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Ecologia

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Nel paese del protocollo di Kyoto uno si aspetterebbe un'attenzione per l'ambiente estremamente mirata, ed invece si scopre, ahime', che anche qui poco viene fatto.
A cominciare dal traffico.
Oltre ad essere pazzesco, e gestito senza criterio (in citta' entrano camion, betoniere, convogli militari di tutte le misure e pesi), la montagna di semafori dislocati a distanza millimetrica l'uno dall'altro, fa si che la concentrazione di gas di scarico sia sempre piu' elevata, 24 ore al giorno per tutti i giorni dell'anno, rispetto alla norma.
La raccolta differenziata e' forzatamente differenziata nelle singole case e nell'effettivo servizio di ritiro nei giorni prestabiliti, ma, una volta arrivata all'inceneritore, brucia assieme a tutto il resto, indifferentemente in un unico buglione.
Solo le bottiglie dal vetro chiaro o ambrato ed i quotidiani vengono "realmente" riciclati. Il resto e' diossina allo stato puro. E contando i 23 inceneritori in citta', l'aria di Tokyo non e' certo aria di montagna!
Nonostante gli sforzi di Koizumi, i business men non hanno rinunciato -in estate- al loro status symbol: la cravatta e l'abuso di aria condizionata che viene fatto e' sconcertante. Lo stesso vale per l'inverno, la maggioranza delle case ha una tenuta termica pari allo zero assoluto, non esistono doppi vetri, e gli infissi sono una mera illusione, lasciando spazio cosi' a "spifferi" impietosi che costringono la maggioranza dei giapponesi all'utilizzo di stufe a gas per riscaldare gli ambienti.
Come se tutto cio' non bastasse, comprare prodotti ecologici per le pulizie domestiche e' proibitivo. Mediamente costano dalle 3 alle 4 volte in piu' di un prodotto ad alto impatto ambientale, inducendo il consumatore all'inquinamento "pseudo-consapevole" per non incidere sulle finanze, gia' messe a dura prova negli ultimi anni di crisi.

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