Preparativi
Devo fare le valigie
...vabbeh tanto quando parto per l'Italia sono sempre
vuote, il minimo indispensabile per cambiarsi per un
paio di giorni e poi via con le spese pazze per
tutti, dalle mutande alle scarpe da inverno per la
stagione seguente.
Su 4 valigie, 2 sono completamente vuote, e 2 sono
principalmente piene di regali...pensieri. Sembro lo
Zio d'America povero quando torno a casa...fra amici
e parenti, la lista si fa lunga....ed anche le cose
da portare si ristringono sempre di piu' ogni anno
che passa. Mica si puo' sempre optare per quelle
T-shirt con i kanji, o sempre te' verde, o ginger
.... insomma poi il resto si trova ovunque...per cui
anche le idee si riducono all'osso. La
globalizzazione ha rovinato anche il gusto dei
regali!!!
Pero' sono pronta, pronta ad affrontare i furbetti
per la strada, quelli che gettano le carte per terra
(come l'anno scorso quello davanti al Vivoli con
moglie giapponese..il che' mi fece ulteriormente
innervosire!!!), quelli che imbrattano le pareti ed i
monumenti.
Ora non che il Giappone sia immune da tutto cio'...si
trovano qua' e la' carte per terra, pareti imbrattate
ed anche qualche furbetto per la strada ..... ma in
quantita' cosi' ridotta che lo apprezzi pure: ah,
finalmente qualcuno che rompe la monotonia delle
regole.
Ecco, forse pure da noi ci vorrebbe qualcuno che
rompe la monotonia delle regole al contrario:
viaggiando sulla propria corsia, non gettando carte
per terra, nemmeno quelle piccolissime dei
chewing-gums o dei pacchetti di sigarette, che sono
trasparenti.
Sarebbe un inizio.
Molti dei miei amici che vivono da troppi anni in
Giappone, e palesemente odiano l'Italia mi fanno
proprio incazzare, e potessi li lascerei senza
passaporto. Perche' non sento mai un americano
parlare male del proprio paese ?? ecco, io vorrei che
gli italiani facessero lo stesso: imparassero a
rispettare il loro paese. Perdinci!!!!
Dopo 10 mesi spesi in Giappone, io ho proprio bisogno
d'Italia, e' un bisogno fisiologico. Ho bisogno dei
colori, del paesaggio, delle passioni, delle risa,
delle voci. Dopo 2 mesi d'Italia, sono contenta di
tornare a Tokyo, ma sarei contenta di andare ovunque,
perche' l'arricchimento culturale e mentale che uno
vive e' indicibile.
Ma una cosa e' vera, una volta tagliato il cordone
ombelicale non c'e' piu' una sola "casa", ma tante
case che ti aspettano.




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