore il più vitale dell’economia nazionale”. Così parlò Akaeda. Sono le 3 di notte. Mettersi a pensare è difficile, a quest’ora, ma il terzo turno di Tokyo offre, e impone, anche questo.

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