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Mizu Shobai (ovvero il commercio dell'acqua)

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Ogni sera, in migliaia di locali di tutto il Giappone, milioni di uomini entrano in un mondo di fiaba. Un mondo a pagamento. Universo femminile artificiale dove le donne recitano a soggetto, interpretando tutte lo stesso personaggio.
Ognuna di loro lo fa allo stesso modo, senza troppa arte. Cliche' stereotipati per compiacere il maschio prima che questi torni a casa.
In questa Narnia notturna i rituali sono ripetuti all'infinito.
Il vero
sarari-men giapponese, attorniato dai suoi colleghi, si rilassa, dopo una lunga giornata di lavoro, sorseggiando alcool annacquato in compagnia di ragazze vistosamente truccate.
Il vero
seirusu-men giapponese compiace il suo cliente offrendogli la compagnia "artificiale" di una ragazza che lo ascoltera', lo coccolera', gli versera' da bere, facendosi palpeggiare in modo discreto.
Tutte fintamente timide. Tutte in abito da sera, con acconciature complicate e scarpe dai tacchi vertiginosi. Tutte pronte a dare un numero di telefono per far sognare il cliente anche durante il giorno.
Le regole sono perfettamente conosciute da tutti. Nonostante questo, ogni sera c'e' sempre un cliente che dichiara il suo amore. Ogni ragazza riceve doni costosi da uomini di ogni eta' speranzosi in un appuntamento notturno. Poche ore in un
ravu-hoteru, con i segni dell'alcool addosso per consumare un amore...di plastica.
Fra le regole, quella che piu' colpisce lo straniero e' sicuramente il
dohan: un'appuntamento galante; una cena che solitamente inizia fra le 18:30 e le 19:00, dove la ragazza e' tutta del cliente. Il bello e' che il dohan e' organizzato, a pagamento, con il consenso del club, ed il cliente, una volta finita la cena, e' obbligato a riportare la ragazza al locale con annessa consumazione!

P.S. Zia Cristina, abbiamo fatto delle nuove foto per te...le puoi vedere
qui.

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