A volto coperto
E' notizia di apertura di
tanti quotidiani di oggi, la proposta di legge in
Francia di abolire il velo. Dal Corriere si legge: "
La Francia si prepara a una stretta sul velo
integrale in pubblico: una commissione parlamentare
si è pronunciata ufficialmente per l'interdizione da
uffici e servizi pubblici dell'indumento islamico che
occulta il volto della donna. Il burqa, è la
conclusione del rapporto, offende i valori nazionali
della Francia."
Il velo nasce come esigenza dei popoli arabi, nella
notte dei tempi, per ripararsi dalle tempeste di
sabbia, non a caso i tuareg lo usano ancora. Poi
l'usanza si e' evoluta o involuta, a seconda di come
la si voglia vedere. I musulmani - che solitamente
erano originari della penisola arabica- adesso vivono
ovunque nel mondo, come e' giusto che sia, a loro
discrezione, a loro piacimento, nel rispetto delle
leggi altrui.
La questione del velo e' una questione quindi annosa
e piena di risvolti, di sfumature, e come sempre, e'
cosi' difficile generalizzare, ed anche le leggi
-conseguentemente- trovano una difficile
realizzazione.
Ora, se il problema e' meramente religioso, allora
ognuno in propria coscienza, lo deve indossare o meno
secondo la profondita' del proprio credo; se e' un
problema di uguaglianza, allora ognuno in propria
coscienza deve poter essere libero di indossarlo,
perche' la liberta' e' un diritto sacrosanto, ma se
e' un mero problema di "sicurezza" allora la
questione diventa "leggermente" diversa.
In conseguenza a quello che sto per dirvi, non
saltate sulle sedie gridando: "questo c'entra come il
culo con le 40 ore", perche' c'entra, eccome, l'unica
differenza e' la mancanza di sfondo religioso, ma se
si rimanda esclusivamente alla mera sicurezza allora
e' sempre e comunque importante sapere chi c'e'
dietro la maschera.
In Giappone sono tutti "fulminati" per le mascherine
anti-germi, anti-smog, anti-secchezza,
anti-vattelappesca .... e chiunque e' libero di
girare per strada, nei negozi, al lavoro (qualsiasi
sia la professione) con quella mascherina bianca a
coprire il volto: dal naso alla bocca. Certo non si
parla d'imposizione talebana, ma comunque si copre il
volto al mondo esterno: ci si rende inidentificabili.
Il poliziotto che mi ha fermato ne aveva una, il
postino la mattina ne ha una, la signora alla cassa
del supermercato ne ha una, il tassista ne ha una, i
funzionari doganali all'aeroporto ne hanno una, la
segretaria del dottore ne ha una.
Visto che non c'e' nessuna pandemia (ed anche la
suina si rivelata solo una bella trovata
pubblicitaria perche' le case farmaceutiche ed i
governi s'ingrassassero ... come se ce ne fosse
ancora bisogno), che non siamo in guerra, che non ci
sono corpi in putrefazione, io gradirei sapere chi
c'e' dietro quella mascherina, e non mi basta
crogiolarmi nell'opinione comune "Giappone = paese
sicuro" (anche perche' ci sono anche qui i casi "da
paura"), non mi basta questa motivazione, perche'
quella persona mi sta servendo, mi sta parlando, mi
fa le consegne, mi ha fermato per strada chiedendo
informazioni sul MIO conto, mi controlla il
passaporto, mi sta portando a casa.
E se quel tassista di ieri sera con la mascherina sul
volto avesse cambiato direzione, avesse voluto
violentarmi o chessoio ... come avrei potuto
riconoscerlo? Beh, non avrei potuto.
Ed allora, il velo contro il quale si battono i
francesi e' come quella mascherina bianca, mi tiene
all'oscuro, mi impedisce di sapere, mi impedisce di
sentirmi sicura e quindi libera.




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