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Tokyo Fashion Night

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E cosi anche le 3 serate organizzate -da Vogue- per la moda si sono concluse con la serata a Tokyo.
Le capitali della moda per queste serate, oltre a quella giapponese, sono state Milano e NYC. Serate in cui i brands piu' famosi al mondo hanno tenuto i loro negozi aperti fino alla mezzanotte, creando degli eventi, per richiamare la gente all'acquisto. E a vedere dalla quantita' di umanita' che correva su e giu' per Omotesando c'e' da credere sia stato un successo.
Tokyo Fashion Night 09/11. Questo il titolo della serata.
Il caldo umido si appiccicava addosso come una cicala ad un maglione di lana, ma quest'estate bizzarra ormai ha deciso di non lasciarci. Shoganai.
Ci siamo presentati a bordo del nostro Scarabeo vestiti completamente Cavalli: Marco in jeans e camicia nera con un'applicazione di trine e merletti .... che i nostri figli hanno subito disdegnato...ma per la serata era perfetta. Io con questo vestito di seta a fiorellini (si' caro Portinaio proprio quello...) multicolore, borsa XL blue e delle zeppe tacco 13 (non Cavalli). I figli hanno gradito. Meno male. Il 50% della coppia soddisfaceva i gusti filiari.
Abbiamo iniziato da Fendi. Per rispetto all'amicizia. Champagne francese a sottolineare che l'azienda d'italiano non ha piu' nulla se non il nome. Pellicce, pellicce ed ancora pellicce, costruite su veli di organza per renderle estive. Non voglio entrare nel merito della pelliccia di per se', ma Fendi ha questo "taglio" anzianotto, che nell'abbigliamento mi lascia sempre un po' perplessa. Sulla pelletteria ho il mio credo, anche se non me lo posso permettere, ed Fendi anche se fa delle belle borse non fa niente di originale.
Dopo Fendi abbiamo passato Celine, Loewe e Benetton (che ancora devo capire cosa ci rappresenti con quel negozio fra tutti quei marchi), che ha pensato bene di abbinare il marchio - per la serata alla Loacker. Si' proprio quella dei wafer! Con il caldo che faceva non oso pensare come si fossero ridotti quei poveri biscotti in vetrina sotto tutte quelle luci. Misteri del Marketing!
Marco aveva "vestito" una modella per un evento di maquillage. Per cui ci siamo diretti in questo locale dove un freddo polare attanagliava le tempie. La modella e' venuta a salutarci, tutta bella soddisfatta del suo vestito, anche se ci ha fatto subito notare che era un po' piu' grande della sua esile figura. Fan**lo!!!!
"Ma rimate a guardarmi mentre mi truccano? E' fra 20 minuti? "
"Cosa???? non ti hanno ancora truccata??? e quello strato di fondo tinda, e tutto quel mascara? e quella carreggiata d'ombretto?"
" HAHA.... quella e' la base... il trucco deve venire!!!"
"Maria Vergine! O come ti fai conciare? Nemmeno Moira Orfei coi piccioni si ciurma in quel modo!!"
" Ops.... no. Dobbiamo andare, siamo solo venuti a vederti in tutto il tuo splendore"
" Hihihihihi....arogatou!!!"
Attraversiamo la strada.
Chanel. Peccato che da 100 anni a questa parte faccia sempre quei tailleurs che nemmeno Jacqueline Kennedy Onassis nelle vecchie foto avrebbe voluto piu' indossare. Ma il negozio e' stracolmo di gente. Con il fatto che Chanel si occupa anche di cosmesi, 2 stazioni "smalto" la fanno da padrone con delle file inimmaginabili. Champagne francese e cioccolato bianco offerto ai "clienti". Rimaniamo soddisfatti, tutto sommato.
Entriamo cosi' da Bulgari.
Mi domando sempre perche' se sei un gioielliere, e che gioielliere, poi devi fare per forza una linea d'abbigliamento. Che senso ha?
