De Gustibus .....
Ormai tutti (o quasi tutti) i prodotti alimentari si
trovano in ogni angolo di mondo, ma (spesso,
purtroppo) in ogni angolo di mondo vengono adattati
al gusto degli indigeni.
Prendiamo la Nutella .... cinque anni fa quando,
sbarcata a Tokyo la vidi sugli scaffali del
Kinokuniya (uno dei supermercati piu' cari al mondo),
il mio sorriso mi si stampo' in faccia come se avessi
visto la Madonna. In realta' una volta assaggiata
sulla fatidica fetta di pane, rimasi molto delusa. Il
sapore era tutta un'altra cosa. Infatti la Nutella
commercializzata in Asia e' prodotta a Singapore o in
Australia, con lo (almeno per me) stramaledetto burro
di noccioline. Praticamente tutta un'altra cosa.
Lo stesso vale per grissini e crackers che vengono
aromatizzati a spezie e formaggi a noi quasi
sconosciute, e per i KitKat che si trovano sugli
scaffali anche al gusto "budino di Kobe", "the
verde", "sakura", "patate di Jagaimo" ed ovviamente
all'immancabile "salsa di soya"!
Gusto
Qualche anno fa avevo letto in una rivista di viaggi,
che i paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono
gli unici al mondo ad avere gusto. Gusto per il cibo
e le spezie, per l'architettura ed i colori, per le
stoffe ed i vestiti. Li' per li' la notizia mi era
passata inosservata, ma dopo qualche anno passato in
Giappone e vivendo in una comunita' decisamente
internazionale, mai frase fu piu' azzeccata.
A parte l'assoluta assenza di gusto in fatto di moda
e di estetica in generale che accomuna tutto il mondo
ad eccezione dell'area mediterranea, appunto, le note
piu' dolenti arrivano quando si parla di cibo.
In quanto a palato, pare che tutti abbiano perso sia
le papille gustative che un certo senso di
discernimento, confondendo, come si dice a Firenze,
il culo con le 40 ore.
Il Japan Times offre una rubrica guida per
pubblicizzare nuovi locali in citta'. Il giornalista
Robbie Swinnerton si da' un gran da fare a cercare
nuovi ristoranti o ritrovi piu' o meno mangerecci, ma
seguire i suoi consigli e' come rinunciare ad avere
le papille gustative, appunto.
Ogni suo consiglio (del resto e' anglosassone ...) va
evitato come la peste bubbonica, quello che per lui
e' buono, per noi non raggiunge nemmeno la
sufficienza e quello che supera l'eccellenza, per noi
e' quasi commestibile.
Mi domando quando e' stato assunto sul proprio C.V.
cosa ci fosse scritto, perche' aspettare di sapere
dove andare a cena con i suggerimenti di Swinnerton
e' come commettere suicidio.
Che gli inglesi continuino a fare musica, a scrivere
libri, a speculare ed a preoccuparsi della regina e
del tempo, che al cibo ci pensiamo noi!
Gourmet
Se pensiamo alla cucina
giapponese, subito pensiamo al sushi, anche se, molti
di noi, lo confondono con il sashimi.
Il sushi e' fatto da riso e pesce crudo con, a volte,
un'alga che li avvolge.
Il sashimi invece e' filetto di pesce rigorosamente
crudo.
Ma dire che la cucina giapponese e' solo sushi e
sashimi e' un po' riduttivo, come dire che la cucina
italiana e' solo pasta!
Molte sono le ricette da provare: dalla soba -
spaghetti di soba (che e' un vegetale) generalemente
serviti in brodo con verdure -,
la tenpura - pesce e verdure fritte-, lo shabu shabu
- carne di manzo tagliata sottile, simil carpaccio,
fatta cuocere immergendola brevemente in un brodo
appositamente disposto nel mezzo al tavolo dove tutti
possono "sciacquare" la loro carne-, gli yakitori
-spiedini di carne di pollo-.
E la lista continua...... elementi comunque che
accomunano quasi tutti i piatti della cucina
giapponese sono la salsa di soia ed il rafano.
Ogni confezione di carne o di pesce, venduta al
supermercato, ne contiene sempre 2 bustine.
Generalmente i giapponesi non mangiano molto,
piuttosto magiano lenti, lentissimi e, strano a
dirsi, durante le cene diventano molto, ma molto
loquaci.
Sara' forse per quel che bevono ????




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