Sazae-san
Camminando per
Sakurashinmachi ci si imbatte in cartelli, graffiti e
designi di Sazae-san, il personaggio femminile di una
"striscia comica" apparsa per la prima volta nel 1946
su un quotidiano del Kyushu per poi trasferirsi a
Tokyo (grazie ad un nuovo contratto che Machiko
Hasegawa -l'autrice- ottenne con l'Asahi Shinbun)
fino al 1974.
La storia di Sazae-san e' un po' la storia della sua
autrice che, femminista convinta, fu una delle prime
ad indossare la minigonna (anche in occasioni
ufficiali), liberandosi di tutti quei cliches della
societa' giapponese, e conseguentemente attirandosi
non poche antipatie.
Ma Hasegawa-san sapeva il fatto suo e se le sue
strisce rappresentavano le dinamiche di una famiglia
numerosa, com'era nella tradizione dell'epoca, tutto
veniva semplificato da situazioni e abbigliamenti
semplici. Le preoccupazioni della madre di Sazae-san
per il suo look inusuale, quasi misogino, perche'
preferiva i pantaloni al piu' classico kimono, si
ritrovano in ogni striscia.
La popolarita' comunque del personaggio ha permesso
alle avventure di Sazae-san di diventare un vero e
proprio cartone animato, ancora in produzione,
consegnandolo alla storia della TV come la serie
animata piu' longeva.
Il museo interamente dedicato a Sazae-san, a pochi
minuti a piedi dalla stazione di Sakurashinmachi (e
da casa nostra), e' una meta obbligata.




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