Sul Freccia Rossa

Ed eccoci di ritorno, nel
caldo umido del Giappone ... l'estate qua toglie
proprio il respiro e la luce che alle 7 di sera se
n'e' gia' andata mette proprio tristezza.
Abbiamo girato un po' per l'Italia utilizzando lo
Shinkansen locale: Freccia Rossa o Argento, proprio
un'esperienza che non ha nulla da invidiare al piu'
conosciuto treno giapponese. Puntuale, pulito con
ottimi servizi a bordo, belle poltrone ed un silenzio
insolito per l'Italia chiaccherona. Anche i cellulari
tenuti a bada da vibratori efficaci, specialmente se
seduti comodamente a leggere un libro o un giornale,
sono stati una bella sorpresa; mi ricordavo un'Italia
piu' "ostentatrice" nello squillo selvaggio.
Il 4 d'Agosto ci accomodiamo cosi' nelle nostre
poltroncine sulla linea che porta a Napoli, imbarco
ovviamente a Firenze Santa Maria Novella. Un
gruppetto di giapponesi sulla mezza eta' (piu' o meno
come la nostra, sob sob), salgono proprio dietro di
noi. Il treno parte, ci viene annunciato che tre ore
dopo saremo arrivati a Napoli.
I giapponesi dietro di noi cominciano a sgranocchiare
sacchettate di roba (-troiai -si dice a Firenze):
patatine, fonzies, noccioline e chi piu' ne ha piu'
ne metta, ed ad intrattenersi allegramente con un bel
tono di voce sostenuto. Tutti gli sguardi dei
passeggeri verso di loro: ebbene si', stanno
disturbando, anche i giapponesi disturbano!!! Marco
mi guarda, e rispondo allo sguardo con un ecche' ci
vuoi fare?
Ci reimmergiamo nella nostra lettura, e questi
imperterriti a voce alta continuano la loro
conversazione. Marco mi riguarda e mi fredda: ora
dico loro qualcosa! "Ma lasciali stare, che
t'importa?" "M'importa invece perche' tutti vogliono
che noi rispettiamo le loro regole, ma a casa nostra
nessuno rispetta le nostre!" Non fa una grinza,penso,
ma perdinci se s'e' incarognito..." verissimo, ma,
lasciali stare, leggi e non farci caso" aggiungo,
sperando di averlo convinto.
Cosi' il treno fila via liscio come l'olio. Passano
coi giornali, con gli snacks (di cui i giapponesi
fanno man bassa ... ma non erano loro che non amavano
le cose salate? ... il mondo va proprio
all'incontrario), passa il controllore e questi fissi
e ribaditi a starnazzare con le loro voci stridenti
.... vedo Marco seduto, no! in piedi, no! si gira e
prima ancora che io possa prendere fiato per
proferire verbo: "sumimasen, se siete tanto educati e
silenziosi sullo shinkansen in Giappone, perche'
dovete essere cosi' rumorosi e maleducati in
Italia?".
Non so se il gelo che poi e' caduto sui signori fosse
dovuto dalla parte di merda subita, o dallo stupore
di prendersela pure in giapponese, fatto sta, che
hanno abbassato la voce, ed il nostro viaggio e'
proseguito in perfetto silenzio!




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