Toy Story 3
Quante lacrime ho versato
oggi con i miei figli a vedere Toy Story 3. Dietro
quegli occhialoni per il 3D gli occhi si riempivano
di lacrime, che poi scendevano calde e veloci sulle
guance che a malapena riuscivo a controllare
tamponandole con i palmi delle mani.
Ma cominciamo con ordine. Destinazione Roppongi
Hills. Una botta di citta' ai bambini bisogna
concederla di tanto in tanto. Non dovranno certo
pensare che Tokyo sia solo il nostro quartiere, dove
tutti sono un po' piu' di zampa-gialla, si'
insomma...ruspanti!
Biglietti prenotati via internet e stampati alla
velocita' della luce dalla apposita macchinettina
messa a disposizione all'ingresso del cinema. Ultima
fila, rigorosamente. Dopo il senso di nausea avuto a
vedere Avatar in 4 fila, i 3D o in un'ultima film o
niente.
La sala di proiezione non e' un granche' ...un po'
come vanno di moda oggi, piccole ed incluse in un
complesso cinematografico piu' ampio. Ci siamo presi
qualcosa da bere e qualche caramella, specialmente
per Marco, che da quando ha smesso di fumare, ne
mangera' 600 al giorno. Si insomma, ancora il
sollievo economico dato dal non-acquisto di sigarette
non si fa sentire sul nostro budget!
Siamo fra i primi ad entrare. La sala consta di 12
file, ognuna delle quali di 15 poltrone, per un
totale di 180 persone, se completo. Eravamo al
completo. 180 persone di cui 15 bambini (3 nostri),
ed le restanti 165, UDITE UDITE: adulti fra i 30 ed i
40 anni, specialmente donne sole o coppie senza
figli. Ma mi sono persa qualcosa ? Era Toy Story o
Love Story dove i 15 bambini c'erano finiti per
sbaglio, perche' nessuno aveva la baby-sitter a
disposizione? No, perche' Toy Story e' un film per
bambini, vero? Li ho portati nella sala giusta, vero
?
Ed allora qualcuno mi spiega per favore perche' allo
spettacolo delle 15:15, nemmeno il 10% degli
spettatori era di eta' inferiore ai 12 anni? Forse
per lo stesso motivo per cui a Tokyo Disneyland i 3/4
dei clienti hanno la patente ed i 7/8 sono di sesso
femminile? Forse per lo stesso motivo per cui
Kiddyland e Disneystore sono meta di trentenni in
cerca dell'elisir di lungavita?
Se e' cosi', sappiate che domani corro subito a
comprarmi Jessy e Bullseye e ci gioco tutto il giorno
sugli scalini davanti casa, alla faccia delle zanzare
agguerritissime, perche' a dispetto di qualche
pinzatura, magari mi spariscono 7 od 8 rughe intorno
agli occhi. Volete mettere?
3D
La mia prima esperienza
in 3D e' stata ieri sera per Avatar, in una sala
gremitissima del Toho Cinema a Roppongi. Davvero
questo film e' campione d'incassi. Un film
interessante, begli effetti speciali, ma come ha
recensito saggiamente il mio amico Fica e' una sorta
di Balla coi Lupi mescolato ad un po' di Matrix su un
altro pianeta. Ed anche un po' troppo lungo.
Ma la parte piu' interessante della serata e' stata
osservare il pubblico. Tutto con gli occhiali,
immobile, nessuno che mangiasse neppure un singolo
popcorn, che bevesse un sorso di coca-cola, tutta la
platea era "paralizzata" a guardare il film e per un
pubblico giapponese e' quasi un record. Tutti,
infatti, ad ogni proiezione si presentano con i loro
o-bento e consumano il loro pasto, indipendentemente
dall'orario. Bacchette alla mano e via, gnam gnam
.... come se noi ci presentassimo con un piatto di
spaghetti e forchetta e via, pronti per il film!
Ma quegli occhiali sul naso, hanno cambiato pure la
solita e solida abitudine giapponese.
Anche i bambini sono stati bravi, 2 ore e 40 minuti
fermi immobili con il loro naso all'insu' ad
assaporare ogni singola scena del film, ed
eccitatissimi alla fine quando la parola THE END ha
chiuso la nostra prima esperienza 3D, lasciandoci
tutto il pubblico giapponese alle spalle, ancora
interessato ai titoli di coda.
Il film- per loro- finisce solo quando le luci sono
accese, ed anche questo e' un fatto
culturale!




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