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Stampa

giornalismo


Potrei raccontarvi dei ciliegi in fiore, delle orde umane in giro per la citta' a guardare stupite i fiori che sbocciano nei parchi e lungo i fiumi. Ma, stupite le orde umane dovrebbero essere se i ciliegi fiorissero a Natale, non a primavera, insomma - a costo di risultare impopolare - i fiori a primavera sbocciano in tutto il mondo, sono bellissimi in tutto il mondo, e nessuno -proprio perche' evento naturale e ciclico- lo vive come un'eccezione. Sono io forse, troppo occidentale, a non comprenderne l'unicita' della fioritura ogni anno? Abito in una strada dove di ciliegi ce ne sono a decine e li guardo, e respiro a pieni polmoni l'aria frizzante che li avvolge, perche' e' primavera, perche' la natura si risveglia e perche' mai come in questi giorni un risveglio e' quanto mai benefico.
Vabbeh...comunque non e' per questo che ho iniziato questo post. Questo post e' dedicato alla stampa, ai giornalisti ed alle testate nazionali (giapponesi) ed internazionali, che in questo mese, gia' ....e' gia' passato un mese dal terremoto, hanno riempito d'inchiostro il mondo.
Forse la stampa italiana l'ha fatta da padrona con le cagate scritte su questa vicenda. Si e' parlato di apocalisse, di Tokyo ormai finita, di pizzaioli rimasti in citta' a fare l'Highlander: "ne restara' uno solo" .... a perpetuare la tradizione della pizza tradizionale napoletana in terra nipponica, aggiungo io. Ma per piacere. Se questi giornalisti percepiscono uno stipendio, beh c'e' qualcosa da rivedere nel loro contratto! Fonti ben informate, mi dicono pero' che anche la stampa tedesca, inglese ed austriaca .....oops anche svedese non ha scherzato. I titoloni si succedevano alla velocita' della luce, come se volessero accelerare, con parole ad effetto, la fine di questo paese. Forse era una gara, e chi arrivava primo, tempisticamente parlando, con l'ultima edizione della propria testata alla morte di Tokyo e delle zone circostanti vinceva un premio. Una bambola? forse gonfiabile visto che la maggior parte di questi giornalisti era di sesso maschile. Ma i cronisti devono fare la cronaca, e quindi riportare fedelmente la realta', o andare di fantasia? Se devono andare di fantasia allora anche quelli che raccontano delle partite di calcio, possono scrivere quel che vogliono, per esempio che il Milan retrocede e che la Fiorentina vince la UEFA Champions League! Forse, i direttori dovrebbero ricordare ai loro colleghi di scrivere quel che vedono, senza fare propaganda, ne' opinione, perche' la realta' e' spesso gia' abbastanza crudele cosi' com'e'.
Pero', e c'e' sempre un pero' voglio spezzare una lancia a favore della stampa internazionale, che ha pubblicato molte notizie prima della stampa locale. Esempio? che la centrale di Onegawa "perdesse" acqua radioattiva e' apparso sul sito dell'ANSA italiana (!), prima che sulla stampa giapponese, dove si e' materializzata ben 6 ore dopo .... ed il fuso orario in tutto questo non c'entra un bel nulla.
Allora, la domanda che mi faccio e': se non ci fossero internet, i social networks e gli sms che accelerano il processo "informativo" in modo esponenziale, la stampa giapponese ci avrebbe informato su certi particolari, forse "accidentalmente" fuori-usciti, o sarebbe rimasto tutto sepolto dalla solita facciata giapponese educata e cortese?

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