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John Lennon Museum

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E' strano vedere l'unico museo dedicato a John Lennon a Saitama, a 40 minuti di treno da Tokyo. Ovviamente, sua moglie, Yoko Ono, ha giocato un ruolo determinante.
Il luogo e' estremamente impressionante e la realizzazione molto suggestiva.
Il museo si articola in zone, seguendo un filo cronologico, dove i colori hanno -sicuramente- una loro valenza.
Le foto dell'infanzia, i quaderni della scuola, le immagini di Liverpool degli anni 40 e il primo banjo si trovano nella prima zona, dove le canzoni degli esordi fanno da colonna sonora.
L'incontro con gli altri Beatles, le prime apparizioni al Cavern Club, manifesti ingrigiti dal tempo e dall'inquinamento su muri ricostruti in maniera impeccabile, sono tutti raccontati nella seconda zona, dove il colore predominante e' il grigio Londra con luci sfumate, anche un po' malinconiche.
Poi gli anni d'oro dei Beatles, la prima sala di registrazione, vecchissimi dischi, cartoline autografate, giornali, foto di ragazze in delirio, i costumi di Sgt.Pepper ed il primo paio di occhiali tondi di John, che ne sono diventati poi segno inconfondibile. Qua sono i colori psichedelici a fare da sfondo su pareti ricoperte dalle parole PEACE AND LOVE, temi ricorrenti nelle canzoni di John.
Poi, l'incontro con Yoko, il loro trasferimento a New York, le foto con il figlio Sean, il pianoforte, tutto in una sala bianca. Su di uno schermo, passano in rassegna immagini della loro vita quotidiana, le canzoni del suo ultimo LP, Double Fantasy, di sottofondo, fino ad arrivare ad un'immensa parete bianca con la data della sua morte: 1980-12-8.
Una traccia minuscola della prima moglie e del primo figlio.....tante tracce di Yoko, che forse e' stata davvero tutto quello che e' stato detto, o forse chissa', senza dubbio si sono amati, ed e' questo alla fine quello che ha contato.

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