Il boia e' tornato
Purtroppo al mondo esistono ancora troppi paesi dove
la pena di morte e' contemplata, e purtroppo molti
altri ancora, sebbene non l'abbiano, hanno condizioni
carcerarie alquanto dubbie e malsane, ma ancora piu'
grave e' il fatto che le vite degli uomini non hanno
mai lo stesso peso specifico, la stessa risonanza
nelle pagine dei giornali, la stessa empatia da parte
degli altri simili.
E questo e' proprio il caso del Giappone.
Quanti scrivono, denunciano, gridano che ancora 99
persone sono in attesa d'impiccagione nel braccio
della morte nipponico? Eppure sono, siamo tutti
pronti a mobilitarci, a scandalizzarci, a dar del
boia al primo Governatore americano, che non firma la
grazia al primo condannato della lista!
Il Giappone e' sempre contraddittorio: i cittadini
imparano prima i loro doveri, e poi forse sanno quali
sono i loro diritti, cosa per noi assolutamente
inconcepibile. Eppure da dicembre ad oggi, sono state
7 le morti per impiccagione, eseguite in gran
silenzio, senza informare preventivamente i
familiari, i legali o la stampa. A cose fatte, un
misero comunicato viene diramato, omettendo un
piccolo particolare: i nomi dei giustiziati!
E noi ? i giornali stranieri ? occidentali ?
italiani, almeno ?
Leggendo qua e la' testate nazionali ed
internazionali, la copia solo elettronica
-ovviamente- non ci siamo imbattuti in prime pagine
con denunzie, a tal proposito, a caratteri cubitali.
Ma una vita, non e' una vita sempre e comunque ed
ovunque? Che idealista sono ... ma e' ovvio che la
risposta sia NO.
Ed allora, una vita giapponese, sebbene in questo
paese la popolazione sia nettamente a favore della
pene di morte, non ha valore, non ha risonanza nel
mondo, non e' una per la quale combattere o scendere
in piazza.
Ma del resto i giapponesi in piazza certo non
scendono: a malapena sanno cos'e' una manifestazione,
uno sciopero, l'assenteismo o anche solo un
sindacato.




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