Misure
Ormai dopo tutti questi
anni, ho smesso di cercare qualcosa che mi possa
stare, che possa stare a Marco ... insomma le misure
in Giappone sono proprio tiranne.
Ma il freddo attanaglia ed avevo davvero bisogno di
un paio di guanti. Caspita -mi sono detta- i guanti
sono di lana, figurati se non mi stanno.Dovrebbero
cedere un po'!
Macche'! Niente. Quei guanti che qui vendono per
donna, stanno precisi a Vittoria, figurarsi per le
mie "manine minute". Niente da fare, ed ho dovuto
ripiegare su di un paio di guanti da uomo grigi, che
pero' hanno il polsino -guarda caso- "per uomo" e
quindi un po' largo per me .... ma come dice il
proverbio facciamo di necessita' virtu'.
Ma le mie frustrazioni nell'acquisto, non finiscono
certo con un paio di guanti.
Vittoria deve andare con la scuola alla settimana
bianca, e noi che vuoi per motivi fisici (miei,
principalmente), vuoi per motivi climatici, lo sci
proprio non l'abbiamo mai considerato come uno sport.
Pazienza. Ci tocca e cerco quindi un paio di doposci.
Non e' che Vittoria abbia proprio il piedino di fata,
ma i doposci dovrebbero essere unisex...cosi' mi
avvio verso il negozio di sport.
I modelli "estremamente" femminili arrivano fino al
38, i modelli terribilmente maschili fino al 42. Ora,
mica per altro, ma posso mettere ai piedi di una
12enne, un paio di doposci che sembrano esser stati
prestati dallo zio dopo la guerra in Russia? Non
pretendo che siano rosa e con i fiocchetti, cosa che
Vittoria odierebbe a priori, ma nemmeno da esercito
prussiano. Cosi' devo cercare ancora, e devo
finirmene al capo opposto della citta' per trovare,
in un negozi americano, forse, ma forse, quello che
cerco. LO shopping, che dovrebbe essere un piacere,
alla fine diventa un supplizio.
Ed ancora.
A degli amici e' nato, agli inizi di dicembre, un
bambino. Mi metto alla ricerca di qualcosa di carino
da regalargli. Qualcosa da vestire. E cerco da tutti.
Da Gap a Ralph Lauren, da Benetton a Petit Bateau, da
Burberry a Mini.k. Con mio enorme stupore, cose da
vestire, per vestire un neonato da 0 a 3 mesi non ne
esistono. Esistono le canottierine, i pigiamini, i
"body" e tutto quanto ti faccia vivere una vita da
recluso. Ma di maglioncini vari, di pantaloncini
carini o anche di tutine morbide nemmeno l'ombra.
Mi faccio coraggio e chiedo alla commessa se di quel
completino celeste esiste anche la taglia che
desidero. Lei mi guarda perplessa e mi dice "non
c'e'". Allora mi butto su una tuta termica: "di
questa c'e' la taglia?" Mi guarda inorridita e poi
sbotta: "ma i bambini giapponesi fino a tre mesi non
vengono portati fuori. Stanno in casa, per cui non
hanno bisogno di queste cose". "Beh, e se il bambino
e' gaijin ed i genitori hanno piacere che prenda una
boccata d'aria fresca? " mi esce cosi naturale. So
che non avrei nemmeno dovuto pronunciare quelle
parole, perche' tanto e' come soffiare in una
bottiglia vuota. La commessa mi guarda ancora piu'
stupita: "non so"! Ecco brava non so. "Ma perche' non
gli compra 6 mesi?" "Gia' bella idea, roba invernale
per un bambino che e' nato a dicembre e fra sei mesi
sara' estate... certo che ne hai di cervello in
quella zucca!"
Ma dove non ce n'e' non ce ne sta...e nel paese dove
l'economia e' stagnante, come in una palude, cosa si
fa? manco si pensa che potrebbe esserci un mercato,
la', proprio la' per la strada, un mercato di
stranieri, con piedi grandi, mani grandi, tette
grandi, e gambe lunghe che potrebbero far girare
l'economia, che potrebbero comprare quello che pero'
il mercato giapponese si ostina a non offrire. Ma
anche questo e' il bello del Giappone: non cambiare
mai!




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