Pena di Morte
Per la prima volta nella
storia del Giappone, la stanza delle esecuzioni
capitali -per impiccagione- e' stata aperta alla
stampa per volere del Ministro di Giustizia Keiko
Chiba. L'intento del Ministro e' quello di
sensibilizzare l'opinione pubblica a discutere sulla
pena di morte.
Nonostante Chiba abbia sempre combattuto contro la
pena capitale, lo scorso luglio ha autorizzato (alla
faccia della coerenza con i propri principi)
l'esecuzione di 2 detenuti.
Ai detenuti viene notificatao la loro sorte soltanto
la mattina del giorno dell'impiccagione e qualche ora
dopo il loro destino e' segnato. Per sempre.
La prassi di notifica prevede che prima venga loro
offerta la possibilita' di pregare nella cappella,
dove quasi tutte le confessioni sono rappresentate,
di consumare del te' frutta e dolci. Poi ancora
ammanettati vengono condotti nella stanza
dell'impiccagione che e' separata dalla "corda" solo
da una tenda.
A quel punto la comunicazione, e la rimozione della
tenda.
Il loro destino e' chiaro e nessuna sentenza
d'appello ha il potere di tornare indietro.
Viene quindi elargita loro la possibilita' di
confessione o di pentimento per qualche minuto con il
cappellano, prima di affrontare quello che sara' il
loro ultimo "atto" terreno.
Cinque minuti dopo la verifica dell'avvenuta morte,
il corpo viene messo in una bara a disposizione,
eventuale, della famiglia che viene informata ad
esecuzione avvenuta.




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