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Le scommesse del sumo

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Sumo per i giapponesi e' molto di piu' di uno sport nazionale, e' una religione, un orgoglio nazionale, una filosofia di vita. I lottatori di sumo sono dei veri "puponi", eroi nazionali che niente e nessuno puo' scalfire. ops a meno che non arrivi la yakuza. e con questa  le droghe, le violenze le frequentazioni poco raccomandabili. E cosi' i giapponesi si sono dovuti ricredere sulla loro integerrima reputazione perche' i lottatori di sumo si sono dati alle scommesse. Ma non hanno mai scommesso su di loro, manipolando i loro incontri, ma su incontri di baseball o corse di cavalli. Il problema e' che le scommesse sono illegali (come la prostituzione), ma sono cosi ben sostenute dalla yakuza, che tiene in piedi il circolo malavitoso in modo cosi "esemplare" ed "educato" che la polizia chiude non solo un occhio, ma entrambi.
Ben 65 membri dell'Associazione hanno ammesso di essere coinvolti nello scandalo. Tra questi, nella lista nera, compare il nominativo del numero due della graduatoria dei lottatori, Keiji Tamiya, in arte Kotomitsuki. I suoi ricattatori avevano avanzato la richiesta di circa 25mila euro in cambio del silenzio assoluto sui suoi vizi del gioco e delle scommesse. Il lottatore, spaventato,  si è rivolto alla polizia, uscendo così allo scoperto. E denunciando anche un'ulteriore estorsione, pari ad 800mila euro!!
Cosi' la gente si e' sentita tradita dai propri eroi, anche se aveva ormai "digerito" il fatto che fossero piu' stranieri che giapponesi i lottatori in campo.

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