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Temper

peralharbor


Se non avessi mai abitato a Tokyo, e mi avessero chiesto di associare la parola giapponese ad un altro concetto, avrei pensato ad aggressivita' (II Guerra Mondiale docet), ed alla meticolosita'.
Se sulla meticolosita' ho delle riserve, ma limitate, sull'aggressivita' proprio mi sono dovuta ricredere. Pare che in questo paese l'aggressivita' non sia di casa. Questo e' un paese apparentemente sempre ben disposto, cordiale, mai arrabbiato neppure quando qualcuno all'ultimo momento sfreccia con la bici davanti ad un'automibile, costringendo l'autista a frenare bruscamente.
E' vero che il Giappone e' un'isola, rimasta isolata (appunto) dal resto del mondo per secoli, che si e' sviluppato in un modo a se stante, ma da li' a non avere mai le "cosidette" girate, ne passa. Com'e' che nelle varie guerre condotte si sono sempre dimostrati i piu' acerrimi nemici, con quella bella dose di cattiveria necessaria per la sopravvivenza durante un conflitto?
Da dove viene tutta questa calma, questa voglia di essere sempre sorridenti e cordiali? Vengono istruiti da piccoli? Mettono loro un microchip sotto la pelle e li radiocomandano?
Sono convinta che queste non-reazioni siano in-umane. E' mai possibile non avere delle reazioni di rabbia, di sconforto, di sgomento, di alterazione? E' questa la vera causa per cui il Giappone e' il paese con il piu' alto tasso di suicidi? E' perche' tutto viene represso e compresso e sedimentato che induce al massimo sacrificio? oppure la consapevolezza di non poter cambiare nulla come singolo, perche' tutto e' gia cosi' ben inserito negli schemi, conduce alla pura atarassia?

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