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Gusto

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Qualche anno fa avevo letto in una rivista di viaggi, che i paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono gli unici al mondo ad avere gusto. Gusto per il cibo e le spezie, per l'architettura ed i colori, per le stoffe ed i vestiti. Li' per li' la notizia mi era passata inosservata, ma dopo qualche anno passato in Giappone e vivendo in una comunita' decisamente internazionale, mai frase fu piu' azzeccata.
A parte l'assoluta assenza di gusto in fatto di moda e di estetica in generale che accomuna tutto il mondo ad eccezione dell'area mediterranea, appunto, le note piu' dolenti arrivano quando si parla di cibo.
In quanto a palato, pare che tutti abbiano perso sia le papille gustative che un certo senso di discernimento, confondendo, come si dice a Firenze, il culo con le 40 ore.
Il Japan Times offre una rubrica guida per pubblicizzare nuovi locali in citta'. Il giornalista Robbie Swinnerton si da' un gran da fare a cercare nuovi ristoranti o ritrovi piu' o meno mangerecci, ma seguire i suoi consigli e' come rinunciare ad avere le papille gustative, appunto.
Ogni suo consiglio (del resto e' anglosassone ...) va evitato come la peste bubbonica, quello che per lui e' buono, per noi non raggiunge nemmeno la sufficienza e quello che supera l'eccellenza, per noi e' quasi commestibile.
Mi domando quando e' stato assunto sul proprio C.V. cosa ci fosse scritto, perche' aspettare di sapere dove andare a cena con i suggerimenti di Swinnerton e' come commettere suicidio.
Che gli inglesi continuino a fare musica, a scrivere libri, a speculare ed a preoccuparsi della regina e del tempo, che al cibo ci pensiamo noi!

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