Cosa c'azzecca? Pero' il colpo d'occhio e' suggestivo: il display di cravatte multicolori e' stato senza dubbio il polo accentratore. Ma la gente non sembrava tanto disposta a frugarsi nel portafogli. Un difetto?Forse un goccio di spumante italiano l'avrebbero anche potuto offrire.
Martin Margela inspiegabilmente chiuso. Chissa?
E' Dior Time. Una folla solida come una colata di cemento ci impedisce la vista. Dall'alto dei miei 13 cm in piu' sbircio dentro. 2 modelle sfilano. Cosa e come non c'e' dato saperlo. Ma milioni di macchinette fotografiche liberano i propri flashes e miliardi di Iphone registrano il defile'. Soprassediamo. Cosa c'e' next?
Emporio Armani. Una tristezza. L'abbiamo bypassato. Abbiamo bypassato anche Max and Co.
Tods. Ha meritato una visita? Un Dj passava della musica - probabilmente avanzata dalla 2 guerra punica - e solo i clienti VIPs erano autorizzati ad avere un "refreshment" sul terrazzo, sul tetto dell'edificio. Troppo snob per una serata come quella. Ed in tutta onesta' - anche se dovrei (vorrei) avere un occhio di riguardo perche' sono i padroni della mia squadra del cuore- anche loro non hanno nulla di "innovativo" dagli ultimi 20 anni a questa parte. Tutti quei pallini sotto le scarpe ormai hanno fatto il loro tempo. Lasciati una linea classica cosi' da zoccolo duro e poi dai una svolta moderna e piu' giovanile!!! Che noia, che barba....'sti stilisti!
Altro che crisi del mercato .... questa e' crisi d'inventiva!!!!
Fermata d'obbligo Louis Vuitton. Zeppo fitto come il mercato a Sesto il sabato mattina, niente champagne, niente cioccolata, niente di niente, se non quelle solite borse con quei disegni ormai "passati". Per me chiuderebbe domattina. Ma i giapponesi lo adorano.
Ed eccoci da Gucci. Passato Tom Ford, Gucci non e' che un deja vu dei deja vus. Ma qua resiste. Il negozio stracolmo. Foto da red carpet per i clienti ai quali viene data la possibilita' di indossare dei capi. I giapponesi ci si sono buttati a capofitto. Una fila chilometrica. Forse stamattina erano ancora li'.
Una puntatina da Prada. Fermata di rigore al negozio piu' bello di tutta Tokyo. Portafogli con teschi ed ossa incrociate pare siano la nuova tendenza, nell'ottica di conquistare anche un pubblico piu' giovane. Una fotomodella -Marco mi ha anche detto il nome ma l'ho gia' dimenticato- giapponese, con i capelli platino, trattenuti in una coda di cavallo che evidenziava in pieno una ricrescita nera da paura, intratteneva il pubblico numeroso. Tutti sembravano contenti e soddisfatti. Niente da bere, niente da mangiare. Tante signore sedute a provarsi tonnellate di scarpe, con mariti danarosi pronti a spendere a spandere pur di farele felici.
Di quel negozio odio la moquette bianca alta 5 centimetri sulla quale e' impossibile camminare. Chi gliel'avra' proposta?
D&G chiusi. Meno male. In vetrina un vestito di paillettes nero con dei pois colorati avrebbe funzionato da deterrente.
Mi sono presa la briga di guardare anche la gente che affollava i negozi.
Dalle flip-flops agli stivali da inverno, da colli di pelliccia a pantaloncini corti da mare ... passando per quel mondo gay che si e' divertito da matti a travestirsi, a coprirsi di lustrini, ciglia finte e sciarpe leopardate. Per una serata cosi' davvero impagabile!
Ecco cosi' e' finita la nostra serata alla Tokyo Fashion Night, dove i ristorantini giapponesi non hanno dato nemmeno la possibilita' di un last order piu' consono alla serata: alle 20:00 tutti chiusi.
Ci siamo dovuti "accontentare" cosi' di una cena al Two Rooms ... posto per occidentali e per donne giapponesi in cerca di occidentali, che magari il prossimo anno saranno ben contenti di comprar loro una bella borsa da Prada!

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