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In Giappone la
prostituzione e' perseguibile per legge. Non si
trovano quartieri "rossi" all'olandese o lucciole per
la strada all'italiana, ma si trovano locali sparsi
un po' ovunque nei quartieri, dove un menu di ragazze
attende la potenziale clientela gia' sulla porta
d'ingresso. In questi milioni di locali, signori piu'
o meno sposati intrattengono ragazze piu' o meno
giovani in conversazioni di vario genere offrendo
loro champagne e venendo ricambiati con moine ed
attenzioni, alle quali -pare- non siano abituati a
casa.
Una volta stabilita una minima conoscenza, qualsiasi
rapporto sessuale ne scaturisca non puo' essere
chiamato prostituzione: entrambi i soggetti si sono
accoppiati in piena liberta', consenzienti e senza
compenso economico alcuno (almeno apparente). Viene
cosi' elusa amabilmente la legge, con buona pace del
proprietario del locale, che non sara' "disturbato"
dalla polizia.
Presso l'ufficio immigrazione c'e' uno sportello
adibito alle "intrattenitrici", cioe' coloro le quali
lavoreranno in quesi locali: nell'industria dello
spettacolo!
Il Giappone ha un triste primato, e' il primo paese
al mondo per il mercato del sesso, qua viene
"importato" il numero piu' alto di donne bianche
(principalmente dell'Europa dell'Est), spesso rapite
ai loro affetti piu' cari e rivendute alla malavita
locale a prezzi astronomici, per essere poi impiegate
nei locali per un pubblico adulto.
L'industria del sesso in Giappone ha un mercato
stimato in 80 miliardi di dollari all'anno,
gioco-forza che la domanda di ragazze nuove e sempre
piu' giovani sia altissima. Spesso i gestori di
questi locali rimandano a casa le "vecchie" signore,
piene di accessori costosissimi, imponendo loro di
aprire delle agenzie di reclutamento ragazze che poi
saranno dirottate nei locali sparsi per il paese,
dove inizieranno la loro carriera come cameriera. In
un secondo momento le ragazze saranno letteralmente
ricoperte di regali: abiti costosi, gioielli,
accessori di lusso ed inserite in uno stile di vita
da magnate, per poi vedersi presentare il conto, un
conto salatissimo. Il debito che inconsapevolmente
hanno contratto con il loro datore di lavoro,
accettando tutti i regali e gli agi possibili ed
inimmaginabili le induce cosi' alla "prostituzione":
un "modo come un altro" per ripagare i loro
debiti.




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